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Legge 119/2018

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907 provvedimenti

Definizione agevolata: stop alla lite in Cassazione
La controversia nasce dall'impugnazione di un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate contro un Ente Locale per omessa fatturazione IVA. L'Ufficio riteneva che il rimborso delle rate di mutuo versato da una società di gestione all'Ente costituisse un corrispettivo imponibile per l'uso delle reti idriche. Dopo che i giudici di merito avevano dato ragione all'Ente escludendo l'imponibilità, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, l'Ente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, versando l'importo dovuto. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione liti e pagamenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a una cartella esattoriale IVA grazie alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. Nonostante i pagamenti fossero stati eseguiti prima dell'istanza formale, la Corte ha riconosciuto la validità della procedura, sottolineando che la natura di controllo automatizzato dell'atto non preclude l'accesso al beneficio fiscale.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante accertamenti IRES, IVA e IRAP. La società contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. n. 119/2018, provvedendo al pagamento del 5% del valore della lite, dato che l'Agenzia delle Entrate era risultata soccombente nei gradi precedenti. Poiché nessuna parte ha richiesto la trattazione entro i termini, la Corte ha sancito la cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate e che non sia dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata IVA
Una società ha proposto istanza di revocazione contro una sentenza della Cassazione relativa ad accertamenti IVA. Nel corso del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, presentando successivamente una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, constatata la regolarità della rinuncia ai sensi del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso sia lo strumento idoneo per concludere il contenzioso a seguito di pace fiscale, portando alla compensazione delle spese tra le parti.
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Inerenza dei costi: deducibilità dei beni di lusso
Una società operante nel settore nautico ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'indeducibilità dei costi di leasing di un'imbarcazione di lusso. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'inerenza dei costi, sostenendo che il bene fosse destinato a finalità personali dei soci piuttosto che all'attività d'impresa. Dopo i rigetti nei gradi di merito, la società ha fatto ricorso in Cassazione, depositando successivamente istanza di estinzione per adesione alla definizione agevolata (rottamazione-ter). La Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria per verificare il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Rottamazione-ter e ricorso in Cassazione
Un'associazione di produttori agricoli ha impugnato un accertamento contributivo dell'INPS. Durante il giudizio di legittimità, l'associazione ha documentato l'adesione alla **Rottamazione-ter** per sanare il debito. La Corte di Cassazione ha rilevato che l'impegno alla rinuncia ai giudizi pendenti, insito nella definizione agevolata, determina la sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese e senza raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata e ricorso in Cassazione
Un imprenditore agricolo ha impugnato una cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali omessi. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha dichiarato di essersi avvalso della definizione agevolata dei carichi fiscali (cosiddetta rottamazione-ter). La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione a tale procedura, implicando l'impegno a rinunciare ai giudizi pendenti, determina una sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la compensazione delle spese tra le parti e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione liti fiscali
Una società del settore alimentare ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla detrazione IVA su costi per contributi promozionali e premi quantità, ritenuti non inerenti dall'Agenzia delle Entrate. Dopo le sentenze favorevoli nei gradi di merito, l'Ufficio ha proposto ricorso in Cassazione contestando la ripartizione dell'onere della prova. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Debiti fiscali: prescrizione a 10 anni, ma lo Stato ne cancella una parte
Un contribuente ha impugnato un preavviso di ipoteca per un debito fiscale, sostenendo che i crediti fossero estinti per prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi, chiarendo che la prescrizione dei crediti tributari come l'IRPEF è decennale, non quinquennale, perché non si tratta di prestazioni periodiche. Tuttavia, la Corte ha anche rilevato che alcune delle cartelle di importo minore erano state annullate automaticamente da una legge successiva. Di conseguenza, ha dichiarato la lite parzialmente cessata per i debiti cancellati, ma ha confermato la legittimità della riscossione per i crediti restanti, dando torto al contribuente sul punto principale della prescrizione.
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Sospensione termini impugnazione e liti fiscali
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di calcolo per la sospensione termini impugnazione in materia tributaria. Il caso nasce da un appello dell'Agenzia delle Entrate dichiarato tardivo dalla Commissione Tributaria Regionale. La Suprema Corte ha stabilito che la sospensione di nove mesi prevista per la definizione agevolata delle liti pendenti si cumula con la sospensione feriale di agosto, a condizione che i periodi non si sovrappongano cronologicamente. Di conseguenza, l'appello è stato ritenuto tempestivo e la sentenza precedente è stata cassata con rinvio.
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Cartelle di pagamento: prova notifica e stralcio debiti
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso relativo a diverse cartelle di pagamento per un valore di oltre 230.000 euro. La contribuente contestava la validità delle notifiche e la mancata applicazione dello sgravio automatico per i debiti minori. La Corte ha confermato che la prova della notifica può essere fornita anche tramite copie e presunzioni, ma ha accolto il ricorso limitatamente ai debiti oggetto di stralcio obbligatorio per legge, dichiarando per essi la cessazione della materia del contendere.
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Condono fiscale: stop al doppio beneficio
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente che chiedeva l'accesso a un nuovo condono fiscale per debiti derivanti da una precedente sanatoria non perfezionata. La Corte ha stabilito che non è ammissibile il cosiddetto condono di condono, poiché violerebbe i principi di parità di trattamento e capacità contributiva. Inoltre, è stato confermato che l'Amministrazione finanziaria ha diritto alla liquidazione delle spese legali anche quando difesa da propri funzionari, applicando i parametri forensi ridotti del 20%.
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Estinzione del giudizio tributario e definizione agevolata
Il caso esamina un contribuente che ha impugnato un atto di riscossione ipotecaria. Durante il ricorso, è intervenuta l'adesione alla definizione agevolata dei debiti fiscali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere, verificato il pagamento e l'assenza di istanze di prosecuzione.
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Definizione agevolata: estinzione per mancata notifica
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un contribuente che ha richiesto la definizione agevolata della lite fiscale. Nonostante l'opposizione dell'ente impositore, la mancanza di prova della corretta notifica del diniego ha portato all'estinzione del giudizio per perfezionamento della sanatoria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida pratica
Il caso riguarda un contribuente che, dopo aver impugnato un accertamento sintetico IRPEF, ha scelto di presentare rinuncia al ricorso per cassazione avendo aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa sulla pace fiscale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e regole
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per l'impugnazione estratto di ruolo e i limiti dello stralcio dei debiti sotto i mille euro. Nel caso esaminato, un contribuente contestava carichi previdenziali superiori alla soglia di legge. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che l'estratto di ruolo non è direttamente impugnabile salvo prova di uno specifico pregiudizio concreto, come previsto dalle riforme legislative recenti.
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Integrazione del contraddittorio: regole tributarie
La Corte di Cassazione ha disposto l'integrazione del contraddittorio in una controversia sull'imposta di registro. Il ricorso era stato notificato solo all'Amministrazione Finanziaria, omettendo una delle società originariamente coinvolte. La Corte ha stabilito che la partecipazione di tutti i soggetti è necessaria per la validità del giudizio.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Due contribuenti, dopo aver impugnato un avviso di liquidazione, hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della procedura tramite elenchi forniti dall'Amministrazione Finanziaria, ha dichiarato estinto il processo tributario, ponendo le spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata: quando l’avviso è impositivo
La Corte di Cassazione stabilisce che un avviso di liquidazione, se è il primo atto a comunicare una maggiore pretesa fiscale, ha natura impositiva e non meramente liquidatoria. Di conseguenza, la controversia che ne deriva è ammissibile alla definizione agevolata. La Corte ha accolto il ricorso di una società, chiarendo che la sostanza dell'atto prevale sulla sua forma, permettendo così l'estinzione del giudizio tramite condono.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. Nonostante l'Agenzia delle Entrate avesse presentato ricorso per motivi procedurali, l'avvenuta definizione della controversia ha prevalso, portando alla chiusura del caso e alla compensazione delle spese.
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