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D.L. 119/2018

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1187 provvedimenti

Estinzione del giudizio per definizione agevolata: il caso
Un gruppo societario ha impugnato un avviso di accertamento IRES. Durante il contenzioso, le società hanno aderito con successo a una definizione agevolata, versando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché la procedura di sanatoria era stata completata e nessuna delle parti aveva richiesto la prosecuzione del processo entro i termini di legge.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Un lungo contenzioso tributario tra un istituto di credito e l'Amministrazione Finanziaria, relativo all'esenzione da IRPEG e ILOR per l'anno 1986, si è concluso in Cassazione non con una decisione sul merito, ma con la dichiarazione di estinzione del giudizio. La banca contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, presentando la documentazione del pagamento e chiudendo così definitivamente la lite pendente.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver aderito alla definizione agevolata, ottiene l'estinzione del giudizio tributario in Cassazione. La Corte ha applicato la norma che prevede l'estinzione se, dopo la comunicazione dell'istanza di definizione agevolata, nessuna delle parti chiede la trattazione della causa.
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Estinzione giudizio tributario per definizione agevolata
Un Ente Locale ha impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa a un avviso di accertamento ICI. La società contribuente, nel corso del giudizio, ha aderito alla definizione agevolata, versando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del versamento e della domanda, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: esclusa se l’Ente non è parte
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17494/2024, ha stabilito che la definizione agevolata delle liti pendenti è inapplicabile se nel giudizio è parte solo l'Agente della riscossione e non l'ente impositore (es. Agenzia delle Dogane). Il caso riguardava un'intimazione di pagamento per accise del 2005. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente sulla definizione agevolata, ma ha accolto quello dell'Agente della riscossione, cassando la sentenza di merito per "motivazione apparente" e rinviando il caso a un nuovo esame.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società, coinvolta in un contenzioso per dazi antidumping non versati, ha utilizzato la procedura di definizione agevolata per saldare il proprio debito. La Corte di Cassazione, constatato il completamento del piano di pagamento rateale e l'assenza di opposizioni da parte dell'autorità fiscale, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che l'adesione a tali procedure risolve integralmente la controversia, comprese le sanzioni accessorie.
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Estinzione del processo tributario: il caso risolto
Una controversia fiscale su una donazione indiretta, giunta in Cassazione, si conclude con l'estinzione del processo tributario. La decisione segue l'adesione dei contribuenti a una definizione agevolata della lite, con il conseguente pagamento del debito. La Corte Suprema prende atto della cessata materia del contendere e dichiara estinto il giudizio, compensando le spese.
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Definizione agevolata: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tributario in seguito alla definizione agevolata della lite da parte dei contribuenti. La Corte ha chiarito che, in caso di cessata materia del contendere per avvenuta transazione, non è dovuto il pagamento del 'doppio contributo unificato', poiché questa è una misura sanzionatoria applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso e non può essere interpretata estensivamente.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento sintetico per un presunto incremento patrimoniale non dichiarato. Durante il giudizio in Cassazione, il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari ("rottamazione-ter"). La Corte, presa visione della documentazione e dell'assenza di contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza decidere nel merito della controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento sintetico fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari (cd. 'rottamazione-ter'). Avendo fornito la prova del buon esito della procedura, e in assenza di contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Atto impositivo: Cassazione alla pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a una pubblica udienza la decisione su un caso riguardante la definizione di atto impositivo. La questione centrale è stabilire se un avviso di accertamento che si limita a disconoscere un'agevolazione fiscale, senza quantificare imposte o sanzioni, possa essere considerato un vero e proprio atto impositivo ai fini della sospensione dei termini processuali previsti dalla 'pace fiscale'. Data la rilevanza della questione e l'assenza di precedenti specifici, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento prima di emettere una pronuncia definitiva.
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Definizione agevolata estingue il processo tributario
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso fiscale per IRPEF, IRAP e IVA fino alla Corte di Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, poiché la controversia era stata risolta tramite la procedura di sanatoria. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Estinzione Giudizio Tributario: Amnistia e Conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario relativo a un avviso di accertamento per presunti utili non dichiarati di una società a ristretta base. La decisione non entra nel merito della questione, ma prende atto della regolare adesione della contribuente a una procedura di definizione agevolata (condono), che ha determinato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla lite tra la cittadina e l'Agenzia delle Entrate.
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Estinzione Giudizio Tributario: l’effetto del condono
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. Un professionista aveva impugnato un avviso di accertamento e, durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata, versando integralmente l'importo dovuto. La Corte ha rilevato che, a seguito del pagamento e della mancata richiesta di trattazione da parte delle parti entro i termini di legge, il processo si è estinto automaticamente, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Responsabilità amministratori associazioni: la Cassazione
Un'associazione sportiva dilettantistica, ritenuta dall'Agenzia delle Entrate un ente commerciale di fatto, è stata oggetto di un accertamento fiscale. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto nei confronti degli amministratori, ritenendo non provata la loro attività negoziale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio chiave sulla responsabilità degli amministratori di associazioni: per i debiti tributari, che sorgono "ex lege", la responsabilità solidale deriva direttamente dal ruolo di gestione e direzione ricoperto, senza la necessità di provare atti specifici. La sentenza chiarisce quindi che la carica di presidente o consigliere, implicando la direzione dell'ente, fonda la responsabilità personale e solidale per le obbligazioni fiscali.
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Definizione agevolata liti: la Cassazione chiude il caso
Un'impresa aveva ricevuto una cartella di pagamento dopo aver presentato una dichiarazione integrativa per usufruire di un beneficio fiscale su impianti fotovoltaici. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, senza pronunciarsi nel merito delle questioni sollevate.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della domanda di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione su un immobile di edilizia convenzionata. La Corte stabilisce che, in pendenza di una causa per la restituzione della somma pagata in eccesso dall'acquirente, la richiesta di affrancazione da parte del venditore non rende il giudizio improcedibile, ma ne determina la sospensione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente dichiarato l'improseguibilità dell'azione, e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
Una società ha impugnato una decisione tributaria. Durante il procedimento in Corte di Cassazione, ha aderito con successo a una procedura di definizione agevolata, saldando il proprio debito. L'Amministrazione Finanziaria non si è opposta. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Affrancazione prezzo massimo: estingue il rimborso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il completamento della procedura di affrancazione del prezzo massimo di cessione, anche se avvenuto durante il processo, estingue il diritto dell'acquirente di ottenere il rimborso della somma pagata in eccesso. La Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a causa di questo fatto sopravvenuto, ma ha condannato i venditori a pagare le spese legali basandosi sul principio della soccombenza virtuale, poiché l'acquirente avrebbe vinto la causa in assenza dell'affrancazione.
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Onere della prova: Cassazione su operazioni inesistenti
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società di costruzioni e ai suoi soci la deducibilità di costi per operazioni ritenute inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando le sentenze di merito. La Corte ha ritenuto che il contribuente avesse fornito prove adeguate (pagamenti tracciabili, perizie, contabilità regolare) per dimostrare la realtà delle operazioni, superando le presunzioni dell'ufficio. Il caso evidenzia l'importanza del corretto riparto dell'onere della prova in materia tributaria. Il procedimento verso i soci è stato invece dichiarato estinto per adesione a definizione agevolata.
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