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Legge 197/2022

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949 provvedimenti

Responsabilità soci società estinta: cosa dice la legge
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità soci società estinta per i debiti tributari. Se la cancellazione della società è avvenuta prima del 2014, non si applica la proroga di cinque anni per l'accertamento fiscale. La responsabilità dei soci è condizionata a quanto effettivamente percepito in sede di liquidazione, gravando sul fisco l'onere della prova.
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Rottamazione quater: estinzione giudizio Cassazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a una plusvalenza immobiliare non dichiarata. Durante il giudizio di legittimità, la parte ha aderito alla rottamazione quater pagando le prime rate. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Rottamazione quater: estinzione e rinvio a udienza
Una società in liquidazione ha impugnato diverse cartelle esattoriali emesse da enti previdenziali. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha documentato l'adesione alla rottamazione quater per solo alcuni dei debiti oggetto di causa. La Suprema Corte ha deciso di rinviare la trattazione a un'udienza pubblica per chiarire se la sanatoria parziale comporti l'estinzione dell'intero processo o solo di una parte di esso, seguendo un orientamento ancora in fase di definizione.
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Rottamazione quater: estinzione del giudizio civile
Il Tribunale di Roma ha affrontato un caso di opposizione a cartelle esattoriali notificate via PEC da indirizzi non ufficiali. Durante il processo, l'opponente ha aderito alla Rottamazione quater. Il giudice ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che il perfezionamento della procedura amministrativa e il pagamento delle rate correnti sono sufficienti per chiudere la lite.
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Motivazione contraddittoria: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione contraddittoria. I giudici di secondo grado avevano riconosciuto, nella motivazione, la necessità del contraddittorio preventivo per un avviso di accertamento, ma nel dispositivo non avevano annullato l'atto, limitandosi a ridurre l'importo. Secondo la Suprema Corte, questo contrasto insanabile tra motivazione e dispositivo costituisce un vizio che rende nulla la sentenza, la quale è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Estinzione lite fiscale: definizione agevolata
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di una lite fiscale in materia di imposta di registro. La decisione è motivata dalla successful adesione del contribuente alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge n. 197/2022. Avendo il contribuente presentato la domanda e pagato le somme dovute, il processo si è concluso con la compensazione delle spese legali.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della definizione agevolata di una lite fiscale. A seguito dell'adesione della società contribuente alla procedura prevista dalla L. 197/2022 e del relativo pagamento, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo pendente, specificando che le spese restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata del contenzioso. Il caso vedeva contrapposti l'Agenzia delle Entrate e un contribuente in un ricorso contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. La presentazione della domanda di definizione e il pagamento della prima rata hanno interrotto il processo, portando alla sua conclusione anticipata.
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Beneficiario effettivo e interessi: la Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria contestava a una società italiana la mancata applicazione di ritenute su interessi pagati a una controllante spagnola, sostenendo che il beneficiario effettivo fosse la capogruppo. I giudici di merito davano ragione alla società. Il giudizio in Cassazione si è estinto per adesione della contribuente alla definizione agevolata delle liti, senza una decisione sul merito della questione del beneficiario effettivo.
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Rinuncia al ricorso e spese legali: il caso
Un contribuente impugna una comunicazione di iscrizione ipotecaria. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata dei carichi e presenta rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo e la compensazione delle spese legali, spiegando che imporre il pagamento delle spese contrasterebbe con lo scopo della legge sulla definizione agevolata, che mira a incentivare la chiusura delle pendenze tributarie.
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Estinzione del giudizio: accordo e rinuncia al ricorso
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili aveva impugnato un avviso di pagamento per accise. A seguito di un accordo di ristrutturazione del debito, che includeva la chiusura delle liti pendenti, la società ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte, applicando le nuove normative procedurali, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia e compensando le spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata: prova e termini per le parti
Una società e i suoi soci, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per maggiori redditi, hanno richiesto l'estinzione del processo per adesione alla definizione agevolata. Tuttavia, la prova del pagamento non è stata fornita per tutti i soggetti. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha concesso alle parti un termine di 60 giorni per presentare ulteriori deduzioni e prove al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per la definizione agevolata per tutti i contendenti, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di definizione
Una società e il suo socio di maggioranza hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno fatto ricorso in Cassazione. Durante questo procedimento, hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, come previsto dalla L. 197/2022. La Corte Suprema, prendendo atto dell'istanza e dei relativi pagamenti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, con spese compensate tra le parti.
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Definizione agevolata: reato-mezzo non la blocca
Una società si è vista negare la definizione agevolata per accise non versate a causa di un procedimento penale pendente a carico di un socio per associazione a delinquere. La Corte di Cassazione ha annullato tale diniego, stabilendo un principio chiave: a impedire la transazione fiscale è solo la pendenza di un processo per il reato specifico che ha generato il debito (reato-fine), non per un reato strumentale (reato-mezzo). Il diniego è stato quindi giudicato illegittimo.
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Definizione agevolata: stop al processo sulle accise
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio relativo a presunte evasioni di accise su oli vegetali. La decisione è stata presa in seguito alla richiesta di una società contribuente di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla legge 197/2022. La Corte ha rinviato la causa per valutare se la procedura di definizione agevolata possa portare all'estinzione del processo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio fiscale a seguito della richiesta di definizione agevolata presentata dalla società contribuente. La controversia originale verteva su un avviso di accertamento per IRES e IRAP, che secondo la società era stato emesso illegittimamente prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni. Nonostante il ricorso dell'Agenzia Fiscale pendesse in Cassazione, l'adesione della società alla procedura di definizione agevolata, prevista dalla L. 197/2022, ha interrotto il processo, rendendo irrilevante l'analisi nel merito e portando alla chiusura definitiva del caso.
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Definizione Agevolata: estinzione del processo
Una società olandese, accusata di fittizia residenza estera dall'Agenzia delle Entrate, ha visto il suo contenzioso estinguersi. La Corte di Cassazione ha dichiarato la fine del processo perché la società ha aderito alla definizione agevolata, una procedura di sanatoria fiscale. La decisione ha reso superfluo l'esame dei complessi motivi di ricorso dell'Agenzia, basati sull'autonomia tra giudizio penale e tributario.
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Estinzione giudizio tributario: il caso della sanatoria
Una contribuente contesta una presunta doppia imposizione fiscale a seguito dell'esercizio del diritto di prelazione. Il caso, giunto in Cassazione, si conclude con l'estinzione del giudizio tributario dopo l'adesione della parte alla definizione agevolata delle liti pendenti.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio una causa contro l'Agenzia delle Entrate per detrazioni su ristrutturazioni, ha aderito alla definizione agevolata mentre il caso era pendente in Cassazione. La Suprema Corte, ricevuta la prova dell'adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza entrare nel merito della questione fiscale, applicando la normativa sulla tregua fiscale.
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Definizione agevolata: sì al condono per art. 36-bis
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30693/2023, ha stabilito che una lite fiscale originata da una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato (ex art. 36-bis) è ammissibile alla definizione agevolata. Il punto cruciale non è la natura formale dell'atto, ma il fatto che esso sia il primo provvedimento con cui la pretesa fiscale viene comunicata al contribuente. Di conseguenza, avendo il contribuente perfezionato una precedente sanatoria, la Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere.
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