Un amministratore societario ha gestito l'importazione di automobili dall'estero omettendo il versamento dell'IVA dovuta. La difesa dell'imputato ha giustificato l'inadempimento con presunte difficoltà finanziarie, sostenendo la sussistenza di un semplice mancato versamento tributario. I magistrati hanno invece accertato l'esistenza di una tipica frode carosello. La società operava come una cartiera priva di showroom, con sede presso uno studio professionale, anticipo fondi dal compratore e ricarico nullo, al solo scopo di generare crediti IVA fittizi a vantaggio dell'acquirente finale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna penale a due anni di reclusione per emissione di fatture per operazioni inesistenti, oltre alle spese e all'ammenda.
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