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D.Lgs. 196/2003

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483 provvedimenti

Trattamento dati biometrici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'uso di software di proctoring per gli esami universitari online costituisce trattamento dati biometrici, anche se la valutazione finale è umana. Ha inoltre annullato la decisione di merito che riteneva legittimo il trasferimento di dati verso gli USA basato su clausole contrattuali standard generiche, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Utilizzabilità tabulati telefonici: la Cassazione
La Corte di Cassazione affronta ricorsi su errori di pena e ammissibilità delle prove. Ha corretto un calcolo di pena per una contraddizione sulla continuazione dei reati. Fondamentale la decisione sull'utilizzabilità tabulati telefonici acquisiti con decreto del PM a motivazione sintetica, ritenuta sufficiente se fa riferimento alle necessità investigative. I ricorsi di due imputati sono stati dichiarati inammissibili.
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Adozione piena: Cassazione salva i legami affettivi
In un caso di adozione piena di minori, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio di diritto fondamentale. Pur confermando che l'adozione recide i legami giuridici con la famiglia d'origine, ha chiarito che il giudice può e deve valutare, caso per caso, il preminente interesse del minore a conservare relazioni socio-affettive significative e positive con alcuni parenti. La decisione, emessa a seguito di un intervento della Corte Costituzionale, introduce una flessibilità cruciale, distinguendo tra il piano formale-giuridico e quello affettivo-relazionale, ponendo il benessere psicologico del bambino al centro di ogni valutazione.
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Mantenimento figlio maggiorenne: onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che obbligava una madre al mantenimento del figlio maggiorenne, ritenendo che i giudici di merito non avessero correttamente valutato le prove offerte dalla madre circa l'inerzia del figlio nella ricerca di un lavoro. La sentenza ribadisce i principi sull'onere della prova in materia di mantenimento figlio maggiorenne, specificando che il giudice deve esaminare tutte le prove fornite dal genitore che si oppone al versamento dell'assegno.
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Protezione internazionale e debt bondage: la Cassazione
Un cittadino del Bangladesh ha richiesto protezione internazionale a causa di debiti usurari e sfruttamento lavorativo in Libia. La Corte di Cassazione ha annullato il diniego del Tribunale, criticando la valutazione frammentaria della storia del richiedente. La Corte ha stabilito che l'intero percorso migratorio, inclusi fenomeni come il 'debt bondage' e lo sfruttamento, deve essere analizzato in modo unitario per valutare la vulnerabilità del soggetto e il suo diritto alla protezione.
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Adozione e legami familiari: la Cassazione decide
La Cassazione, con la sentenza n. 11138/2024, ha chiarito i principi sull'adozione e legami familiari. Anche in caso di dichiarazione di adottabilità, i rapporti affettivi con la famiglia d'origine (madre e nonna) possono essere mantenuti se ciò risponde al superiore interesse del minore. La decisione si fonda sulla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 183/2023, che valorizza le relazioni positive preesistenti, rigettando il ricorso del Procuratore Generale che ne chiedeva la recisione.
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Istigazione a delinquere online: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per istigazione a delinquere (art. 414-bis c.p.) nei confronti di un utente che aveva pubblicato un post su un social network con una frase che incitava alla violenza sessuale su minori. La Corte ha stabilito che, per configurare il reato, è sufficiente la concreta idoneità del messaggio a provocare i delitti, valutata ex ante, considerando il significato oggettivo del testo e la sua potenziale ampia diffusione online, a prescindere dal numero esatto di visualizzazioni.
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Molestia telefonica: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32770/2025, ha confermato la condanna per il reato di molestia telefonica a carico di un uomo che tempestava di chiamate e messaggi la sua ex partner. La Corte ha stabilito che la condotta è penalmente rilevante per il suo carattere petulante e invasivo, a prescindere dalla possibilità per la vittima di bloccare il numero. È stata inoltre esclusa l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto data la reiterazione dei comportamenti.
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Errore in giudicato: Cassazione ferma la modifica
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del PM che chiedeva di correggere un errore in giudicato. La sentenza di condanna aveva erroneamente sostituito la pena detentiva con la detenzione domiciliare per un reato ostativo. Secondo la Corte, tale errore sostanziale non può essere corretto in fase esecutiva ma doveva essere impugnato con i mezzi ordinari.
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Obbligo assicurativo veicoli: la guida in area privata
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14072/2024, ha stabilito che l'obbligo assicurativo per i veicoli a motore sussiste anche se questi operano esclusivamente in aree private e chiuse, come un capannone industriale. Il caso riguardava un infortunio sul lavoro in cui un operaio è stato investito da una pala gommata. La Corte ha chiarito che il criterio determinante non è il luogo (pubblico o privato), ma l'utilizzo del veicolo in modo conforme alla sua funzione abituale di mezzo di trasporto, anche durante le fasi di movimentazione. Questa interpretazione estende la tutela della R.C.A. a prescindere dal contesto spaziale in cui avviene il sinistro.
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Chat criptate OIE: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare basata su dati di chat criptate OIE (Ordine di Indagine Europeo). La Corte ha stabilito che tali comunicazioni sono da considerarsi 'corrispondenza' e non semplici documenti, richiedendo maggiori garanzie. Inoltre, ha censurato la motivazione del tribunale inferiore come 'apparente' per non aver risolto le contraddizioni tra i dati delle chat e le prove investigative tradizionali.
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Predicato nobiliare: i requisiti per la cognomizzazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8955/2024, ha chiarito i presupposti per la cognomizzazione del predicato nobiliare. Il caso riguardava la richiesta di alcuni discendenti di una nobile casata di aggiungere al proprio cognome il predicato marchesale. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che sono necessari solo due requisiti: l'esistenza del titolo nobiliare in data anteriore al 28 ottobre 1922 e il suo riconoscimento prima dell'entrata in vigore della Costituzione. La Corte ha ritenuto errata la decisione dei giudici di merito che richiedevano anche l'anteriorità del riconoscimento al 1922, cassando la sentenza e decidendo nel merito a favore dei ricorrenti.
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Affidamento in prova: quando l’evasione lo nega
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva l'affidamento in prova. La decisione si fonda sulla sua caratura criminale e una recente evasione dagli arresti domiciliari, elementi che, secondo i giudici, impediscono una prognosi positiva per il reinserimento sociale e rendono il ricorso una mera richiesta di riesame del merito.
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Legittimo impedimento avvocato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violenza sessuale su minore. La sentenza affronta temi cruciali come il legittimo impedimento dell'avvocato, l'attendibilità della testimonianza del minore e i limiti alla rinnovazione dell'istruttoria in appello, confermando che un impegno professionale assunto dopo aver conosciuto la data di un'udienza non giustifica il rinvio.
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Patrocinio vittime reato: non serve il reddito
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che negava il patrocinio a spese dello Stato a una vittima di stalking. Il diniego era basato sulla mancata indicazione dei dati anagrafici e fiscali dei familiari. La Corte ha stabilito che per il patrocinio vittime reato, concesso per delitti particolarmente gravi come lo stalking, il reddito è irrilevante. Di conseguenza, la mancata presentazione di documenti utili solo alla valutazione del reddito non può rendere inammissibile la richiesta, in quanto la legge mira a proteggere la vulnerabilità della vittima, non la sua condizione economica.
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Controlli difensivi: licenziamento per accessi abusivi
Un dipendente di un ente previdenziale viene licenziato per aver effettuato migliaia di accessi non autorizzati alla banca dati istituzionale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, chiarendo la natura e l'ammissibilità dei controlli difensivi posti a tutela della privacy di terzi, distinguendoli da quelli mirati alla sola prestazione lavorativa.
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Protezione sussidiaria: obbligo di fonti aggiornate
Un cittadino pakistano si è visto negare la protezione da un tribunale sulla base di informazioni datate. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per la concessione della protezione sussidiaria il giudice ha il dovere di utilizzare fonti aggiornate sulla situazione di violenza indiscriminata nel paese d'origine e di valutare in modo complessivo, e non frammentario, i fattori di integrazione del richiedente.
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Videosorveglianza privata: quando è lecita?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7289/2024, ha stabilito che l'installazione di un impianto di videosorveglianza privata che riprende un'area soggetta a servitù di passaggio non richiede il consenso preventivo del titolare della servitù. La liceità del trattamento dei dati dipende dal bilanciamento tra il legittimo interesse alla sicurezza del proprietario e il diritto alla privacy altrui, valutando la necessità e la proporzionalità dell'installazione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che si era basata unicamente sulla mancanza di consenso.
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Contributo permesso soggiorno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul controverso contributo per il permesso di soggiorno, confermando la sua natura discriminatoria. L'ordinanza stabilisce che il costo sproporzionato imposto ai cittadini stranieri viola il diritto dell'Unione Europea. La Corte ha cassato con rinvio la sentenza d'appello, non per la sussistenza della discriminazione, ma per il criterio di calcolo del rimborso. Ha statuito che il rimborso deve essere quantificato sulla base delle tariffe più eque introdotte con il D.M. del 2017, applicandolo retroattivamente per sanare l'illegittimità passata.
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Protezione sussidiaria per violenza domestica: Cassazione
Una cittadina nigeriana, vittima di violenza domestica, ha richiesto la protezione sussidiaria. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale che negava tale protezione, criticando la mancata indagine sulla situazione delle donne in Nigeria e la violazione dei principi stabiliti in un precedente rinvio. La Corte ha riaffermato che la violenza di genere può costituire 'danno grave' ai fini della protezione sussidiaria, ordinando un nuovo esame del caso.
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