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D.L. 78/2010 — Sezione Sezioni Unite Civile

8 provvedimenti

Altri anni per D.L. 78/2010

Giurisdizione sulla TIA: lite tra giudice civile e tributario
Un cittadino ha impugnato un decreto ingiuntivo notificato da una società di servizi per il mancato pagamento della Tariffa Igiene Ambientale. Il Tribunale civile si è dichiarato incompetente indicando la giurisdizione del giudice tributario. Riassunto il giudizio, la Commissione Tributaria ha sollevato d'ufficio il conflitto negativo di giurisdizione. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno chiarito la Giurisdizione sulla TIA, stabilendo che le controversie intraprese dopo il 31 maggio 2010 spettano al giudice ordinario civile. La tariffa ha infatti natura di corrispettivo di un servizio privatistico e non di tributo. Di conseguenza, le parti dovranno proseguire la causa davanti al Tribunale civile ordinario.
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Giudicato implicito sulla giurisdizione: stop ai ricorsi tardivi
Un dirigente della Polizia di Stato, promosso il giorno prima del pensionamento senza benefici economici a causa dei blocchi di spesa pubblica, ha fatto ricorso al giudice amministrativo. Dopo aver vinto in primo grado e perso in appello davanti al Consiglio di Stato, il lavoratore ha impugnato la decisione davanti alle Sezioni Unite della Cassazione. Ha sostenuto che la materia fosse di competenza della Corte dei Conti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che si era formato il giudicato implicito sulla giurisdizione: chi sceglie un giudice e non ne contesta il potere in primo grado non può successivamente metterne in discussione l'autorità solo perché ha perso l'appello.
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Giurisdizione contributi: decide il giudice del lavoro
Una società agricola ha impugnato una cartella esattoriale per contributi previdenziali omessi. Ne è nato un conflitto tra il Tribunale del Lavoro, che declinava la propria giurisdizione, e la Corte di Giustizia Tributaria, che la rivendicava. La Corte di Cassazione, risolvendo il conflitto, ha stabilito che la giurisdizione sui contributi previdenziali spetta sempre al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, indipendentemente dal fatto che la riscossione avvenga tramite strumenti tipici del diritto tributario. La natura previdenziale del credito è l'elemento decisivo per individuare il giudice competente.
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Giurisdizione contributi INPS: decide il giudice del lavoro
Una datrice di lavoro ha contestato un avviso di addebito dell'Ente Previdenziale per contributi non versati. A seguito di un conflitto di giurisdizione tra il Tribunale del Lavoro e la Commissione Tributaria, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la competenza a decidere su queste controversie spetta esclusivamente al giudice ordinario (nella sua funzione di giudice del lavoro), poiché la materia riguarda un rapporto previdenziale e non tributario. La decisione sulla giurisdizione contributi INPS è quindi consolidata.
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Presunzione legale relativa: fondi e famiglia
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite chiarisce che il cumulo delle quote in fondi immobiliari detenute da familiari è una presunzione legale relativa. Per superarla non basta la residenza diversa, ma occorre provare l'effettiva autonomia economica e gestionale dell'investimento. La Corte ha stabilito che la norma ha finalità antielusiva e che il contribuente deve dimostrare l'origine delle fonti, il godimento dei guadagni e l'autonomia delle scelte di investimento. Rigettate anche le questioni di incostituzionalità del regime transitorio.
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Giurisdizione contributi previdenziali: decide il Lavoro
In un caso di conflitto di giurisdizione, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza a decidere sulle controversie relative a cartelle esattoriali per contributi previdenziali omessi spetta al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, e non alla giustizia tributaria. La decisione si fonda sulla natura del credito, che è previdenziale e non tributario, rendendo irrilevante lo strumento utilizzato per la riscossione. La suprema corte ha quindi affermato la giurisdizione contributi previdenziali del giudice del lavoro.
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Giurisdizione crediti tributari: Cassazione chiarisce
Una società cooperativa ha contestato un'intimazione di pagamento contenente sia crediti fiscali che previdenziali. La Corte di Cassazione, intervenendo sulla questione della giurisdizione per crediti tributari, ha stabilito una netta separazione delle competenze: le controversie sui debiti fiscali spettano al giudice tributario, mentre quelle sui debiti previdenziali al giudice ordinario (del lavoro). Viene esclusa qualsiasi 'vis attractiva' di una giurisdizione sull'altra, confermando il principio di inderogabilità.
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Insinuazione al passivo: basta l’estratto di ruolo
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. U, n. 34751 del 10/11/2021, la Corte ha risolto un contrasto sull'insinuazione al passivo dei crediti tributari e previdenziali. Si è stabilito che per ammettere il credito non è necessaria la notifica dell'avviso di accertamento esecutivo o dell'avviso di addebito, essendo sufficiente la produzione dell'estratto di ruolo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti previdenziali resta quinquennale anche se la cartella non è stata opposta.
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