LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 119/2018 — Anno 2022

Pagina 17 di 21

417 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Società di comodo: Fisco vince su motivazione accertamento
L'Agenzia delle Entrate ha emesso diversi avvisi di accertamento contro una società di persone e i suoi soci, qualificando l'impresa come società di comodo per gli anni dal 2006 al 2009. Nel corso del giudizio di Cassazione, gran parte delle pendenze tributarie è stata estinta grazie alla definizione agevolata (condono fiscale). Per la parte residua non condonata, relativa ai crediti IVA della società, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che gli avvisi di accertamento erano validamente motivati poiché contenevano tutti gli elementi essenziali per consentire la difesa del contribuente. Inoltre, la Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta di rivalutare i calcoli del test di operatività, trattandosi di una questione di merito non riesaminabile in sede di legittimità.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una società contribuente. Nel corso del giudizio, la società ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119/2018, presentando la relativa domanda e la prova della notifica. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della cessazione della materia del contendere e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Tasse su terreni inedificabili: la definizione agevolata estingue la lite
Un'azienda riceve dal Comune due avvisi di accertamento ICI per terreni divenuti inedificabili. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente richiede e ottiene la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al relativo pagamento. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Estinzione del giudizio tributario: la pace fiscale chiude la lite
Due contribuenti hanno impugnato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro. Durante il giudizio in Cassazione, i contribuenti hanno chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte ha concesso la sospensione, ma successivamente solo uno dei contribuenti ha depositato la prova del pagamento. Poiché nessuna delle parti ha provveduto a riassumere la causa entro i termini stabiliti dalla legge dopo la scadenza del periodo di sospensione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, chiudendo definitivamente la controversia senza esaminare i motivi del ricorso originario.
Continua »
Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde per inattività
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole ai Contribuenti in merito a un accertamento sulle imposte. Durante il processo in Cassazione, i Contribuenti hanno chiesto la sospensione della causa per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. Solo uno dei Contribuenti ha dimostrato di aver pagato quanto dovuto per sanare la propria posizione. Al termine del periodo di sospensione, nessuna delle parti ha provveduto a riattivare la causa nei termini previsti dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, chiudendo definitivamente la controversia senza entrare nel merito delle contestazioni originarie.
Continua »
Estinzione del giudizio tributario: il silenzio spegne il fisco
Una contribuente impugna una cartella di pagamento e avvisi di accertamento IRPEF. La Commissione Tributaria Provinciale accoglie il ricorso, ma la Commissione Tributaria Regionale dichiara inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate per mancata prova tempestiva della notifica. L'Agenzia delle Entrate propone ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio di legittimità, la contribuente chiede la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte accoglie l'istanza e sospende il giudizio. Tuttavia, una volta terminato il periodo di sospensione, nessuna delle parti provvede a riassumere la causa nei termini di legge. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del giudizio tributario, ponendo fine alla controversia senza una decisione sul merito.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento per IRES, IVA e IRAP emesso nei confronti di una società agricola. Durante il giudizio di legittimità, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018. Successivamente, la contribuente ha depositato la documentazione che prova il regolare pagamento delle somme dovute per sanare la pendenza fiscale. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando la chiusura definitiva della lite tra il Fisco e il contribuente.
Continua »
Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde per inerzia
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una contribuente, riguardante un accertamento IRPEF e IRES. Durante il processo, la contribuente ha richiesto la sospensione della causa per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte ha concesso la sospensione, ma alla scadenza del termine nessuna delle parti ha provveduto a riassumere la causa. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo fine alla controversia senza una decisione sul merito.
Continua »
Definizione agevolata delle liti: stop alla lite con il fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a una holding estera l'esterovestizione societaria, ritenendo che la sua reale sede amministrativa fosse in Italia. Dopo una lunga battaglia legale, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata delle liti ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando le somme previste per chiudere la pendenza. Avendo il fisco confermato la regolarità del pagamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Con questa decisione, la controversia tributaria si chiude definitivamente senza che i giudici debbano entrare nel merito delle accuse di evasione fiscale, compensando interamente le spese legali tra le parti.
Continua »
Notifica dell’atto di appello: firma falsa ma il Fisco vince
Il Fisco notificava tre avvisi di accertamento a un contribuente per omessa fatturazione IVA. Dopo alterne vicende giudiziarie, tra cui una querela di falso per firma contraffatta sulla ricezione dell'appello, la notifica dell'atto di appello veniva rinnovata presso il difensore domiciliatario del contribuente. Quest'ultimo non si costituiva e perdeva la causa, non provando l'estraneità dei movimenti bancari all'impresa. Il contribuente ricorreva in Cassazione lamentando l'invalidità della notifica dell'atto di appello e l'errata valutazione delle prove. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la regolarità della notifica presso il difensore nominato per la revocazione e ribadendo che la Cassazione non può riesaminare i fatti di causa né valutare nuovamente le prove documentali.
Continua »
Avviso di accertamento: gioielliere con ristorante in nero perde
Un contribuente, titolare di una ditta individuale attiva nel settore della gioielleria, gestiva di fatto anche un'attività di ristorazione completamente nascosta al fisco. L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento per recuperare le imposte non pagate. Il contribuente ha impugnato l'atto, sostenendo che vi fosse confusione tra la sua ditta individuale e una società di catering di cui era diventato amministratore solo successivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente. I giudici hanno stabilito che l'avviso di accertamento era valido e motivato in modo chiaro, poiché descriveva l'attività di ristorazione svolta in nero prima della nascita della società. Di conseguenza, il contribuente perde la causa e deve pagare le imposte accertate oltre al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite con i vecchi pagamenti
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF per l'anno 2007. Durante il giudizio di Cassazione, Il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del d.l. n. 119 del 2018. Poiché i pagamenti precedentemente effettuati coprivano l'intero debito dovuto per la sanatoria, nessun ulteriore versamento era richiesto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese processuali rimangono a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle liti fiscali: i limiti del condono
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per decadenza dalle agevolazioni prima casa, avendo donato l'immobile alla moglie prima dei cinque anni. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato estinto il processo, ritenendo che il contribuente avesse aderito alla definizione agevolata delle liti fiscali. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando che la domanda di sanatoria riguardava in realtà cartelle esattoriali diverse da quella contestata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione precedente. L'estinzione del processo è stata revocata poiché la definizione agevolata delle liti fiscali non copriva il debito specifico oggetto della causa, che ora dovrà essere nuovamente esaminata nel merito.
Continua »
Definizione agevolata: il fisco si ferma e cancella la causa
Una commerciante ha impugnato un avviso di accertamento per maggiore IVA e sanzioni. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata (cosiddetta rottamazione delle cartelle), impegnandosi a rinunciare alla causa e pagando le somme dovute. Sia la contribuente sia l'Agenzia delle Entrate hanno quindi chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, stabilendo che l'adesione alla definizione agevolata estingue la lite e che non occorre liquidare le spese di giudizio, in quanto i costi del processo pendente sono assorbiti dalla sanatoria stessa.
Continua »
Definizione agevolata: il silenzio del Fisco estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società per un avviso di accertamento IVA. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119/2018, depositando la prova del pagamento del dovuto. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Estinzione del giudizio tributario: la causa si spegne nel silenzio
Il Contribuente impugnava un avviso di accertamento IRPEF basato su studi di settore e antieconomicità della gestione. Dopo alterne vicende giudiziarie, il caso giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Contribuente richiedeva la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi del Decreto Legge n. 119/2018. La Suprema Corte concedeva la sospensione. Tuttavia, una volta decorso il termine di sospensione, nessuna delle parti provvedeva a riattivare la causa nei tempi previsti dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Questo comporta la chiusura definitiva del contenzioso senza che i giudici entrino nel merito dei motivi di ricorso originari.
Continua »
Definizione agevolata: estinta la lite fiscale in Cassazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Durante la causa in Cassazione, la società si è avvalsa della definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata e presentando la documentazione necessaria. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione della causa entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di ciascuna parte.
Continua »
Accertamento induttivo: fisco vince contro la contabilità confusa
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro una società e il suo socio unico per ricavi non dichiarati, basandosi su un accertamento induttivo dovuto alla contabilità inattendibile e alla confusione delle merci. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti impositivi, applicando però d'ufficio alcune sanzioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per il socio, che ha aderito alla definizione agevolata. Ha invece accolto il ricorso del fisco contro la società, rilevando che i giudici d'appello non hanno motivato adeguatamente l'annullamento dell'accertamento e hanno applicato sanzioni d'ufficio senza averne il potere. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio.
Continua »
Pace fiscale: il debito si cancella ma le spese restano divise
Una società contribuente ha richiesto l'estinzione di una causa tributaria contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La richiesta si fonda sul perfezionamento della definizione agevolata della controversia, nota come pace fiscale, ai sensi del decreto legge 119 del 2018. La società ha presentato i documenti del concessionario della riscossione e il provvedimento di sgravio dell'ufficio doganale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Riguardo alle spese di lite, la Corte ha stabilito che esse rimangono a carico di chi le ha anticipate. Infatti, l'adesione alla pace fiscale assorbe le spese del giudizio, escludendo una loro liquidazione o rimborso da parte del giudice.
Continua »
Definizione agevolata: il silenzio del fisco salva il contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone e ai suoi soci maggiori ricavi e perdite indebite per l'anno 2000. Dopo l'annullamento degli atti nei primi gradi di giudizio, l'amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Nel frattempo, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per chiudere le pendenze tributarie, pagando le somme dovute o la prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego nei termini di legge e non è stata presentata istanza di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Il contribuente vince la causa, vedendo confermata la chiusura agevolata della lite fiscale.
Continua »