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Legge 25 ottobre 2016, n. 197

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80 provvedimenti

Credito d’imposta TFR: quando chiedere il rimborso?
Una società edile in concordato preventivo ha chiesto il rimborso di un credito d'imposta TFR, non potendolo compensare. La Cassazione chiarisce che il termine per la richiesta decorre da quando l'INPS interviene per pagare i TFR, cassando la decisione di merito che aveva fissato un termine diverso.
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Addizionale bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha impugnato il diniego al rimborso dell'addizionale bonus dirigenti, sostenendo che non fosse dovuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, a seguito delle modifiche legislative del 2011, l'imposta si applica sulla parte variabile della retribuzione che eccede quella fissa, a prescindere dal superamento del triplo dello stipendio base.
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Operazioni inesistenti: la prova spetta al contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6200/2025, ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti contro un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito che, una volta che l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi (gravi, precisi e concordanti) sulla fittizietà delle operazioni, l'onere della prova si sposta sul contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare l'effettiva esistenza delle transazioni, e a tal fine non sono sufficienti le sole fatture o la prova dei pagamenti. L'ordinanza chiarisce anche i principi sulla successione dei soci nei debiti della società cancellata.
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Deduzione IRAP: quando si applica alle public utility?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2270/2025, ha stabilito che una società di trasporti pubblici operante in regime di concessione non è automaticamente esclusa dalla deduzione IRAP sul costo del lavoro. L'esclusione si applica solo se la tariffa praticata è 'remunerativa', ossia già calcolata per coprire i costi fiscali. La Corte ha cassato la sentenza precedente perché non aveva verificato questa cruciale condizione, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti la natura della tariffa.
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Sanzioni tributarie eredi: non si trasmettono
La Corte di Cassazione ha stabilito che le sanzioni tributarie non si trasmettono agli eredi. A seguito del decesso del contribuente nel corso di un giudizio, il processo si estingue per cessazione della materia del contendere. La Corte ha ribadito che l'obbligazione sanzionatoria ha carattere personale e, pertanto, si estingue con la morte del trasgressore, proteggendo gli eredi dal dover rispondere di tali debiti.
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Difetto di contraddittorio: Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un rimborso fiscale parziale concesso a seguito del sisma siciliano del 1990. La ricorrente contestava la riduzione del 50% dell'importo dovuto da parte dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, la Corte non si è pronunciata sul merito della questione, rilevando un vizio procedurale preliminare: il difetto di contraddittorio. Il ricorso non era stato notificato a una coerede, parte necessaria del giudizio originario. Di conseguenza, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo l'integrazione del contraddittorio e rinviando la causa a nuovo ruolo, sospendendo di fatto la decisione fino alla regolarizzazione del procedimento.
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Estinzione giudizio tributario: il caso della rottamazione
Un contribuente impugna un accertamento fiscale. Durante il processo in Cassazione, aderisce alla rottamazione, pagando il dovuto. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio tributario per cessata materia del contendere, senza condanna alle spese o al doppio contributo unificato.
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Rinvio a nuovo ruolo per revocazione della sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una sentenza che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per un vizio di notifica. Durante il giudizio, è emerso che la stessa sentenza era stata oggetto di un separato procedimento di revocazione, il cui esito era a sua volta pendente dinanzi alla Cassazione. Per garantire una trattazione coordinata ed evitare decisioni contrastanti, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, in attesa di riunire i due procedimenti connessi. La controversia di merito riguardava la presunzione di distribuzione di utili extra-contabili al socio di una società a ristretta base partecipativa.
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Rimborso fiscale terremoto: Cassazione lo garantisce
Un contribuente, avente diritto a un rimborso fiscale del 90% per le imposte versate a seguito del sisma siciliano del 1990, si è visto erogare solo il 50% della somma dall'Agenzia delle Entrate, la quale giustificava la riduzione con una successiva legge che limitava i pagamenti in base ai fondi stanziati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che un diritto al rimborso fiscale terremoto, una volta accertato con sentenza passata in giudicato, non può essere ridotto per carenza di fondi pubblici. La Corte ha chiarito che il giudice deve assicurare la piena esecuzione della sentenza, attivando, se necessario, procedure speciali come la nomina di un commissario ad acta.
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Motivazione per relationem: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5112/2025, ha chiarito i limiti della motivazione per relationem negli atti tributari. Il caso riguardava una sanzione per mancata emissione di scontrini fiscali. La Corte ha stabilito che non è necessario allegare all'atto impositivo i documenti in esso richiamati se il contribuente ne ha già legale conoscenza. La sentenza di secondo grado, che aveva annullato l'atto per la mancata allegazione dei verbali di constatazione, è stata cassata perché basata su una motivazione apparente e giuridicamente errata.
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Deduzione IRAP: quando è ammessa per le concessionarie
Una società di trasporti si è vista negare la deduzione IRAP sul costo del lavoro. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, annullando la decisione precedente. Per escludere una società dal beneficio, non basta che operi in concessione; devono essere presenti due requisiti cumulativi: la presenza di una vera e propria "concessione traslativa", con trasferimento del rischio operativo all'impresa, e l'applicazione di una "tariffa remuneratoria", ovvero una tariffa che già copre i costi fiscali come l'IRAP. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non avevano analizzato adeguatamente né il contratto per verificare il rischio, né la natura della tariffa, rimandando il caso per un nuovo esame.
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Motivazione per relationem: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5113/2025, interviene sul tema della motivazione per relationem degli atti tributari. Il caso riguarda una sanzione per mancata emissione di scontrini fiscali, annullata nei gradi di merito perché l'atto di contestazione non allegava i verbali della Guardia di Finanza. La Suprema Corte cassa la decisione, affermando che non è necessario allegare un documento se il contribuente ne ha già integrale e legale conoscenza. Viene così ribadito un principio fondamentale sulla validità della motivazione per relationem.
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Accertamento a tavolino: contraddittorio non sempre
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento fiscale derivante da un'indagine d'ufficio, nota come "accertamento a tavolino". La Corte di Cassazione ha chiarito che il contraddittorio preventivo obbligatorio si applica ai tributi armonizzati come l'IVA, ma solo se il contribuente dimostra la sua utilità concreta ("prova di resistenza"), mentre non è generalmente richiesto per le imposte dirette in caso di controlli d'ufficio. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio.
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Contraddittorio preventivo: obblighi e limiti fiscali
Un avviso di accertamento emesso a seguito di una verifica 'a tavolino' nei confronti di una società era stato annullato per violazione del contraddittorio preventivo. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per la normativa applicabile al caso, questo principio si applica in modo diverso a seconda del tributo. Per l'IVA (tributo armonizzato), l'annullamento è possibile solo se il contribuente dimostra che la sua partecipazione avrebbe cambiato l'esito (prova di resistenza). Per le imposte dirette (non armonizzate), l'obbligo non sussisteva per gli accertamenti a tavolino. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Detrazione ristrutturazione: bonus anche con subappalto
Un contribuente si è visto negare la detrazione fiscale per l'acquisto di un immobile ristrutturato poiché l'impresa costruttrice venditrice aveva affidato i lavori a terzi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la detrazione ristrutturazione è sufficiente che l'alienante sia un'impresa di costruzione, essendo irrilevante chi abbia materialmente eseguito gli interventi. La Corte ha annullato la pretesa fiscale, chiarendo che un'interpretazione restrittiva creerebbe un'ingiustificata disparità di trattamento e sarebbe contraria allo scopo della norma.
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Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
Un gruppo di ricorrenti si è opposto a un'azienda ospedaliera in Cassazione. La Corte, in una precedente ordinanza, aveva condannato i ricorrenti al pagamento delle spese legali ma aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese a favore del legale dell'azienda. Con un nuovo provvedimento, la Corte ha riconosciuto l'omissione come un errore materiale e ha corretto la precedente ordinanza, disponendo che le spese vengano pagate direttamente al difensore antistatario, come richiesto.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. I giudici d'appello avevano respinto il ricorso di un contribuente definendolo genericamente, senza analizzare le prove e le argomentazioni specifiche. La Suprema Corte ha ribadito che una motivazione, anche se sintetica o 'per relationem', deve sempre dare conto di un'effettiva valutazione dei motivi di gravame, altrimenti la sentenza è nulla. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame nel merito.
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Costi presunti: sì alla deduzione forfettaria
In un caso di accertamento fiscale basato su movimentazioni bancarie, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: i costi presunti devono essere dedotti in via forfettaria. Accogliendo il ricorso di un contribuente, la Corte ha chiarito che, anche in un accertamento analitico-induttivo, è necessario riconoscere una quota di costi correlati ai maggiori ricavi accertati, in linea con una recente sentenza della Corte Costituzionale. Tuttavia, ha negato la possibilità di scorporare l'IVA dai versamenti bancari considerati come ricavi.
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Definizione agevolata: sì per il cessionario d’azienda
Una società, dopo aver acquisito un'azienda, ha ricevuto cartelle di pagamento per debiti fiscali della precedente gestione. Inizialmente, la richiesta di definizione agevolata della lite è stata negata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la controversia era ammissibile alla definizione agevolata. La motivazione chiave è che la cartella di pagamento, essendo il primo e unico atto con cui il debito veniva comunicato alla nuova società, non era un mero atto di riscossione ma un vero e proprio atto impositivo. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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Novità della domanda: limiti per l’Agenzia Fiscale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società importatrice, confermando che i motivi di un accertamento fiscale non possono essere modificati nel corso del giudizio. Il caso riguardava diritti doganali su importazioni di carne. L'accusa iniziale di 'operazioni fittizie' è stata cambiata in 'elusione' solo in fase di appello, introducendo una novità della domanda inammissibile. La Corte ha inoltre chiarito che la parte vittoriosa in primo grado non è tenuta a proporre appello incidentale per le eccezioni respinte, ma è sufficiente riproporle nel giudizio di secondo grado.
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