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D.L. 34/2019

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78 provvedimenti

Rottamazione-ter: no alla cessazione del contendere senza pagamenti
Un'azienda aderisce alla 'rottamazione-ter' per i suoi debiti fiscali ma non paga tutte le rate. La Commissione Tributaria dichiara erroneamente la cessazione materia del contendere, ritenendo sufficiente la sola adesione. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: per la cessazione materia del contendere non basta aderire alla definizione agevolata, ma è indispensabile fornire la prova del pagamento integrale di tutte le somme dovute. In assenza di tale prova, la rottamazione è inefficace e il processo deve continuare.
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Errore IVA: Rideterminazione sanzione tributaria da 490mila a 250€
Un'azienda si vede infliggere una sanzione di quasi 500.000 euro per aver erroneamente detratto l'IVA su un'operazione non imponibile. I giudici tributari accolgono la richiesta dell'azienda di applicare una legge successiva più favorevole, che prevede una sanzione massima di 10.000 euro. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione contro questa decisione. La Suprema Corte, tuttavia, non decide subito sul merito della rideterminazione sanzione tributaria, ma sospende il giudizio per permettere all'azienda di valutare l'adesione a una definizione agevolata (pace fiscale). La questione sulla sanzione resta quindi in sospeso.
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Dichiarazione d’intento: sanzioni e favor rei
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società sanzionata per l'omesso invio della dichiarazione d'intento relativa a operazioni in sospensione d'imposta. Il nucleo della controversia riguarda l'applicazione del principio del favor rei a seguito della successione di leggi nel tempo. Mentre originariamente la sanzione era proporzionale all'imposta (dal 100% al 200%), il D.Lgs. 158/2015 ha introdotto una sanzione fissa molto più lieve (da 250 a 2.000 euro). Gli Ermellini hanno stabilito che, non essendo il provvedimento ancora definitivo, il contribuente ha diritto all'applicazione della sanzione fissa più favorevole, cassando la decisione precedente che aveva confermato la sanzione proporzionale.
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Patrocinio legale ADER: validi gli avvocati privati
L'Agenzia delle Entrate Riscossione ha impugnato una sentenza della CTR che dichiarava inammissibile il suo appello poiché presentato tramite un avvocato del libero foro anziché dall'Avvocatura dello Stato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il patrocinio legale ADER può essere affidato a professionisti privati senza necessità di specifiche delibere o documentazioni aggiuntive, specialmente nel contenzioso tributario, in virtù della convenzione esistente tra l'ente e l'Avvocatura erariale. La decisione ribadisce che la scelta del difensore rientra in un automatismo procedurale che non richiede prove documentali separate in ogni grado di giudizio, confermando la validità del patrocinio legale ADER esercitato da legali esterni.
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Ravvedimento operoso: le regole per il calcolo parziale
La Corte di Cassazione ha esaminato la validità del ravvedimento operoso in relazione al pagamento frazionato di rate derivanti da un avviso di irregolarità. Una società di servizi aveva impugnato una cartella di pagamento per sanzioni, sostenendo di aver correttamente usufruito della riduzione sanzionatoria. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene l'ordinamento permetta il ravvedimento parziale, il perfezionamento della procedura richiede il versamento integrale di imposta, interessi e sanzioni per la quota parte identificata. Nel caso di specie, il ritardo nel versamento delle sanzioni oltre i termini previsti ha determinato l'errore di diritto della sentenza di merito, che aveva concesso una riduzione non spettante.
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Stralcio cartelle esattoriali: annullamento automatico.
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa alla tassa rifiuti per un importo inferiore a mille euro. Durante il giudizio di legittimità, è intervenuta la normativa sullo stralcio cartelle esattoriali che prevede l'annullamento automatico dei debiti residui fino a 1.000 euro affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2010. La Suprema Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere, confermando che l'annullamento opera di diritto senza necessità di ulteriori provvedimenti amministrativi, estinguendo la pretesa tributaria oggetto della causa.
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Notifica PEC: validità e indirizzi non in elenco
Una società immobiliare ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria basata su cartelle esattoriali asseritamente mai ricevute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità della Notifica PEC effettuata dall'Agente della Riscossione. I giudici hanno stabilito che la notifica è valida anche se l'indirizzo del mittente non è presente nei pubblici elenchi, purché sia istituzionale e riconducibile all'ente. È stata inoltre confermata la legittimità della difesa dell'ente tramite avvocati del libero foro e l'obbligo di specificità dei motivi di ricorso.
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Liquidazione giudiziaria società cancellata: guida
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della liquidazione giudiziaria società cancellata dal registro delle imprese entro l'anno, validando le procure rilasciate a legali privati dall'ente di riscossione e chiarendo l'interesse ad agire del fisco nonostante le tutele tributarie quinquennali.
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Patrocinio ente riscossione: sì all’avvocato privato
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità del patrocinio ente riscossione a mezzo di avvocati del libero foro. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia, ritenendo erroneamente che non potesse avvalersi di un legale privato. La questione è stata rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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Termine dilatorio: Cassazione annulla recupero credito
Una società si è vista annullare un atto di recupero di un credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non ha rispettato il termine dilatorio di 60 giorni tra la data della verifica e la notifica dell'atto, rendendolo illegittimo. La decisione sottolinea l'importanza inderogabile delle garanzie procedurali a tutela del contribuente, anche in assenza di contestazioni sul merito della pretesa fiscale.
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Rottamazione debiti: non basta per evitare il fallimento
Un imprenditore individuale, dichiarato fallito su istanza di un dipendente, ha impugnato la decisione sostenendo che l'adesione alla rottamazione dei debiti fiscali dimostrasse la sua solvibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la rottamazione debiti, pur essendo un elemento da considerare, non esclude di per sé lo stato di insolvenza. La valutazione deve essere complessiva, tenendo conto di tutti i debiti residui e della capacità dell'impresa di farvi fronte regolarmente. La Corte ha anche respinto le censure procedurali, affermando che il diritto di difesa non era stato violato grazie alla natura pienamente devolutiva del reclamo in appello.
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Canoni non percepiti: quando non si pagano le tasse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28742/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione dei canoni non percepiti. È stato chiarito che per le locazioni a uso diverso dall'abitativo, il locatore non è tenuto a dichiarare e pagare le imposte sui canoni di locazione maturati dopo la data del provvedimento giudiziale di convalida dello sfratto per morosità. Da quel momento, il contratto si intende risolto e le somme eventualmente dovute dal conduttore non sono più considerate canoni, bensì un risarcimento del danno, che non concorre a formare il reddito fondiario imponibile.
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Difesa dell’Agenzia Entrate: quando è nulla la procura?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Ente di Riscossione per un vizio di rappresentanza. Al centro della vicenda vi è il principio della difesa dell'Agenzia delle Entrate, che nei giudizi di legittimità deve essere assunta dall'Avvocatura dello Stato, salvo specifiche e motivate eccezioni. In assenza di prova di tali deroghe, la procura conferita a un avvocato del libero foro è considerata invalida, portando all'inammissibilità del ricorso senza esame nel merito.
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Iscrizione ipotecaria: ricorso respinto dalla Cassazione
Un contribuente ha impugnato una iscrizione ipotecaria sui propri beni, lamentando vizi di notifica delle cartelle esattoriali e l'illegittimità dell'azione dell'Agenzia della Riscossione. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso, stabilendo che le istanze di sospensione e le querele di falso devono rispettare requisiti di forma e autosufficienza molto stringenti. La Corte ha inoltre confermato la piena legittimità per l'Agenzia di avvalersi di avvocati del libero foro per la propria difesa in giudizio.
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Rinnovazione notificazione: appello inammissibile
Un Ente della Riscossione ha impugnato una sentenza tributaria. La Cassazione ha ordinato la rinnovazione della notificazione del ricorso alla controparte. Poiché l'ente non ha adempiuto all'ordine, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la gravità di tale omissione procedurale. La questione centrale è l'effetto della mancata rinnovazione notificazione.
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Detrazione IVA terzo: la Cassazione nega il diritto
Una società di costruzioni si è vista negare il diritto al rimborso e alla detrazione IVA relativa a un'operazione di permuta immobiliare a cui non aveva preso parte formalmente, pur essendone la beneficiaria economica. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22062/2024, ha stabilito che la qualifica di "terzo profittante" impedisce l'esercizio del diritto alla detrazione IVA, in quanto tale diritto spetta esclusivamente ai soggetti che sono parti formali del contratto imponibile. La Corte ha sottolineato che la forma giuridica del contratto prevale sulla sostanza economica, respingendo le richieste della società.
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Detrazione IVA immobili: le regole della Cassazione
Una società si vede negare la detrazione IVA immobili su quattro acquisti. La Cassazione interviene, rigettando il ricorso principale della società e accogliendo parzialmente quello dell'Agenzia delle Entrate. L'ordinanza chiarisce la differenza tra beni strumentali (esenti IVA) e beni in costruzione (soggetti a IVA), e sottolinea l'errore del giudice di merito che non ha valutato la contestata inesistenza di una delle operazioni.
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Difesa in giudizio ADER: la Cassazione fa chiarezza
L'Agente della Riscossione ha la facoltà di scegliere se essere rappresentato dall'Avvocatura dello Stato o da avvocati esterni. Una recente ordinanza della Cassazione ha ribaltato la decisione di una Corte di Giustizia Tributaria che aveva dichiarato inammissibile un appello per difetto di rappresentanza, chiarendo che la scelta dell'avvocato esterno è legittima. La questione verte sulla corretta interpretazione delle norme sulla difesa in giudizio ADER.
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Rimborso lavoratori impatriati: sì con richiesta tardiva
Un lavoratore ha richiesto il beneficio fiscale per impatriati per anni pregressi tramite una dichiarazione tardiva. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, stabilendo che, in assenza di una norma specifica sulla decadenza (per i fatti antecedenti al 2019), il diritto al rimborso lavoratori impatriati sussiste e può essere esercitato con un'istanza diretta, anche se sono stati saltati i termini per la richiesta al datore di lavoro.
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Annullamento ex lege: debiti fiscali cancellati
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per un debito ICI inferiore a 800 euro. Durante il processo in Cassazione, è intervenuta una nuova normativa che ha disposto l'annullamento ex lege per i debiti di modesto importo. La Corte Suprema ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, stabilendo che la cancellazione del debito per legge estingue automaticamente il processo, senza necessità di attendere atti formali dall'agente della riscossione.
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