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D.Lgs. 112/2017

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Revoca del fallimento: ricorso tardivo e termini speciali
Una cooperativa sociale ha ottenuto la revoca del fallimento a seguito di un ricorso in Cassazione, in quanto qualificata come impresa sociale non assoggettabile alla procedura concorsuale ordinaria. Nel conseguente giudizio di rinvio, la Corte d'Appello ha formalizzato la revoca ma ha dichiarato inammissibili le ulteriori richieste restitutorie e risarcitorie avanzate dalla cooperativa, disponendo la compensazione delle spese legali. La cooperativa ha impugnato tale sentenza davanti alla Corte di Cassazione dopo sessanta giorni dalla notifica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. Il giudizio di rinvio costituisce infatti una fase interna al procedimento fallimentare originario e impone il rispetto del termine speciale di trenta giorni previsto dalla legge fallimentare, anziché il termine ordinario. La cooperativa perde il ricorso ed è condannata alle spese.
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Liquidazione giudiziale APS: la Cassazione nega la procedura speciale
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per gli Enti del Terzo Settore. Un'Associazione di Promozione Sociale (APS), pur svolgendo attività economica, in caso di insolvenza è soggetta alla procedura ordinaria di liquidazione giudiziale. La Corte ha respinto la tesi dell'associazione, che chiedeva l'applicazione della procedura speciale della liquidazione coatta amministrativa, riservata per legge esclusivamente alle Imprese Sociali (IS). La sentenza chiarisce che le due discipline normative sono distinte e non intercambiabili. Pertanto, la regola generale è la **Liquidazione giudiziale Associazione Promozione Sociale** quando questa si trova in stato di crisi irreversibile.
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Fallibilità dell’impresa sociale: la Cassazione rinvia la decisione
Una cooperativa sociale, qualificata per legge come 'impresa sociale', si oppone alla propria dichiarazione di fallimento. Sostiene di dover essere soggetta a una procedura diversa, la liquidazione coatta amministrativa. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione sulla fallibilità dell'impresa sociale, non ha emesso una decisione definitiva. Ha invece ritenuto il caso meritevole di un esame più approfondito, rinviando la causa a una pubblica udienza. La sentenza finale stabilirà se queste particolari entità possano fallire come le altre imprese commerciali.
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Rottamazione quater: estinzione del giudizio
Una società cooperativa ha impugnato un recupero contributivo di circa 787.000 euro richiesto dall'ente previdenziale a seguito della riqualificazione del contratto collettivo applicato. Durante il giudizio di legittimità, la società ha aderito alla Rottamazione quater. La Corte di Cassazione, applicando le recenti norme di interpretazione autentica, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Tale decisione è stata assunta dopo la verifica del pagamento della prima rata della definizione agevolata, rendendo superflua la prosecuzione della lite giudiziaria.
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Cooperative sociali: solo liquidazione coatta, no fallimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33280/2023, ha stabilito un principio fondamentale per le cooperative sociali. A seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 112/2017, queste entità acquisiscono di diritto la qualifica di 'impresa sociale'. Di conseguenza, in caso di insolvenza, non possono essere dichiarate fallite, ma devono essere sottoposte esclusivamente alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha chiarito che la normativa speciale per le imprese sociali prevale su quella generale prevista per le cooperative, escludendo così la possibilità del fallimento.
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Impresa sociale: solo liquidazione, no fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che una impresa sociale, in particolare un consorzio di cooperative sociali, non può essere dichiarata fallita. Anche se occasionalmente svolge attività a scopo di lucro, il suo status legale impone, in caso di insolvenza, l'applicazione esclusiva della liquidazione coatta amministrativa. La decisione della Corte d'Appello, che aveva confermato il fallimento basandosi su un singolo contratto con finalità lucrative, è stata annullata.
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Fallimento società cooperativa: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società cooperativa contro la propria dichiarazione di fallimento. La Corte ha ribadito che il fallimento di una società cooperativa è possibile quando questa svolge un'attività commerciale oggettiva, indipendentemente dal suo fine mutualistico. Inoltre, ha sottolineato che i vizi procedurali, come presunti difetti di notifica, devono essere specificamente e completamente documentati nel ricorso, in ossequio al principio di autosufficienza.
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Interesse ad agire: l’ex CEO può impugnare il fallimento?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha negato l'interesse ad agire a un ex amministratore che impugnava la dichiarazione di fallimento della sua precedente società. La Corte ha stabilito che non è sufficiente la mera qualifica per agire, ma è necessario allegare e provare un pregiudizio concreto e attuale, morale o patrimoniale, derivante dalla sentenza di fallimento, cosa che nel caso di specie non è avvenuta. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto per carenza di legittimazione attiva.
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