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D.L. 34/2019

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78 provvedimenti

Agevolazioni fiscali imprese edilizie: no a SICAF
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha stabilito che una società di investimento a capitale fisso (SICAF) non può beneficiare delle agevolazioni fiscali per imprese edilizie, come le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa. Anche se la società effettua interventi di ristrutturazione, il suo oggetto sociale primario rimane l'investimento collettivo e non l'attività di costruzione. La Corte ha privilegiato un'interpretazione restrittiva della norma, negando l'estensione del beneficio fiscale.
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Difesa in giudizio Agenzia Entrate: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la difesa in giudizio Agenzia Entrate Riscossione tramite un avvocato del libero foro è valida nei giudizi di appello tributario. La Corte ha annullato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia per un presunto vizio di rappresentanza, chiarendo che le convenzioni esistenti consentono tale scelta senza la necessità di una delibera specifica. Il caso è stato rinviato per l'esame del merito.
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Rinuncia al ricorso tributario: la Cassazione chiarisce
Una società aveva impugnato due sentenze della Commissione Tributaria Regionale relative a una cartella di pagamento e a un preavviso di iscrizione ipotecaria. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla 'rottamazione-quater', un piano di definizione agevolata dei debiti tributari. Di conseguenza, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, ha riunito i procedimenti e li ha dichiarati estinti, stabilendo anche la compensazione delle spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Lavoratori impatriati: rimborso possibile senza richiesta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore rientrato in Italia, pur non avendo presentato la richiesta formale al datore di lavoro per l'agevolazione fiscale dei 'lavoratori impatriati', non perde il diritto al beneficio per le annualità antecedenti alle modifiche legislative che hanno introdotto un divieto esplicito. La Corte ha chiarito che i termini procedurali fissati dall'Agenzia delle Entrate non sono di decadenza, ma servono a regolare la fruizione del beneficio tramite il sostituto d'imposta. Pertanto, il contribuente può legittimamente agire con un'istanza di rimborso per recuperare le maggiori imposte versate, a patto di dimostrare la sussistenza dei requisiti sostanziali.
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Produzione documenti in appello tributario: la Cassazione
Una contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento. Dopo una vittoria in primo grado, la decisione è stata ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la legittimità dell'appello dell'Agenzia fiscale. I giudici hanno chiarito tre punti fondamentali: la tempestività dell'appello grazie alla sospensione dei termini, la validità della rappresentanza legale dell'Agenzia tramite avvocati del libero foro nel contenzioso tributario e, soprattutto, l'ammissibilità della produzione di nuovi documenti in appello, in deroga alle norme del processo civile.
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Notifica atti tributari: Cassazione chiarisce
Una società ha contestato un'intimazione di pagamento per oltre 1,4 milioni di euro, sostenendo l'invalidità delle notifiche sottostanti. La Corte di Cassazione ha stabilito che per la notifica di atti tributari effettuata dopo il 2006 a una persona diversa dal destinatario (come un familiare), l'invio della raccomandata informativa è un requisito essenziale. Poiché il giudice di merito non ha verificato questo adempimento cruciale per gli atti interruttivi della prescrizione, la Cassazione ha annullato la sentenza e disposto un nuovo esame del caso.
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Difesa Agenzia Entrate: Avvocato privato o dello Stato?
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla difesa dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'ordinanza stabilisce che, nei giudizi tributari di merito, l'Agenzia può avvalersi di avvocati del libero foro senza necessità di una delibera specifica, a differenza di quanto previsto per i giudizi in Cassazione, dove il patrocinio è riservato all'Avvocatura dello Stato, salvo eccezioni. Il ricorso della contribuente, basato sulla presunta nullità del mandato difensivo, è stato rigettato. La Corte ha inoltre dichiarato cessata la materia del contendere per alcune cartelle di importo inferiore a mille euro, annullate per legge.
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Notifica PEC indirizzi non pubblici: quando è valida?
Un ente locale ha contestato la validità di una notifica di cartella di pagamento ricevuta tramite PEC, sostenendo che sia l'indirizzo del mittente (Agente della Riscossione) sia quello del destinatario non fossero iscritti nei pubblici registri. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica PEC da indirizzi non pubblici è valida se raggiunge il suo scopo e non pregiudica il diritto di difesa del destinatario. La Corte ha sottolineato che la rigidità formale è richiesta principalmente per l'indirizzo del destinatario, non per quello del mittente.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia post rottamazione
Un contribuente impugna un estratto di ruolo. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce alla rottamazione-quater e rinuncia al giudizio. La Suprema Corte, accogliendo la richiesta, dichiara l'estinzione del giudizio e compensa le spese. La decisione sottolinea che la rinuncia in Cassazione è un atto unilaterale che determina la fine del processo, rendendo definitiva la sentenza precedente.
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Obbligo dichiarativo fallito: la Cassazione chiarisce
Un amministratore di una società, successivamente fallita, è stato condannato per omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali. L'imputato ha sostenuto che, a seguito del fallimento, l'obbligo fosse passato al curatore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sull'obbligo dichiarativo fallito: la responsabilità per i periodi d'imposta anteriori al fallimento rimane in capo a chi gestiva l'impresa in quel periodo, anche se la scadenza per la presentazione cade dopo la dichiarazione di fallimento.
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Dichiarazione d’intenti: sanzioni e favor rei
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25146/2025, ha stabilito che l'omessa trasmissione telematica della dichiarazione d'intenti da parte del fornitore non è una mera violazione formale e non è stata abolita dalle leggi successive. Sebbene l'obbligo sia passato al cliente, persiste l'illiceità della condotta passata. Tuttavia, in applicazione del principio del favor rei, deve essere applicata la sanzione più mite sopravvenuta, ovvero quella fissa introdotta dal D.Lgs. 158/2015, e non la precedente sanzione proporzionale. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Raddoppio termini accertamento: no per IRAP
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8700/2025, ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento non si applica all'IRAP, in quanto le violazioni relative a tale imposta non sono penalmente rilevanti. Il caso riguardava una complessa frode fiscale basata su fatture per operazioni parzialmente inesistenti. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su questo specifico punto, annullando la pretesa fiscale per l'IRAP per decorrenza dei termini, ma ha confermato la validità degli accertamenti per IRES e IVA, rigettando gli altri motivi di ricorso.
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Difesa erariale: ricorso nullo se l’Agenzia sbaglia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. La decisione non si basa sul merito della questione tributaria (prescrizione dei crediti), ma su un vizio procedurale decisivo: la violazione delle norme sulla difesa erariale. L'Agenzia, infatti, era rappresentata da un avvocato del libero foro anziché dall'Avvocatura dello Stato, come previsto per i giudizi di legittimità, senza aver provato la sussistenza delle necessarie condizioni di deroga.
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Patrocinio Agenzia Entrate: quando è invalido
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile il ricorso di un contribuente per mancato deposito e inammissibile il controricorso dell'Ente di Riscossione. La decisione chiarisce che il patrocinio dell'Agenzia Entrate in Cassazione spetta all'Avvocatura dello Stato, e la nomina di un avvocato privato, in assenza delle eccezioni previste, rende la procura invalida e l'atto inammissibile.
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Patrocinio ente riscossione: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena validità del patrocinio dell'ente riscossione tramite avvocati del libero foro nei contenziosi tributari. La controversia nasceva da un avviso di pagamento impugnato da un contribuente. La corte d'appello aveva annullato l'atto dell'ente di riscossione, ritenendo invalida la sua costituzione in giudizio perché non assistito dall'Avvocatura dello Stato. La Suprema Corte ha ribaltato questa decisione, chiarendo che la normativa vigente e le convenzioni specifiche esonerano l'ente dall'avvalersi dell'Avvocatura erariale per i giudizi davanti alle corti di giustizia tributaria. Di conseguenza, il ricorso a legali esterni è pienamente legittimo.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente impugna delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), dichiara il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora permessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e "qualificato", condizione non soddisfatta nel caso di specie. Di conseguenza, la Corte annulla la sentenza d'appello senza rinvio, poiché l'azione non poteva essere proposta.
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Prescrizione contributi: no a 10 anni senza sentenza
L'Ente di riscossione ha impugnato una decisione che confermava la prescrizione contributi previdenziali in cinque anni, sostenendo l'applicazione del termine decennale a seguito della notifica della cartella esattoriale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso la questione alla Sezione Lavoro, senza decidere nel merito, per approfondire sia la durata della prescrizione che una questione preliminare sulla rappresentanza legale del nuovo Ente di riscossione.
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Difesa in giudizio Agenzia Riscossione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul merito di un ricorso riguardante la prescrizione di cartelle esattoriali per affrontare una questione preliminare cruciale: le modalità di difesa in giudizio dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Invece di decidere se la prescrizione fosse quinquennale o decennale, la Corte ha ritenuto necessario un pronunciamento sulla possibilità per l'ente di avvalersi di avvocati del libero foro anziché dell'Avvocatura dello Stato, rimettendo la trattazione del caso a un'altra sezione per una decisione in pubblica udienza.
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