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legge 27 febbraio 2017, n. 19

11 provvedimenti

Sospensione norme NCC: la Cassazione annulla sanzione
Una società di noleggio con conducente (NCC) è stata multata nel 2016 per aver prelevato clienti senza una prenotazione partita dall'autorimessa, in violazione delle norme introdotte da una riforma del 2008. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che la suddetta riforma era soggetta a una sospensione delle norme NCC fino al 31 dicembre 2017. Di conseguenza, al momento dei fatti, le nuove disposizioni non erano in vigore. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione basata sulla normativa precedente.
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Circolazione NCC: via libera in ZTL senza permessi?
Una società di noleggio con conducente (NCC) ha contestato delle multe per l'accesso a una Zona a Traffico Limitato (ZTL). La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la normativa vigente nel 2018, non era richiesta una comunicazione preventiva a livello nazionale per la circolazione NCC in altri comuni. Tuttavia, ha chiarito che i comuni mantengono il potere di regolamentare l'accesso. La sentenza precedente è stata annullata perché il giudice non ha verificato l'esistenza e il contenuto del regolamento comunale, un passaggio fondamentale per decidere sulla legittimità delle sanzioni.
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Transito NCC altro comune: la Cassazione chiarisce
Un consorzio di noleggio con conducente (NCC) ha impugnato con successo una serie di multe per il passaggio in una zona a traffico limitato (ZTL) di Roma nel 2016. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31971/2023, ha stabilito che all'epoca dei fatti non esisteva alcun obbligo di comunicazione preventiva per il transito NCC in altro comune rispetto a quello di rilascio della licenza. La Corte ha chiarito che, a causa di una serie di sospensioni legislative, si applicava la versione originaria della Legge quadro n. 21/1992, che non prevedeva tale adempimento, annullando così la decisione del Tribunale e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Sanzioni NCC ZTL: Cassazione chiarisce la normativa
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema delle sanzioni NCC ZTL, annullando una sentenza che aveva confermato delle multe a una cooperativa. Il caso riguardava l'accesso a zone a traffico limitato e corsie preferenziali nel 2015. La Corte ha chiarito che la normativa specifica che imponeva una comunicazione preventiva (art. 5-bis L. 21/1992) era sospesa in quel periodo. Tuttavia, ha specificato che ciò non garantiva un accesso illimitato, poiché restava in vigore la normativa precedente che permette ai Comuni di regolamentare tali accessi. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Accesso NCC ZTL: Cassazione chiarisce la normativa
Una cooperativa NCC ha ricevuto multe per un non autorizzato accesso NCC ZTL. La Cassazione cassa la sentenza di merito, chiarendo che la norma sulle comunicazioni preventive (art. 5-bis L. 21/92) era sospesa nel 2015, ma i Comuni mantenevano il potere di regolamentare l'accesso secondo la normativa previgente.
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Credito d’imposta cinema: decadenza se non dichiarato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27662/2024, ha stabilito che la mancata indicazione del credito d'imposta cinema nel quadro RU della dichiarazione dei redditi comporta la decadenza dal beneficio. Secondo la Corte, tale adempimento non è una mera comunicazione, ma una dichiarazione di volontà non rettificabile. Di conseguenza, l'omissione non è un errore formale emendabile, ma causa la perdita definitiva del diritto al credito per l'annualità in questione, confermando la pretesa dell'Agenzia delle Entrate nei confronti di una società di produzione cinematografica.
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Plusvalenza da leasing: quando è soggetta a IRAP?
Una società holding nel settore logistico ha generato una plusvalenza dalla cessione di 10 contratti di leasing immobiliare durante un piano di risanamento, considerandola un provento straordinario esente da IRAP. L'Agenzia delle Entrate ha invece contestato tale interpretazione. La Corte di Cassazione ha confermato la tassabilità del provento, stabilendo che la transazione rientrava nella gestione operativa dell'impresa e non costituiva una cessione d'azienda. Di conseguenza, la plusvalenza da leasing è stata ritenuta parte della base imponibile IRAP e sono state confermate anche le sanzioni, negando l'esistenza di un'obiettiva incertezza normativa.
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Servizio NCC: accesso ZTL e sospensione delle norme
Un consorzio titolare di licenza per servizio NCC, rilasciata da un piccolo Comune, ha impugnato dieci verbali di infrazione per accesso alla ZTL di un grande Comune. La Corte di Cassazione, con ordinanza 11202/2024, ha accolto il ricorso, stabilendo che la norma che imponeva la comunicazione preventiva (art. 5-bis L. 21/1992) era sospesa all'epoca dei fatti (2016). Tuttavia, la Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare se la condotta violasse le normative precedenti, ancora in vigore, e i regolamenti comunali.
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Credito d’imposta non indicato: decadenza inevitabile
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa indicazione di un credito d'imposta nell'apposito quadro della dichiarazione dei redditi non è un mero errore formale, ma una scelta che comporta la decadenza dal beneficio. La Corte ha chiarito che, quando la legge richiede una specifica manifestazione di volontà per accedere a un'agevolazione fiscale, la dichiarazione assume natura di atto negoziale e non può essere emendata oltre i termini previsti. Pertanto, il contribuente che non indica il credito d'imposta non indicato perde definitivamente il diritto a usufruirne.
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Credito d’imposta: se non lo dichiari lo perdi
Una società perde un credito d'imposta per incentivi al cinema perché non lo ha indicato nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la mancata indicazione comporta la decadenza definitiva dal beneficio. La Corte ha stabilito che la scelta di usufruire di un credito d'imposta è un atto di volontà (negoziale) e non un semplice errore formale, rendendo la dichiarazione non modificabile su quel punto una volta scaduti i termini specifici.
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Dichiarazione integrativa: i limiti per i crediti
Una società ha tentato di correggere la propria dichiarazione dei redditi dopo cinque anni per includere un credito d'imposta per il settore cinematografico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34639/2024, ha respinto tale possibilità. La Corte ha stabilito che la richiesta di tali benefici fiscali non è una mera correzione di un errore (dichiarazione di scienza), ma una scelta vincolante (atto negoziale). Pertanto, la dichiarazione integrativa non è ammissibile oltre i termini previsti, a pena di decadenza.
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