La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8700/2025, ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento non si applica all'IRAP, in quanto le violazioni relative a tale imposta non sono penalmente rilevanti. Il caso riguardava una complessa frode fiscale basata su fatture per operazioni parzialmente inesistenti. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su questo specifico punto, annullando la pretesa fiscale per l'IRAP per decorrenza dei termini, ma ha confermato la validità degli accertamenti per IRES e IVA, rigettando gli altri motivi di ricorso.
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