LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 300/1970

Pagina 32 di 40

916 provvedimenti

Sciopero occulto: la Cassazione conferma la sanzione
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un'organizzazione sindacale per uno sciopero occulto. Centinaia di agenti di polizia locale si assentarono in massa la notte di Capodanno, giustificandosi con certificati medici. La Corte ha ritenuto che le assenze fittizie, coordinate dal sindacato, costituissero una forma illegittima di sciopero in un servizio pubblico essenziale, violando le procedure di legge.
Continua »
Sciopero occulto: Malattia di massa è sciopero?
Una massiccia e coordinata assenza per malattia dei vigili urbani durante la notte di Capodanno è stata qualificata come 'sciopero occulto'. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a carico delle organizzazioni sindacali, ritenute responsabili di aver promosso un'astensione illegittima in un servizio pubblico essenziale. La decisione si è basata su prove presuntive, come l'anomalo picco statistico di assenze, che ha svelato la natura fittizia delle giustificazioni e il reale intento di protesta.
Continua »
Licenziamento dopo reintegra: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento per motivo oggettivo basato su una riorganizzazione aziendale preesistente all'ordine di reintegra del lavoratore. Il caso riguarda un dipendente, reintegrato per ordine del giudice a seguito del riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, che era stato licenziato poco dopo. La società aveva motivato il recesso con l'esternalizzazione del reparto, avvenuta però anni prima della reintegra. La Corte ha stabilito che il motivo oggettivo deve essere sopravvenuto rispetto alla costituzione del rapporto, altrimenti si elude l'ordine giudiziale. Anche il ricorso del lavoratore, che lamentava la natura ritorsiva del licenziamento, è stato respinto.
Continua »
Lavoratore in CIGS: obbligo di disponibilità e preavviso
Un pilota di elicottero in CIGS è stato licenziato per giusta causa dopo essersi recato in vacanza all'estero senza informare l'azienda, rendendosi così indisponibile a una chiamata di servizio. Tale indisponibilità ha causato la perdita di una commessa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, sottolineando che il lavoratore in CIGS ha un inderogabile obbligo di disponibilità, la cui violazione, specialmente se causa un danno patrimoniale, costituisce un inadempimento grave che giustifica la risoluzione del rapporto.
Continua »
Appalto illecito: guida alla sentenza della Cassazione
Una lavoratrice, formalmente assunta da una cooperativa ma di fatto impiegata presso un'azienda committente, ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con quest'ultima. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, qualificando il rapporto come appalto illecito. La sentenza chiarisce i criteri per distinguere un appalto genuino da una somministrazione irregolare di manodopera, specialmente nei contratti 'labour intensive', e stabilisce che l'indennità risarcitoria prevista non è riducibile per eventuali guadagni percepiti dal lavoratore ('aliunde perceptum') nel frattempo.
Continua »
Obbligo di repêchage: licenziamento illegittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9770/2024, ha stabilito che il licenziamento di alcuni lavoratori di un call center, a seguito di un cambio appalto, è illegittimo se l'azienda non ha adempiuto all'obbligo di repêchage. La Corte ha chiarito che la tutela offerta dalla "clausola sociale" non esclude, ma si aggiunge, a quella generale contro i licenziamenti ingiustificati. Il datore di lavoro uscente rimane tenuto a verificare la possibilità di ricollocare i dipendenti, anche se questi hanno rifiutato il passaggio alla nuova società appaltatrice a condizioni ritenute peggiorative.
Continua »
Interposizione fittizia: quando l’appalto è nullo
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, riconoscendo una interposizione fittizia di manodopera in un appalto di servizi di trasporto. La Corte ha stabilito che, a causa del controllo diretto e pervasivo esercitato dalla società committente sul lavoratore della ditta appaltatrice, si era instaurato un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. La sentenza chiarisce anche che il termine di prescrizione per i crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto, data l'assenza di un regime di stabilità reale.
Continua »
Cambio appalto: licenziamento illegittimo se peggiora
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento di alcune operatrici di call center a seguito di un cambio appalto. Le lavoratrici avevano rifiutato l'assunzione da parte della nuova società appaltatrice a causa di condizioni economiche e normative peggiorative. La Corte ha stabilito che il rifiuto è legittimo e che il licenziamento da parte della società uscente, basato su criteri di scelta non estesi a tutto il personale fungibile, è nullo, ordinando la reintegra e il risarcimento.
Continua »
Condotta antisindacale: quando persiste l’interesse?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interesse di un sindacato a far accertare una condotta antisindacale persiste anche se l'azione viene intentata dopo mesi e l'azienda ha già rimosso gli effetti economici, come la restituzione delle multe ai lavoratori in sciopero. La Corte ha chiarito che non esiste un termine di decadenza per l'azione e che l'interesse del sindacato a ottenere una pronuncia definitiva sulla illegittimità del comportamento datoriale, per prevenire future reiterazioni e tutelare la propria immagine, è sufficiente a giustificare il ricorso.
Continua »
Licenziamento dirigente: quando è giustificato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26609/2025, ha confermato la legittimità del licenziamento di un dirigente ritenendolo 'giustificato' pur in assenza di 'giusta causa'. Il caso riguardava un direttore generale licenziato per inadeguato coordinamento in un appalto internazionale. La Corte ha chiarito che per il licenziamento dirigente è sufficiente una condotta che mini il rapporto fiduciario, anche se non così grave da impedire la prosecuzione temporanea del rapporto. Di conseguenza, al dirigente spetta l'indennità di preavviso ma non l'indennità supplementare prevista dalla contrattazione collettiva.
Continua »
Diritto di assemblea: quando è legittimo il no ai locali?
La Corte di Cassazione ha stabilito che non costituisce condotta antisindacale il comportamento di un'azienda che, a fronte di impedimenti logistici e di sicurezza, nega l'uso dei locali interni per un'assemblea ma offre a proprie spese una soluzione alternativa adeguata e vicina. La sentenza analizza il bilanciamento tra il diritto di assemblea dei lavoratori e le esigenze oggettive dell'impresa.
Continua »
Trattenuta sulla retribuzione: procedura e limiti
La Cassazione conferma l'illegittimità di una trattenuta sulla retribuzione per un danno causato da un lavoratore, se effettuata prima della conclusione del procedimento disciplinare. La sentenza chiarisce che il rispetto delle procedure previste dal CCNL è inderogabile, anche se la responsabilità del dipendente per il danno è accertata.
Continua »
Legittimazione attiva: contestabile in ogni fase
Un'organizzazione sindacale aveva citato in giudizio un'azienda di telecomunicazioni per condotta antisindacale, a causa della mancata attivazione di una procedura di confronto per un trasferimento collettivo di personale. L'azienda si era difesa tardivamente contestando la legittimazione attiva del sindacato a ricorrere. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che la contestazione della titolarità del diritto non è un'eccezione soggetta a preclusioni, ma una mera difesa proponibile in ogni stato e grado del processo, e rilevabile anche d'ufficio dal giudice.
Continua »
Termine impugnazione: Cassazione sul rito Fornero
Un lavoratore, licenziato per presunta falsificazione delle presenze, ha visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che, nel contesto del 'rito Fornero', il termine impugnazione di 60 giorni decorre dalla semplice comunicazione della sentenza d'appello via PEC da parte della cancelleria, e non dalla notifica formale. La norma speciale della Legge 92/2012 prevale sulla regola generale del codice di procedura civile, rendendo tardivo il ricorso presentato oltre tale scadenza.
Continua »
Accesso illecito dati: licenziamento proporzionato
Una dipendente di un'azienda ospedaliera è stata licenziata per aver effettuato un accesso illecito ai dati sanitari dei propri vicini di casa per ragioni personali. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, ritenendo la condotta una violazione talmente grave del vincolo fiduciario da rendere proporzionata la massima sanzione disciplinare, anche in considerazione della natura sensibile delle informazioni consultate.
Continua »
Trasferimento d’azienda in cambio appalto: la guida
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per identificare un trasferimento d'azienda durante un cambio di appalto. La Corte ha stabilito che quando un'entità economica organizzata conserva la propria identità (personale, attività, beni), si configura un trasferimento d'azienda. Tale situazione fa scattare l'obbligo di consultazione sindacale previsto dalla legge nazionale, che non può essere derogato da una legge provinciale. L'omissione di tale procedura costituisce condotta antisindacale. Il caso analizzato riguardava il subentro nella gestione di servizi di vigilanza per un ente pubblico.
Continua »
Sanzione disciplinare e precedenti: cosa dice la legge?
Un insegnante ha ricevuto una sanzione disciplinare di 5 mesi di sospensione per aver interrotto una commemorazione della Shoah. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, respingendo il ricorso del docente. La Corte ha chiarito che, sebbene i precedenti disciplinari vecchi di oltre due anni non possano fondare la recidiva, possono comunque essere considerati dal giudice per valutare la gravità complessiva della condotta e la proporzionalità della sanzione applicata.
Continua »
Condotta antisindacale: no all’inglese senza interpreti
Una multinazionale ha imposto lo svolgimento delle negoziazioni per la costituzione del Comitato Aziendale Europeo (CAE) esclusivamente in lingua inglese e tramite videoconferenza. Le organizzazioni sindacali si sono opposte, ritenendo tale imposizione una condotta antisindacale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che, sebbene la videoconferenza sia una modalità accettabile, l'obbligo di utilizzare la lingua inglese senza un adeguato servizio di interpretariato limita la capacità negoziale dei rappresentanti dei lavoratori. Tale comportamento è stato equiparato a un rifiuto di negoziare, con la conseguenza della costituzione automatica del CAE. La sentenza sottolinea l'importanza di garantire una comunicazione efficace e paritaria nelle relazioni industriali a livello europeo.
Continua »
Rappresentanza sindacale: i criteri di accesso
Un sindacato, pur avendo numerosi iscritti, si è visto negare il diritto di costituire una rappresentanza sindacale aziendale (RSA) perché escluso dalla negoziazione collettiva. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul ricorso. Il rinvio a pubblica udienza è stato motivato dalla pendenza di una questione di legittimità costituzionale sullo stesso tema, sollevata da un altro tribunale, la cui imminente decisione potrebbe modificare i criteri di accesso alla rappresentanza sindacale.
Continua »
Retribuzione ferie: sì alle indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili corrisposte in modo continuativo, come quelle per attività di scorta e riserva. Confermando la decisione dei giudici di merito, la Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, affermando il principio derivato dal diritto europeo secondo cui la paga durante le ferie deve essere comparabile a quella ordinaria per non dissuadere il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo.
Continua »