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Legge 119/2018

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907 provvedimenti

Giudicato Esterno Tributario: Quando un precedente non salva i costi
Un agente di commercio ha contestato avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA, relativi a costi considerati non inerenti o derivanti da operazioni inesistenti. Il contribuente ha invocato il `giudicato esterno tributario`, sostenendo che precedenti sentenze avessero già riconosciuto la deducibilità di spese simili per altri anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il `giudicato esterno tributario` non si applica automaticamente alle spese deducibili, poiché la loro inerenza è una valutazione annuale e variabile. Spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza e inerenza delle operazioni, non essendo sufficiente la sola fattura, soprattutto in presenza di indizi che suggeriscono operazioni fittizie e commistione tra le parti.
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Prescrizione tributi erariali: termine di dieci e non cinque anni
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle esattoriali per debiti fiscali. I giudici di merito hanno annullato parte degli atti sostenendo l'avvenuta prescrizione tributi erariali nel termine breve di cinque anni. L'Agente della Riscossione ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'applicabilità del termine ordinario di dieci anni. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente di riscossione. I giudici hanno chiarito che le imposte statali come IRPEF e IVA non sono prestazioni periodiche e soggiacciono alla prescrizione decennale in assenza di norme speciali contrarie. Inoltre, la Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere per i debiti inferiori a mille euro annullati per legge e ha rinviato il caso ai giudici territoriali per un nuovo esame.
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Definizione Agevolata Lite Tributaria: Contribuente Vince, Fisco si Arrende
Una Contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per una plusvalenza IRPEF derivante dalla vendita di un immobile, riqualificato come terreno edificabile. Dopo vari gradi di giudizio, la Contribuente ha richiesto la definizione agevolata lite tributaria, pagando l'importo dovuto. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha negato la richiesta entro i termini, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio e cessata la materia del contendere. Le spese processuali sono state poste a carico della Contribuente.
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Definizione agevolata della lite: inutile chiedere l’estinzione
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro una Società per un accertamento fiscale relativo a ricavi non contabilizzati. Durante il giudizio, la Società ha scelto di aderire alla definizione agevolata della lite, presentando la relativa domanda di condono. Successivamente, la Corte ha emesso un decreto che ha dichiarato l'estinzione del processo per mancanza dell'istanza di trattazione nei termini. La Società ha quindi chiesto di fissare un'udienza per revocare quel decreto e ottenerne un altro che certificasse l'estinzione per l'avvenuta definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile questa richiesta. I giudici hanno stabilito che non esiste un interesse concreto nel sostituire un'estinzione con un'altra pronuncia identica nei suoi effetti. Il decreto di estinzione è stato quindi confermato con compensazione delle spese.
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Definizione agevolata della lite: stop a cartella milionaria
Una contribuente ha impugnato due cartelle esattoriali per quasi due milioni di euro e la conseguente ipoteca sulla propria casa. La donna ha contestato difetti di notifica, decadenza dell'azione impositiva e mancato invio dell'avviso bonario. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata della lite versando l'importo ridotto previsto dalla legge per chiudere il debito fiscale originario. L'Agenzia delle Entrate - Riscossione ha verificato l'integrale pagamento delle somme e ha confermato l'azzeramento della pretesa tributaria. La Suprema Corte ha preso atto della regolarizzazione e ha dichiarato formalmente estinto il contenzioso, disponendo la totale compensazione delle spese di lite tra le parti.
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ICI e Definizione Agevolata Liti Tributarie: La Cassazione Estingue la Causa
Un'Azienda aveva contestato un avviso di accertamento per l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI). Successivamente, l'Azienda ha aderito alla **definizione agevolata liti tributarie**, un meccanismo che permette di chiudere le controversie fiscali con condizioni favorevoli. L'Amministrazione Comunale ha confermato il discarico dell'imposta. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere, poiché l'accordo tra le parti ha reso inutile una decisione giudiziale. Le spese processuali sono rimaste a carico della parte che le aveva anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti e spese di lite
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società Contribuente presunte operazioni soggettivamente inesistenti ai fini IVA e IRAP per gli anni 2003 e 2004, emettendo un avviso di accertamento. I giudici di primo e secondo grado hanno annullato l'atto ritenendo insufficienti le prove presentate dal Fisco. L'Amministrazione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la Società Contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dal Decreto Legge 119/2018, provvedendo al versamento dell'importo dovuto. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato il perfezionamento della procedura e ha chiesto l'estinzione del processo. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinta la causa fiscale sui beni esteri
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un privato la mancata dichiarazione di investimenti finanziari all'estero per diversi anni. L'ente ha poi inviato un secondo atto con le sanzioni oltre il termine di decadenza annuale. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione al privato, ma l'ente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il cittadino ha richiesto la definizione agevolata della controversia pagando la prima rata entro i termini previsti dal decreto legge. La Corte di Cassazione ha riscontrato la regolarità del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese processuali a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata liti tributarie: dal maxi accertamento alla pace
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società commerciale la deducibilità di costi per oltre un milione di euro relativi a premi e compensi promozionali riconosciuti a sei imprese affiliate in franchising. L'ufficio fiscale riteneva assenti i requisiti di certezza della spesa e recuperava maggiori imposte. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società ricorrente ha presentato istanza per la definizione agevolata liti tributarie, dimostrando il versamento completo di tutte le venti rate previste dalla legge. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di lite sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate e non è stato applicato alcun raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata liti pendenti: sì al condono del diniego
L'Azienda ha richiesto la definizione agevolata liti pendenti per risolvere una controversia originata dal rifiuto opposto dal Fisco a una precedente sanatoria. L'Amministrazione Finanziaria ha respinto la domanda richiamando il divieto di applicare un secondo condono sulla stessa imposta. La Corte di Cassazione ha ribaltato il provvedimento di rifiuto, stabilendo un importante principio di diritto: il divieto di condono su condono opera solo quando la nuova istanza riguarda direttamente l'imposta originaria. Qualora il giudizio penda sul rigetto o sulla validità del primo condono, la controversia diventa del tutto nuova e autonoma. Di conseguenza, il contenzioso è pienamente ammissibile alla definizione agevolata liti pendenti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente e dichiarato estinto il processo principale.
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Rottamazione ter: l’ente non contesta e perde in Cassazione
Un cittadino riceve un avviso di addebito dall'ente previdenziale per contributi omessi. Per risolvere la pendenza, il debitore aderisce alla Rottamazione ter. La Corte d'Appello dichiara la cessazione della materia del contendere poiché l'ente non ha smentito l'avvenuto versamento delle rate. L'ente previdenziale ricorre in Cassazione sostenendo che la sanatoria richiede il pagamento integrale del debito e la relativa prova documentale. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso dell'ente. L'istituto ha contestato soltanto la norma in astratto, senza smentire l'accertamento di fatto sui versamenti già eseguito in appello. Vince il contribuente, mentre l'ente perde la causa ed è condannato al pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude il contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a un Contribuente per omesso versamento di IRPEF e IVA relative all'anno 2010 per oltre 39.000 euro. Dopo che il Contribuente ha ottenuto l'annullamento dell'atto sia in primo che in secondo grado, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Suprema Corte, il privato ha aderito alla procedura di definizione agevolata e l'Agenzia delle Entrate ha confermato lo sgravo totale del debito iscritto a ruolo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per avvenuta definizione agevolata, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate ed escludendo sanzioni processuali aggiuntive.
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Definizione agevolata: il saldo anticipato estingue la lite
Alcune ex socie di una società estinta impugnano le cartelle esattoriali per mancato versamento IVA. Una delle contribuenti presenta domanda di saldo e stralcio per grave difficoltà economica. L'Agente della Riscossione respinge la richiesta, ma i giudici di merito dichiarano illegittimo il rifiuto e riconoscono il diritto alla sanatoria. L'Agenzia ridetermina il piano rateale del debito residuo. La contribuente decide quindi di saldare tutte le rate in anticipo e deposita la documentazione della transazione. La Corte di Cassazione dichiara estinto il contenzioso fiscale. L'integrale versamento delle somme dovute perfeziona la definizione agevolata ed elimina l'interesse delle parti a proseguire la lite.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: no al bis del Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società la detrazione di un rimborso IVA su immobili tramite avviso di accertamento. Nelle more del processo, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti versando il dovuto. Successivamente, il Fisco ha notificato una nuova intimazione di pagamento per pretendere la restituzione integrale dello stesso rimborso IVA, sostenendo che la sanatoria non impedisse il recupero delle somme già erogate. I giudici di merito hanno annullato l'intimazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della pretesa erariale e respinto il ricorso dell'Ufficio. I giudici hanno chiarito che, una volta sanato l'accertamento, l'Amministrazione non può richiedere nuovamente l'intero importo del medesimo debito fiscale tramite atti di riscossione.
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Definizione agevolata: il Fisco chiude il contenzioso estero
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente, sostenendo che mantenesse in Italia il centro dei propri interessi economici nonostante la residenza formale alle Isole Samoa. L'Ufficio ha quindi richiesto le imposte sugli interessi maturati su depositi bancari esteri. Dopo il decesso del contribuente, gli eredi hanno proseguito il giudizio. Nelle more del processo davanti alla Corte di Cassazione, gli eredi hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, saldando l'importo concordato. L'amministrazione finanziaria ha attestato la regolarita dei pagamenti ed ha chiesto la fine della causa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e stabilito che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
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Accertamento sintetico da redditometro: lite chiusa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate notificava alla contribuente un avviso per accertamento sintetico da redditometro, contestando maggiori imposte e sanzioni per oltre settantottomila euro a seguito dell'acquisto di un immobile e quote societarie. I giudici di merito accoglievano le tesi difensive della cittadina, ritenendo le spese giustificate da disponibilità economiche pregresse, donazioni indirette familiari e affitti studenteschi. Il Fisco proponeva ricorso per Cassazione contestando la valutazione probatoria. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente presentava domanda di adesione alla pace fiscale prevista dal Decreto Legge numero 119 del 2018. L'assenza di dinieghi o istanze di prosecuzione ha determinato la definitiva chiusura della vertenza.
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Definizione agevolata della lite: stop al contenzioso col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la decisione favorevole ottenuta da una società agricola e da un condebitore in merito ad avvisi di liquidazione per imposte di registro e catastale su un terreno agricolo. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata della lite pagando l'intero importo previsto dalla legge sul condono fiscale. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare versamento delle somme. La Suprema Corte ha verificato il perfezionamento della procedura e ha dichiarato estinto il processo per cessata materia del contendere, estendendo gli effetti favorevoli anche al condebitore solidale con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite e diniego del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento di imposte per una plusvalenza immobiliare. Dopo una pronuncia di Cassazione con rinvio, nessuna parte ha riassunto la causa nei termini di legge. L'Amministrazione ha emesso una cartella di pagamento, impugnata dal contribuente e dichiarata prescritta in secondo grado. In Cassazione, il contribuente ha domandato la definizione agevolata della lite fiscale. L'Ente impositore ha rigettato la richiesta, sostenendo che la cartella fosse un mero atto di riscossione definitiva. Il cittadino ha impugnato il diniego richiamando un precedente favorevole relativo alla comproprietaria del medesimo immobile. La Suprema Corte ha rimesso la decisione alla pubblica udienza.
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Definizione agevolata della lite tributaria e calcolo
L'Agenzia delle Entrate contestava a un contribuente maggiori redditi da presunti proventi illeciti e da movimentazioni bancarie non giustificate. La Commissione Tributaria Regionale annullava la pretesa fiscale sui proventi illeciti. Il Fisco accettava questa decisione e ricorreva per Cassazione solo sui movimenti bancari. Il contribuente chiedeva la definizione agevolata della lite tributaria calcolando l'importo ridotto al 5% esclusivamente sulla quota ancora pendente. L'Ufficio rigettava l'istanza, pretendendo il calcolo sull'intero debito originario e al 15%. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni del contribuente, annulla il diniego del Fisco e dichiara estinto il giudizio.
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Fisco contro eredi: definizione agevolata delle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate contestava la definizione agevolata delle liti fiscali richiesta da due eredi per un avviso di liquidazione su imposte di successione. Secondo l'amministrazione finanziaria, l'atto costituiva una mera richiesta esecutiva di somme derivante da un precedente accertamento ormai definitivo e non un autonomo atto impositivo condonabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando l'estinzione della lite. I giudici hanno chiarito che l'avviso di liquidazione assume natura impositiva quando ridetermina la base imponibile, disconoscendo passività ereditarie o quantificando maggiori imposte e sanzioni per la prima volta. Di conseguenza, la controversia rientra a pieno titolo tra quelle sanabili tramite definizione agevolata.
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