La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del termine apposto al contratto di un dipendente di una compagnia aerea. L'azienda sosteneva che l'impugnazione del lavoratore fosse tardiva perché ricevuta oltre i sessanta giorni dalla scadenza del rapporto. I giudici hanno invece applicato il principio della scissione degli effetti: per evitare la decadenza, conta la data di spedizione della raccomandata e non quella di ricezione. Inoltre, l'azienda non ha dimostrato il rispetto del limite massimo del 15% per le assunzioni a termine, non avendo fornito l'elenco completo del personale di bordo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, confermando la trasformazione del rapporto in un contratto a tempo determinato nullo, convertito in contratto a tempo indeterminato, con reintegra e risarcimento del danno per il lavoratore.
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