LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. 119/2018

Pagina 46 di 40

1187 provvedimenti

Estinzione del giudizio per rottamazione: il caso
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso tributario per avvisi di accertamento IRPEF, ha ottenuto l'estinzione del giudizio pendente in Cassazione aderendo alla c.d. "rottamazione quater". La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, ritenendo tempestivo il pagamento della prima rata effettuato entro il termine di tolleranza di cinque giorni, nonostante le obiezioni iniziali del Pubblico Ministero. La decisione conferma che l'adesione a una definizione agevolata, perfezionata con il pagamento, prevale sul merito della controversia, terminando il procedimento legale.
Continua »
Rottamazione quater: estinzione del giudizio tributario
Un contribuente, socio di una società a ristretta base partecipativa, impugnava un avviso di accertamento per maggiore IRPEF. Durante il giudizio in Cassazione, aderiva alla rottamazione quater. La Corte, ritenendo tempestivo il pagamento della prima rata grazie alla proroga per scadenza festiva, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia della definizione agevolata nel chiudere le liti pendenti.
Continua »
Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Un contribuente, co-obbligato con una società installatrice di apparecchi da gioco, ha impugnato un avviso di accertamento fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, il ricorrente ha aderito a una definizione agevolata, rinunciando al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti proprio in virtù dell'adesione del contribuente alla procedura di sanatoria fiscale.
Continua »
Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
Un contribuente, durante un ricorso in Cassazione per un accertamento fiscale basato su redditometro, aderisce alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Avendo presentato la domanda e pagato la prima rata entro i termini, e data l'assenza di un diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate e di un'istanza di prosecuzione del processo, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio. Viene chiarito che per l'estinzione è sufficiente il perfezionamento della procedura, non il pagamento integrale del debito.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale. Dopo un iter giudiziario che la vedeva soccombente in appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del processo, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver impugnato degli avvisi di accertamento fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che, in questi casi, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché la chiusura del contenzioso deriva da una norma sopravvenuta e non dall'esito del ricorso.
Continua »
Error in procedendo: quando è nullo l’appello?
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un contribuente contro l'INPS. I motivi sulla rottamazione delle cartelle sono inammissibili per violazione del principio di autosufficienza, mentre l'eccezione di error in procedendo viene respinta perché non è stato dimostrato un pregiudizio concreto derivante dalla presunta violazione processuale.
Continua »
Giurisdizione giudice tributario su pignoramento
Un erede ha impugnato un pignoramento fiscale sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento originarie. La Commissione Tributaria Regionale aveva declinato la propria giurisdizione a favore del giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando la giurisdizione del giudice tributario. Secondo la Corte, quando l'atto esecutivo è il primo atto con cui il contribuente viene a conoscenza della pretesa fiscale, l'impugnazione riguarda il diritto a procedere alla riscossione, materia di competenza delle corti tributarie.
Continua »
Prescrizione cartelle: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22689/2024, ha rigettato il ricorso di una contribuente, chiarendo importanti principi sulla prescrizione delle cartelle esattoriali non impugnate. La Corte ha stabilito che la mancata opposizione non converte automaticamente il termine di prescrizione in quello ordinario decennale. Al contrario, si applica il termine specifico previsto per ciascun tributo (es. triennale per il bollo auto, decennale per i tributi erariali), che decorre nuovamente dalla data di notifica della cartella. L'ordinanza ha inoltre confermato la validità della costituzione in giudizio dell'Agente della riscossione tramite avvocati del libero foro.
Continua »
Costi non deducibili: la Cassazione e la sovrafatturazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22572/2024, ha rigettato il ricorso di una società di trasporti contro un avviso di accertamento che contestava la deducibilità di costi derivanti da una consociata slovacca. La Corte ha ritenuto che la decisione dei giudici di merito fosse correttamente fondata su indizi di sovrafatturazione, rendendo irrilevanti le questioni sollevate dalla società circa l'esterovestizione e il transfer pricing. Di conseguenza, i costi sono stati confermati come non deducibili. Il giudizio per i soci è stato invece dichiarato estinto a seguito di definizione agevolata della lite.
Continua »
Motivazione per relationem: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione. L'organo di appello aveva confermato la decisione di primo grado con una motivazione per relationem, senza però analizzare criticamente i motivi specifici sollevati dall'Agenzia Fiscale nel suo appello incidentale. Secondo la Suprema Corte, tale approccio si traduce in una motivazione apparente, che viola l'obbligo del giudice di esporre le ragioni della propria decisione. Il caso riguardava il calcolo di un'agevolazione fiscale per investimenti ambientali.
Continua »
Rinuncia al ricorso: cosa succede se la rottamazione fallisce?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un caso riguardante la validità di una rinuncia al ricorso presentata da un contribuente per accedere a una definizione agevolata, poi risultata non perfezionata. La questione centrale è se la rinuncia, subordinata al successo della rottamazione, perda efficacia in caso di fallimento della procedura.
Continua »
Costi bene strumentale: quando sono deducibili?
Una società nautica ha contestato un avviso di accertamento che negava la deducibilità dei costi di leasing e gestione di uno yacht, ritenuto non strumentale all'attività d'impresa. Dopo la conferma della decisione nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Tuttavia, il procedimento è stato dichiarato estinto prima della decisione finale, poiché la società ha aderito con successo a una definizione agevolata dei carichi fiscali, ponendo fine alla controversia. La questione centrale del contendere verteva sulla corretta qualificazione dei costi del bene strumentale.
Continua »
Sospensione giudizio tributario per rottamazione
La Corte di Cassazione ha disposto la sospensione di un giudizio tributario relativo a una cartella di pagamento per IRAP e IVA. La decisione è stata presa in seguito all'adesione del contribuente alla "Rottamazione quater". In base alla normativa sulla definizione agevolata, i procedimenti giudiziari pendenti vengono sospesi. La Corte ha quindi rinviato la causa, attendendo l'esito della procedura di rottamazione, e fissando un termine per la sospensione al 30 novembre 2027.
Continua »
Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Una società, in lite con l'Agenzia delle Entrate per avvisi di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi erariali durante il processo in Cassazione. L'Amministrazione finanziaria ha quindi chiesto di chiudere il caso. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, dichiarando l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere e compensando le spese legali tra le parti.
Continua »
Deposito telematico tardivo: negato l’errore scusabile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente, confermando l'inammissibilità di un appello a causa di un deposito telematico tardivo. La Corte ha chiarito che la sola ricevuta di 'presa in carico' non perfeziona il deposito. È dovere del difensore verificare l'effettiva iscrizione a ruolo, la cui assenza per negligenza esclude l'applicazione dell'errore scusabile e della remissione in termini.
Continua »
Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria, sostenendo la prescrizione dei crediti tributari sottostanti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23099/2024, ha accolto il ricorso, chiarendo la differente durata della prescrizione per le varie componenti del debito. È stato stabilito che, in assenza di una sentenza passata in giudicato, si applica la prescrizione decennale per i tributi, ma quella quinquennale sia per le sanzioni che per gli interessi. La sentenza del giudice di merito, che aveva erroneamente applicato il termine unico decennale, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Deposito fiscale virtuale: sanzioni e rinvio
Una società di logistica ha contestato sanzioni per l'uso irregolare di un deposito fiscale virtuale. Sebbene gli avvisi di accertamento IVA fossero stati annullati, la Cassazione aveva confermato la debenza di una sanzione per il ritardo. Nel successivo giudizio di rinvio, il giudice di merito ha errato, dichiarando inammissibile il ricorso originario. La Suprema Corte ha cassato questa decisione, stabilendo che il giudice del rinvio deve limitarsi a rideterminare la sanzione secondo il principio di proporzionalità, senza poter riesaminare questioni già decise.
Continua »
Definizione agevolata liti: estinzione del processo
Un contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento basato su documentazione extracontabile, ha aderito alla definizione agevolata liti pendenti. La Corte di Cassazione, una volta ricevuto atto del completo pagamento delle somme dovute, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando l'efficacia risolutiva di tale strumento.
Continua »
Cartella pagamento elettronica: la validità senza firma
Una società ha impugnato una cartella di pagamento elettronica per IRAP, sostenendone l'invalidità per assenza di firma digitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la cartella di pagamento elettronica è valida se è inequivocabilmente riconducibile all'ente emittente e se il contribuente ne ha avuto conoscenza, come dimostra la stessa impugnazione dell'atto. La Corte ha invece accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione sulle spese legali per motivazione apparente.
Continua »