Un Contribuente ha ricevuto un accertamento fiscale IRPEF per redditi non dichiarati, basato su informazioni della "Lista Falciani" ottenute tramite cooperazione internazionale. La lista indicava investimenti presso una banca svizzera. Il Contribuente ha impugnato l'accertamento, contestando l'utilizzabilità dei dati e invocando la preclusione da scudo fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha ribadito che i dati della "Lista Falciani" costituiscono un forte indizio di evasione, sufficiente a fondare una presunzione semplice, anche se acquisiti con modalità "irregolari". La Corte ha inoltre chiarito che la presunzione legale di cui all'art. 12, comma 2, D.L. n. 78/2009 non ha effetto retroattivo, ma l'accertamento era comunque valido.
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