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D.Lgs. 66/2003

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262 provvedimenti

Indennità ferie non godute: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione regionale contro la condanna al pagamento dell'indennità per ferie e riposi non goduti a un ex dipendente con mansioni di custode. I motivi del ricorso sono stati respinti perché miravano a una inammissibile rivalutazione dei fatti, già accertati in appello, e presentavano vizi procedurali, confermando così il diritto del lavoratore al risarcimento.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da una Pubblica Amministrazione contro l'erede di un ex dipendente per ferie non godute. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, anziché a denunciare reali violazioni di legge. La decisione sottolinea l'importanza di formulare correttamente i motivi del ricorso e di rispettare il giudicato formatosi in precedenza.
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Tempo tuta: quando va pagato? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14848/2024, ha stabilito che il tempo impiegato da un lavoratore tra la timbratura del cartellino all'ingresso e il login alla propria postazione, così come il percorso inverso a fine turno, deve essere considerato orario di lavoro effettivo e quindi retribuito. Il caso riguardava alcuni dipendenti di una società di telecomunicazioni. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, affermando che questo lasso di tempo, definito 'tempo tuta', rientra nell'orario di lavoro quando le attività preparatorie sono necessarie, obbligatorie e soggette al potere direttivo del datore di lavoro, che decide l'organizzazione della sede e le procedure da seguire.
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Orario di lavoro effettivo: il tempo per il login vale
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che il tempo impiegato da un lavoratore tra la timbratura del cartellino all'ingresso e il login alla postazione di lavoro deve essere considerato orario di lavoro effettivo e, di conseguenza, retribuito. La Corte ha respinto il ricorso di una grande società di telecomunicazioni, la quale sosteneva che tale periodo non fosse sotto il suo diretto potere di controllo. Secondo i giudici, tutte le attività preparatorie, necessarie e obbligatorie per l'inizio della prestazione, rientrano a pieno titolo nell'orario di lavoro, poiché il dipendente è già a disposizione dell'azienda.
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Orario di lavoro: il tempo per log-in è retribuito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14843/2024, ha stabilito che il tempo impiegato dal lavoratore per spostarsi dall'ingresso aziendale alla postazione e per avviare i sistemi informatici rientra a pieno titolo nell'orario di lavoro e deve essere retribuito. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di una grande società di telecomunicazioni, confermando la nullità della clausola del contratto aziendale che escludeva tale periodo dal computo delle ore lavorate. Si tratta di attività preparatorie essenziali, svolte sotto la direzione del datore di lavoro, e quindi da considerarsi prestazione lavorativa effettiva.
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Retribuzione feriale: quali indennità includere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità intrinsecamente collegate alle mansioni, come l'indennità di utilizzo professionale e quella di assenza da residenza per un macchinista. Accogliendo il ricorso di un lavoratore contro una società di trasporti, la Corte ha affermato che escludere tali voci potrebbe dissuadere dal godere delle ferie, violando i principi del diritto dell'Unione Europea. La paga durante le ferie deve essere paragonabile a quella percepita durante i periodi di lavoro.
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Ferie non autorizzate: la Cassazione conferma la sanzione
Una dipendente pubblica ha ricevuto una sanzione per aver usufruito di ferie senza il consenso del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che le ferie non autorizzate sono illegittime. La sentenza ribadisce che il godimento delle ferie, pur essendo un diritto, deve essere sempre bilanciato con le esigenze organizzative dell'ente, rendendo indispensabile l'autorizzazione preventiva.
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Retribuzione ferie: indennità incluse? Cassazione OK
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di due macchinisti a includere l'indennità di utilizzazione professionale e quella di assenza dalla residenza nel calcolo della loro retribuzione ferie. La Corte ha stabilito che qualsiasi voce retributiva legata alla mansione deve essere computata per non scoraggiare la fruizione del riposo, in linea con il diritto europeo. Rigettato il ricorso dell'azienda di trasporti.
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Retribuzione feriale: sì alle indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità accessorie intrinsecamente collegate alle mansioni, come l'indennità di assenza dalla residenza e il premio irregolarità. Escluderle crea un deterrente illegittimo alla fruizione delle ferie, violando la normativa europea. La decisione conferma che lo stipendio durante le vacanze deve essere paragonabile a quello dei periodi lavorativi.
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Ferie non godute: obbligo di contribuzione per l’azienda
Una società del settore aereo contestava una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi su ferie non godute e altre indennità per i propri piloti. La Corte di Cassazione ha stabilito che le ferie sono un diritto irrinunciabile e non possono essere assorbite da altri periodi di riposo. Di conseguenza, l'obbligo di versare i contributi previdenziali sulle ferie non godute sorge per l'azienda anche se non viene corrisposta alcuna indennità sostitutiva al lavoratore, confermando la posizione dell'ente.
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Retribuzione feriale: quali indennità includere?
Una società di trasporti è stata condannata a includere diverse indennità (trasferta, diaria, percorrenza) nel calcolo della retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando il principio, derivante dal diritto europeo, secondo cui la paga durante le ferie deve essere complessiva e non deve dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo.
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Formazione sicurezza orario lavoro: obbligo anche fuori turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che la formazione obbligatoria in materia di sicurezza può essere svolta anche al di fuori del normale orario di lavoro, purché venga retribuita come lavoro straordinario. Un lavoratore si era rifiutato di partecipare a un corso programmato fuori dal suo turno, venendo per questo sospeso senza retribuzione. La Corte ha respinto il suo ricorso, chiarendo che l'espressione 'durante l'orario di lavoro' include qualsiasi prestazione esigibile dal datore, anche straordinaria, e sottolineando il dovere di collaborazione del dipendente per la tutela della sicurezza.
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Retribuzione feriale: quali indennità includere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità variabili ma continuative, come quelle di trasferta e percorrenza, poiché sono intrinsecamente legate alle mansioni. La decisione, basata sulla normativa europea, mira a evitare che una diminuzione dello stipendio durante le ferie disincentivi i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11760/2024, ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità collegate all'esecuzione delle mansioni lavorative. La decisione, in linea con la giurisprudenza europea, mira a evitare un "effetto dissuasivo" che potrebbe scoraggiare i lavoratori dal godere delle ferie. Il ricorso di una società di trasporti, che voleva escludere dal calcolo voci come trasferta e diaria, è stato respinto, confermando che la retribuzione durante le vacanze deve essere paragonabile a quella percepita durante i periodi di lavoro.
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Indennità ferie non godute: onere del datore di lavoro
Un dirigente con contratti a termine successivi ha diritto all'indennità per ferie non godute se il datore di lavoro non prova di averlo invitato formalmente a goderne. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'onere della prova grava sul datore, anche in presenza di un lavoratore con autonomia organizzativa, sottolineando come la precarietà dei contratti a breve termine renda difficile la programmazione delle ferie.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili corrisposte in modo continuativo, come quelle per attività di scorta e riserva. Confermando la decisione dei giudici di merito, la Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, affermando il principio derivato dal diritto europeo secondo cui la paga durante le ferie deve essere comparabile a quella ordinaria per non dissuadere il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo.
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Pausa retribuita: a chi spetta l’onere della prova?
Una guardia giurata ha citato in giudizio la propria azienda per il mancato godimento della pausa di dieci minuti prevista per turni superiori alle sei ore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8626/2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova. Spetta al lavoratore dimostrare di aver lavorato oltre sei ore consecutive senza fruire della pausa retribuita. Spetta invece al datore di lavoro, che si difende sostenendo di aver concesso un riposo compensativo alternativo, fornire la prova di tale concessione. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente addossato l'intero onere probatorio sul lavoratore.
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Contratto part time: senza forma scritta è full time
La Corte di Cassazione conferma che, in assenza di un contratto part time in forma scritta, il rapporto di lavoro si presume a tempo pieno. In un caso riguardante un operaio agricolo, i giudici hanno stabilito che spetta al datore di lavoro l'onere di provare l'esistenza di un accordo per un orario ridotto. La semplice affermazione di aver corrisposto una retribuzione per un numero di ore inferiore a quelle del full time non è sufficiente a superare la presunzione di un rapporto di lavoro a tempo pieno, con conseguente obbligo di pagare le differenze retributive.
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Rimborso spese mezzo proprio: spetta al lavoratore?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un autista a ricevere il rimborso spese mezzo proprio per recarsi in una sede di lavoro diversa da quella contrattuale. La Suprema Corte ha chiarito che l'indennità forfettaria prevista da un accordo aziendale copriva il tempo di viaggio come lavoro straordinario, ma non escludeva il diritto al rimborso delle spese vive per l'uso dell'auto, come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di settore.
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Ferie non godute: onere della prova e responsabilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto del lavoratore all'indennità per ferie non godute sussiste anche in caso di disorganizzazione interna dell'ente pubblico. Spetta al datore di lavoro, e non al dipendente, l'onere di organizzare e autorizzare le ferie. Un disconoscimento generico della documentazione prodotta dal lavoratore non è sufficiente a escludere la responsabilità del datore.
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