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D.L. 18/2020 — Sezione Seconda Civile

27 provvedimenti

Altri anni per D.L. 18/2020

Termine per il ricorso in Cassazione: chi ritarda paga le spese
Un agente commerciale ha promosso causa contro la società preponente per ottenere provvigioni arretrate e indennità di fine rapporto. Dopo il giudizio d'appello, l'agente ha impugnato la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la notifica dell'impugnazione è avvenuta ben oltre il termine per il ricorso in Cassazione di sessanta giorni dalla notifica della sentenza di secondo grado via PEC. Anche calcolando la sospensione straordinaria dei termini processuali prevista durante l'emergenza pandemica, la scadenza massima era fissata al 9 giugno 2020, mentre il ricorso è stato notificato solo a ottobre 2020. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, condannando l'agente al pagamento delle spese legali e al raddoppio del contributo unificato in favore della preponente.
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Sospensione Termini COVID: Cassazione Ribalta la Tesi sull’Equa Riparazione
Un'Azienda ha chiesto l'equa riparazione per la durata eccessiva di un processo amministrativo. La Corte d'Appello ha dichiarato il ricorso tardivo, interpretando restrittivamente la sospensione dei termini processuali COVID-19. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che la sospensione dei termini per l'emergenza COVID-19 era più ampia e si applicava anche ai ricorsi per Cassazione contro sentenze amministrative, rendendo il ricorso per equa riparazione tempestivo. La Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Diritto di difesa scritta: Cassazione annulla maxi-sanzione Consob
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione milionaria della Consob per un vizio procedurale. Un manager era stato multato per offerta abusiva di prodotti finanziari. Durante il processo d'appello, svoltosi con rito cartolare a causa della pandemia, il giudice aveva limitato le memorie difensive a una sola pagina e alle sole conclusioni. La Cassazione ha stabilito che questa restrizione viola il diritto di difesa nella trattazione scritta. Tale modalità deve infatti garantire le stesse facoltà argomentative dell'udienza orale. La sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato, garantendo una difesa completa.
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Proroga Permessi ZTL: Dimenticanza Salva, 29 Multe Annullate
Un'automobilista riceve 29 multe per accesso in ZTL con permesso scaduto. La Corte di Cassazione ha annullato tutte le sanzioni perché una legge emanata per l'emergenza Covid (D.L. 18/2020) aveva stabilito una proroga permessi ZTL automatica e retroattiva. Sebbene la legge fosse successiva ai fatti, ha reso valido il permesso dell'automobilista nel periodo delle infrazioni, facendo così venir meno il presupposto stesso della violazione. La Corte ha chiarito che la norma agiva sulla durata del permesso e non sulla sanzione, rispettando i principi generali del diritto. Di conseguenza, l'automobilista ha vinto la causa e le multe sono state cancellate.
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Equa riparazione: calcolo durata e rinvii avvocati
Un cittadino ha richiesto l'equa riparazione per la durata eccessiva di un processo penale in cui era parte civile. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che i rinvii causati dall'astensione dei difensori e dall'emergenza Covid-19 devono essere sottratti dal calcolo totale. Inoltre, per la parte civile, il termine di durata ragionevole inizia a decorrere solo dalla costituzione in giudizio e non dalla presentazione della denuncia-querela.
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Equa riparazione: termini e sospensione COVID
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino che chiedeva l'equa riparazione per un fallimento durato oltre trent'anni. La Corte d'Appello aveva inizialmente rigettato la domanda considerandola tardiva, ma la Suprema Corte ha stabilito che il termine di sei mesi per la richiesta è stato prorogato dalla sospensione straordinaria per l'emergenza COVID-19. Il calcolo corretto del termine di decadenza deve tenere conto del deposito del decreto di chiusura e delle tutele eccezionali previste dal legislatore durante la pandemia.
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Sanzione assicurazione scaduta: guida al calcolo.
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione della sanzione assicurazione scaduta in presenza di proroghe emergenziali. Un automobilista era stato multato nonostante avesse rinnovato la polizza entro 15 giorni dalla scadenza legale, prorogata per l'emergenza sanitaria. La Corte ha stabilito che il rinnovo tempestivo entro i termini di tolleranza dà diritto alla riduzione della sanzione alla metà, come previsto dal regime premiale del Codice della Strada.
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Rimessione in termini: lutto e Covid non scusano
Una società di ristorazione ha impugnato tardivamente numerose multe per violazioni al Codice della Strada, chiedendo la rimessione in termini. Le giustificazioni addotte erano la chiusura dell'attività a causa della pandemia e un grave lutto che aveva colpito l'amministratore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tali eventi non costituiscono una causa non imputabile che impedisca di controllare la posta elettronica certificata (PEC), mezzo con cui erano state notificate le sanzioni. L'opposizione è stata quindi considerata tardiva.
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Errore di fatto: Cassazione revoca la sua decisione
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente ordinanza a causa di un palese errore di fatto relativo alla data di un'udienza. La sentenza d'appello originale è stata dichiarata nulla perché l'udienza era stata anticipata senza informare una delle parti, violandone il diritto di difesa. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio, sottolineando come un errore di percezione sui fatti processuali possa portare all'annullamento di decisioni definitive.
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Sospensione termini processuali: Cassazione su COVID
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'importanza della corretta applicazione della sospensione termini processuali straordinaria, introdotta per l'emergenza COVID-19. La Corte ha annullato una decisione d'appello che aveva erroneamente dichiarato un'impugnazione tardiva, omettendo di considerare il periodo di sospensione legale. Il caso riguardava una controversia su un contratto preliminare immobiliare ed è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Sospensione termini processuali COVID: appello salvo
Una cittadina si vede dichiarare inammissibile l'appello perché depositato oltre i sei mesi. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che la Corte d'Appello ha errato nel non applicare la sospensione termini processuali prevista dalla normativa emergenziale COVID-19. Il corretto calcolo del periodo di sospensione ha reso l'appello tempestivo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione nel merito.
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Opposizione atti esecutivi: termini e specificità
Un contribuente si oppone a degli estratti di ruolo per multe non pagate, lamentando la mancata notifica delle cartelle. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, sottolineando che l'opposizione atti esecutivi per vizi di notifica va proposta entro 20 giorni dalla conoscenza dell'atto. Viene inoltre ribadita la necessità di specificità e chiarezza nei motivi di ricorso, pena l'inammissibilità.
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Equa riparazione: quando scatta il termine di 6 mesi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14620/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul termine per richiedere l'equa riparazione per l'irragionevole durata di un processo. Il termine di sei mesi non decorre dalla semplice pubblicazione della sentenza che definisce il giudizio, ma dal momento in cui tale sentenza diventa definitiva e inappellabile. Nel caso specifico, la Corte ha chiarito che bisogna aggiungere i 60 giorni per un eventuale ricorso in Cassazione prima di far partire il conteggio dei sei mesi per la domanda di equa riparazione, accogliendo così il ricorso di un'associazione.
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Termine decadenza equa riparazione: calcolo corretto
La Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo del termine di decadenza per la richiesta di equa riparazione per irragionevole durata del processo. Un cittadino aveva richiesto un indennizzo, ma il Ministero della Giustizia ne eccepiva la tardività. La Corte d'Appello aveva dato ragione al cittadino, sommando erroneamente la sospensione COVID e quella feriale. La Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, stabilendo che il calcolo corretto delle sospensioni rendeva la domanda tardiva. Di conseguenza, il decreto è stato cassato senza rinvio, negando il diritto all'indennizzo.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato la nullità di un contratto preliminare. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso è stato presentato oltre i termini di legge, configurandosi come un ricorso tardivo. La Corte chiarisce che la successiva ordinanza di correzione della sentenza impugnata non riapre i termini per l'impugnazione sulle parti non oggetto della correzione stessa.
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Responsabilità proprietario veicolo e colpa presunta
Un proprietario di un veicolo ha ricevuto una multa come corresponsabile per un'infrazione commessa dal conducente. L'uomo ha fatto ricorso sostenendo di non sapere che la patente del conducente fosse sospesa. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del proprietario del veicolo, chiarendo che per evitare la sanzione, il proprietario deve dimostrare che il veicolo è stato utilizzato contro la sua volontà, e non è sufficiente la semplice ignoranza. La Corte ha solo parzialmente accolto il ricorso, riducendo l'importo delle spese legali liquidate in precedenza.
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Fattura commerciale: prova piena del contratto tra imprese
Una società di riciclaggio ha contestato il mancato pagamento per servizi di selezione di materiale, la cui esistenza era supportata da una fattura commerciale. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una fattura commerciale, se accettata e registrata nelle scritture contabili del debitore senza contestazioni, costituisce piena prova dell'esistenza del contratto tra imprenditori. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Onere della prova: a chi spetta provare la notifica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27760/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di opposizione a ordinanza ingiunzione. Se la Pubblica Amministrazione eccepisce la tardività del ricorso del cittadino, spetta alla stessa P.A. fornire la prova della data di notifica dell'atto, producendo la cartolina di ritorno. La Corte ha ribaltato la decisione del Tribunale che aveva erroneamente posto tale onere della prova a carico del cittadino, applicando il principio di vicinanza della prova.
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Ricorso improcedibile: l’onere di deposito sentenza
Una società di costruzioni ha impugnato una condanna al risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile perché la società non ha depositato la copia notificata della sentenza d'appello, un adempimento formale obbligatorio. L'ordinanza sottolinea come questo onere sia cruciale per verificare la tempestività dell'impugnazione, confermando inoltre che il ricorso era stato presentato tardivamente.
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Istanze istruttorie: quando si considerano abbandonate?
Un soggetto chiedeva il riconoscimento della proprietà di un fondo per usucapione. La Corte d'Appello rigettava la domanda, ritenendo le istanze istruttorie del richiedente abbandonate perché non reiterate nelle conclusioni. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la rinuncia alle istanze istruttorie non può essere presunta dalla semplice omissione, ma deve emergere da una volontà inequivocabile della parte, che il giudice di merito ha il dovere di accertare. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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