La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26095/2025, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di sottrazione fraudolenta. La decisione si fonda sul principio che, per configurare il reato, non basta compiere un atto fraudolento, ma è necessario che questo renda concretamente inefficace la riscossione del debito fiscale. Se il debitore possiede un patrimonio residuo ampiamente sufficiente a coprire il debito, come nel caso di specie un immobile di valore superiore, il Tribunale deve spiegare perché l'atto dispositivo costituisca comunque un pericolo per l'Erario. L'omessa valutazione di tale aspetto cruciale costituisce una violazione di legge.
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