La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33184/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla qualificazione fiscale della cessione d'azienda. Il caso riguardava due contratti separati – uno per un immobile e uno per un ramo d'azienda – che l'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato come un'unica operazione. La Corte ha chiarito che, ai fini dell'IVA, è necessaria una valutazione globale e sostanziale dell'intera operazione economica, considerando tutti gli atti collegati. Al contrario, per l'imposta di registro, l'analisi deve basarsi solo sul singolo atto presentato, secondo i limiti dell'art. 20 del Testo Unico sull'Imposta di Registro. La sentenza della commissione tributaria regionale è stata cassata perché non ha seguito questo doppio binario di valutazione.
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