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D.Lgs. 385/1993

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817 provvedimenti

Responsabilità amministratori: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità amministratori non esecutivi in un caso di bancarotta semplice. La sentenza chiarisce che anche i consiglieri senza deleghe hanno un "obbligo di agire informato", che impone loro di acquisire attivamente le informazioni necessarie per valutare le operazioni societarie, pena la corresponsabilità per colpa grave in caso di decisioni manifestamente imprudenti. Nel caso specifico, il ricorso di un amministratore è stato dichiarato inammissibile a causa di un patteggiamento in appello, mentre la condanna dell'altro è stata annullata per intervenuta prescrizione del reato.
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Sanzioni Banca d’Italia: Cassazione su golden parachute
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle sanzioni Banca d'Italia inflitte a un ex consigliere di amministrazione di un istituto di credito. Il caso riguardava l'approvazione di una ricca buonuscita ('golden parachute') per il Direttore Generale, ritenuta non conforme alle disposizioni sulla remunerazione bancaria. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, chiarendo la natura non penale di tali sanzioni, i limiti del diritto alla prova nel processo di opposizione e la piena applicabilità delle normative di vigilanza che legano i compensi alla performance e ai rischi.
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Ripetizione indebito: quando è inammissibile?
Una società citava in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su un conto corrente. Sebbene i tribunali di merito avessero dato ragione alla società, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza n. 25711/2024, ha chiarito che l'azione di ripetizione indebito è inammissibile se, al momento della domanda, il conto è ancora aperto e presenta un saldo a debito. In assenza di un effettivo "pagamento" solutorio, ma solo di annotazioni contabili, non può esserci una richiesta di restituzione. La Corte distingue tra l'azione di accertamento (sempre possibile) e quella di ripetizione, che presuppone un versamento estintivo del debito.
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Contratto monofirma: valido senza firma della banca
La Corte d'Appello di Napoli conferma la validità di un contratto monofirma per un finanziamento, respingendo l'appello dei debitori. La sentenza stabilisce che il consenso della banca può essere dimostrato da comportamenti concludenti, come l'erogazione dei fondi, e che l'onere di provare il pagamento spetta al debitore una volta che l'obbligazione è provata.
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Mutuo ipotecario revocato: quando è fittizio
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un mutuo ipotecario concesso a una società poi fallita. I giudici hanno stabilito che l'operazione non costituiva un nuovo finanziamento, ma un artificio per garantire un debito preesistente non assistito da garanzie reali. Questa manovra, finalizzata a trasformare un credito chirografario in privilegiato, è stata ritenuta lesiva del principio della par condicio creditorum. Di conseguenza, la garanzia è stata dichiarata inefficace nei confronti del fallimento e il credito è stato ammesso al passivo come chirografario.
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Prescrizione del credito: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25376/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione del credito derivante da un contratto di mutuo. Un fideiussore si era opposto a un decreto ingiuntivo sostenendo che il credito fosse prescritto, calcolando il termine dalla prima rata non pagata. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo che la prescrizione del credito per l'intero importo decorre non dal semplice inadempimento, ma dal momento in cui il creditore manifesta formalmente la volontà di risolvere il contratto, ad esempio con la notifica di un atto di precetto. Solo da quel momento il debito diventa interamente esigibile e il termine decennale inizia a decorrere.
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Foro consumatore: escluso per fidi sopra 75.000€
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti di applicabilità del foro del consumatore. Nel caso esaminato, una società di recupero crediti ha agito contro una cliente per un debito derivante da un conto corrente con un fido di 100.000 euro. La Corte ha stabilito che la disciplina a tutela del consumatore, incluso il foro esclusivo presso la residenza del cliente, non si applica ai contratti di credito il cui importo supera i 75.000 euro, come previsto dal Testo Unico Bancario. Di conseguenza, è stata affermata la competenza del tribunale originariamente adito dalla banca, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Obblighi del factor: la Cassazione sul dovere di agire
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di factoring, stabilendo che l'inerzia del factor nell'escutere una garanzia prestata da terzi costituisce una violazione degli obblighi di buona fede e correttezza. Questa condotta negligente, protratta per anni, ha causato un pregiudizio alla società cedente, portando all'estinzione della sua garanzia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del factor, confermando la decisione della Corte d'Appello e sottolineando come gli obblighi del factor vadano oltre la mera attesa del pagamento, imponendo un comportamento attivo per preservare gli interessi di tutte le parti coinvolte.
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Tutela del terzo creditore: Cassazione annulla confisca
Una società veicolo, creditrice in seguito a cessione di un credito bancario, ha impugnato la confisca di titoli dati in pegno dai suoi debitori, condannati per reati tributari. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta del creditore, ritenendo non provata la buona fede. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la tutela del terzo creditore impone al giudice di motivare specificamente perché le prove di buona fede siano insufficienti, soprattutto a fronte di un diritto di garanzia anteriore al sequestro. La motivazione del giudice di merito è stata giudicata contraddittoria e carente.
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Limite di finanziabilità: la Cassazione chiarisce
Un debitore ha contestato la validità di un mutuo, sostenendo la nullità per superamento del limite di finanziabilità previsto dall'art. 38 TUB. La Corte di Cassazione, richiamando le Sezioni Unite, ha stabilito che la violazione di tale limite non comporta la nullità del contratto, ma rappresenta una norma di vigilanza prudenziale. Di conseguenza, il contratto e l'ipoteca restano validi, e la richiesta del debitore è stata respinta.
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Credito e confisca: Cassazione chiarisce l’onere prova
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che escludeva i crediti di alcune società dallo stato passivo di beni confiscati. La sentenza chiarisce un principio fondamentale sul tema del credito e confisca: è onere del tribunale dimostrare il 'nesso di strumentalità' tra il credito e l'attività illecita. Solo dopo tale prova, il creditore deve dimostrare la propria buona fede. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che dovrà attenersi a questo principio, tutelando maggiormente i creditori terzi.
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Prescrizione estratti conto: quando scade il diritto
Una recente sentenza della Corte d'Appello di Napoli chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione degli estratti conto. Un correntista aveva richiesto documenti risalenti a oltre dieci anni prima, ottenendo ragione in primo grado. La Corte d'Appello ha però riformato la decisione, stabilendo che il diritto a ricevere gli estratti conto si prescrive in dieci anni, non dalla chiusura del rapporto, ma dalla data in cui ogni singolo estratto avrebbe dovuto essere inviato. La sentenza ha quindi respinto la domanda del cliente per intervenuta prescrizione.
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Azione revocatoria: vendita immobile e prova del danno
La Corte d'Appello conferma l'inefficacia di una vendita immobiliare tramite azione revocatoria. La venditrice, garante di un debito, aveva alienato il suo unico bene. La Corte ha ritenuto provata la consapevolezza del danno sia della venditrice che dell'acquirente, basandosi su presunzioni come il mancato incasso del prezzo e la permanenza della venditrice nell'immobile.
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Usura bancaria: il calcolo TAEG non cumula interessi
La Corte d'Appello di Napoli ha respinto l'appello di un debitore che contestava un'ingiunzione di pagamento per usura bancaria. La Corte ha stabilito che, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia, è metodologicamente errato sommare algebricamente gli interessi corrispettivi con gli interessi di mora nel calcolo del TAEG, data la loro diversa natura. L'appello è stato ritenuto infondato per la genericità delle allegazioni e l'erroneità del calcolo proposto.
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Segnalazione Centrale Rischi: quando è legittima?
Un cliente ha citato in giudizio una banca per un'illegittima segnalazione alla Centrale Rischi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. I giudici hanno chiarito che una precedente sentenza che nega l'esistenza del debito per mera mancanza di prova da parte della banca, non per un accertamento positivo della sua inesistenza, non rende automaticamente illegittima la segnalazione. Il caso sottolinea i criteri di legittimità per una segnalazione centrale rischi in presenza di un debito contestato.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi e limiti
Una società e i suoi soci hanno citato in giudizio una banca per presunte pratiche illecite, tra cui usura e concessione abusiva del credito. Dopo la sconfitta in primo grado e in appello, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, stabilendo che i motivi presentati non denunciavano reali violazioni di legge, ma miravano a ottenere un nuovo esame dei fatti e delle prove, compito che non rientra nelle competenze della Cassazione. La decisione sottolinea la netta distinzione tra l'errore di diritto, sindacabile in sede di legittimità, e l'errata valutazione del merito, non censurabile.
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Prova cessione credito: non basta la Gazzetta Ufficiale
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della prova cessione credito, stabilendo principi chiave. Un garante aveva chiesto la revocazione di una precedente decisione della Suprema Corte, sostenendo che il creditore originario non fosse più titolare del diritto al momento dell'azione legale. La Corte ha dichiarato inammissibile sia l'intervento di un nuovo presunto creditore, per non aver fornito adeguata prova della catena di cessioni, sia il ricorso per revocazione del garante. La decisione chiarisce che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a dimostrare la cessione se questa è contestata, e distingue nettamente l'errore di fatto (valido per la revocazione) dall'errore di giudizio.
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Estinzione anticipata mutuo: quando non è revocabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare volto a revocare l'estinzione anticipata di un mutuo fondiario. La Suprema Corte chiarisce che il pagamento, effettuato in virtù di una facoltà contrattuale, trasforma il debito in scaduto, rendendolo non assoggettabile all'azione revocatoria ai sensi dell'art. 2901 c.c., a prescindere dal potenziale pregiudizio per gli altri creditori.
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Inammissibilità del ricorso: requisiti di forma
La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di una società contro una banca in una disputa su conto corrente. La ragione principale è la mancata riproduzione nel ricorso degli atti essenziali a sostegno delle proprie tesi, violando i requisiti di specificità. La decisione sottolinea l'importanza di formulare correttamente gli atti processuali per evitare l'inammissibilità del ricorso.
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Apertura di credito: onere della prova e prescrizione
Un'azienda ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi illegittimi su un conto corrente, sostenendo l'esistenza di un'apertura di credito non formalizzata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova sull'esistenza dell'affidamento grava sul correntista. Poiché tale prova non è stata fornita, la richiesta di far decorrere la prescrizione per la restituzione delle somme dalla chiusura del conto è stata respinta.
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