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D.Lgs. 163/2006 — Anno 2023

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90 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 163/2006

Compensazione credito: quando opporla nell’esecuzione
Una società cooperativa si opponeva a un'esecuzione forzata promossa da una società fallita, eccependo un controcredito per danni. La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione credito può essere validamente sollevata in sede di opposizione all'esecuzione se il controcredito non era ancora 'certo' al momento in cui il decreto ingiuntivo è divenuto definitivo. La mera inadempienza della controparte non basta a far sorgere un credito certo, essendo necessario anche il verificarsi di un danno effettivo e quantificabile.
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Ente Pubblico Natura: no alla conversione del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29996/2023, ha stabilito che la qualificazione di un ente come pubblico preclude la conversione di un rapporto di lavoro a termine, anche se illegittimo, in un contratto a tempo indeterminato. A causa dell'ente pubblico natura dell'istituto in questione, la lavoratrice non ha diritto alla stabilizzazione ma solo al risarcimento del danno, annullando la decisione della Corte d'Appello e rinviando la causa per la quantificazione del risarcimento.
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Notifica PEC: validità solo con indirizzo ReGIndE
In una controversia fiscale tra l'Agenzia Fiscale e una società di gestione parcheggi, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha rilevato che la notifica PEC del ricorso ad alcune Amministrazioni Regionali non era stata provata come regolarmente effettuata agli indirizzi presenti nel registro pubblico ReGIndE. Di conseguenza, ha dichiarato la nullità di tali notifiche e ha disposto la loro rinnovazione per garantire la corretta instaurazione del contraddittorio.
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Licenziamento disciplinare: la Cassazione fa chiarezza
Un dirigente tecnico di un ente pubblico, a seguito di un licenziamento disciplinare per gravi irregolarità, ha visto il suo ricorso respinto in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi, applicando il principio della "doppia conforme", che preclude il riesame dei fatti già accertati da due sentenze concordanti. La Corte ha inoltre chiarito che il principio di imparzialità nei procedimenti disciplinari non equivale a quello giudiziario, non potendo il datore di lavoro essere considerato un organo terzo.
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Fallimento appaltatore: stop alla sospensione pagamenti
Una società costruttrice fallita ha agito contro un ente pubblico per ottenere il pagamento di lavori eseguiti. L'ente aveva sospeso il pagamento per inadempienze verso i subappaltatori. La Corte di Cassazione ha stabilito che con il fallimento appaltatore, il contratto si scioglie e il meccanismo di sospensione del pagamento non è più applicabile. Di conseguenza, il curatore fallimentare ha diritto a riscuotere il credito per soddisfare la massa dei creditori.
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Indennità di esproprio: il calcolo per le aree bianche
La Cassazione chiarisce i criteri per il calcolo dell'indennità di esproprio quando il vincolo urbanistico è decaduto. In caso di 'aree bianche', la valutazione deve basarsi sull'edificabilità di fatto e non sui parametri del progetto espropriativo, annullando la decisione della Corte d'Appello e rinviando per un nuovo esame.
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Indennità di esproprio: calcolo per aree bianche
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il calcolo dell'indennità di esproprio per terreni i cui vincoli urbanistici sono scaduti (c.d. 'aree bianche'). La valutazione non deve basarsi né sui vincoli decaduti né su quelli del nuovo progetto, ma sull'effettivo valore di mercato e sulla 'edificabilità di fatto'. La sentenza conferma anche la piena responsabilità del Comune nel pagamento, anche in caso di delega a un concessionario.
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Accreditamento sanitario: no a contratti verbali con la PA
Una cooperativa sociale che gestiva strutture sanitarie ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale per ottenere l'adeguamento delle rette giornaliere. La richiesta si basava sulla presunzione di un accreditamento sanitario transitorio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i rapporti con la Pubblica Amministrazione, inclusi quelli per l'erogazione di prestazioni sanitarie, richiedono un contratto scritto a pena di nullità. Non è possibile desumere l'esistenza di un accreditamento da comportamenti concludenti (facta concludentia).
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Indennità di esproprio: responsabilità dell’ente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2348/2023, ha stabilito che l'ente pubblico committente di un'opera rimane il soggetto responsabile per il pagamento della corretta indennità di esproprio, anche quando delega le procedure a un contraente generale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando la decisione di merito che aveva aumentato l'indennizzo dovuto ai proprietari di un terreno espropriato per la costruzione di una strada. È stato inoltre chiarito che la riduzione del 25% dell'indennità non si applica automaticamente alle opere pubbliche e che i vincoli di inedificabilità su parti del terreno non ne diminuiscono necessariamente il valore complessivo se la cubatura edificabile può essere comunque sfruttata.
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Giurisdizione appalti pubblici: chi decide i danni?
Una società, dopo aver vinto un appalto pubblico, non fornisce la documentazione necessaria per la stipula, causando un danno alla stazione appaltante. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 111/2023, stabilisce che la controversia sul risarcimento del danno rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non in quella amministrativa. La decisione chiarisce un importante aspetto della giurisdizione appalti pubblici, specificando che quando la pretesa si fonda sulla violazione dei doveri di buona fede precontrattuale, le parti si trovano su un piano di parità e la competenza è del giudice civile.
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