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d.P.R. n. 309 del 1990

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94 provvedimenti

Contrabbando di tabacco: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per contrabbando di tabacco nei confronti di un individuo trovato in possesso di 13,2 kg convenzionali di sigarette. La Corte ha stabilito che, per questo reato, non è necessario analizzare il contenuto di ogni singola sigaretta, essendo sufficiente il superamento della soglia legale basata sul peso convenzionale. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, a causa dell'entità del superamento della soglia e dell'intensità del dolo.
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Aggravante ingente quantità: Cassazione annulla condanne
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9685 del 2024, ha annullato le condanne di diversi imputati per la parte relativa all'aggravante ingente quantità di sostanze stupefacenti. La Corte ha ritenuto che le prove, basate principalmente su intercettazioni telefoniche ('droga parlata') senza sequestri fisici corrispondenti, non fossero sufficienti a dimostrare con la necessaria certezza il superamento della soglia legale. Di conseguenza, pur confermando la colpevolezza per i reati base, ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena, senza l'applicazione della suddetta aggravante.
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Confisca allargata: quando è legittima su beni?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9317/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro finalizzato alla confisca allargata di un immobile. Il bene, acquistato quasi sei anni prima del reato accertato, era fittiziamente intestato al figlio dell'indagato. La Corte ha ritenuto legittimo il provvedimento, sottolineando che il requisito della 'ragionevolezza temporale' è soddisfatto quando il reato-spia è solo la prova di una prolungata attività criminale che ha generato i fondi per l'acquisto, anche se avvenuto in un'epoca precedente.
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CBD non è un farmaco: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro probatorio a carico di due amministratori di società che commercializzavano prodotti a base di CBD. La Corte ha stabilito che, allo stato attuale della normativa, il cannabidiolo (CBD) non può essere classificato come 'medicinale' o 'sostanza attiva' ai sensi del d.lgs. 219/2006. La decisione si basa sulla mancata inclusione del CBD nelle tabelle ministeriali dei farmaci, rendendo illegittimo il sequestro disposto per la presunta vendita di farmaci senza autorizzazione.
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Continuazione reati: non basta la tossicodipendenza
La Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione reati tra un furto e vari reati di droga. La Corte ha stabilito che la tossicodipendenza e la vicinanza temporale non bastano a provare un unico disegno criminoso, confermando che le condotte erano frutto di decisioni separate e non di un piano unitario.
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Concorso in spaccio: ruoli familiari e attenuanti
La Corte di Cassazione conferma le condanne per tre familiari coinvolti in un traffico di stupefacenti. La sentenza chiarisce che, in un'ipotesi di concorso in spaccio, il legame familiare e il ruolo di supporto non diminuiscono la responsabilità penale, né il diritto al silenzio può essere interpretato come pentimento per la concessione di attenuanti.
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Pericolosità sociale e confisca: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale e la confisca di una polizza assicurativa nei confronti di un soggetto con numerosi precedenti per traffico di stupefacenti. La sentenza stabilisce che una consolidata 'traiettoria criminale' è sufficiente a dimostrare la pericolosità sociale. Inoltre, ha ribadito che la presunzione di illecita provenienza dei beni si applica anche quando non viene fornita la prova della liceità dei capitali usati per avviare l'attività economica da cui deriverebbero i fondi per l'acquisto del bene confiscato.
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Destinazione allo spaccio: prova e indizi decisivi
La Corte di Cassazione conferma la condanna per spaccio di un individuo trovato in possesso di droga, un bilancino e un coltello. La Corte ha ritenuto che la destinazione allo spaccio fosse provata non solo dalla quantità, ma da un insieme di indizi inequivocabili come il tentativo di fuga e l'atto di disfarsi di un marsupio contenente il tutto. La versione dell'imputato è stata giudicata fantasiosa e inattendibile.
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Affidamento terapeutico: no se c’è pericolosità
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di affidamento terapeutico a un condannato per gravi reati, nonostante la sua presunta alcol-dipendenza. La decisione si fonda sulla valutazione della sua elevata e attuale pericolosità sociale, ritenuta un ostacolo insuperabile per la concessione della misura alternativa, rendendo irrilevante l'accertamento sulla genuinità della dipendenza.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso nello spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha escluso l'applicazione dell'ipotesi attenuata del **fatto di lieve entità** basandosi su una valutazione complessiva degli indici negativi: l'operatività in una nota piazza di spaccio, una fitta rete di clienti, la vendita di diverse tipologie di sostanze e una non irrilevante capacità di rifornimento.
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Prescrizione reato associativo: la Cassazione decide
La Cassazione interviene sulla prescrizione del reato associativo per traffico di stupefacenti. Pur confermando la durata dell'associazione fino al 2016, dichiara l'estinzione del reato per i semplici partecipi per decorrenza dei termini, rigettando invece i ricorsi dei capi dell'organizzazione.
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Custodia cautelare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di stupefacenti. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici, affermando la legittimità della tecnica del 'copia-incolla' se supportata da un'autonoma valutazione e sottolineando la solidità delle motivazioni del Tribunale basate sulla caratura criminale dell'indagato e sulla stabilità dei suoi collegamenti.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica?
La Corte di Cassazione interviene sul tema della revoca della sospensione condizionale della pena. Con la sentenza in esame, ha annullato parzialmente un'ordinanza per totale assenza di motivazione su una delle richieste del Pubblico Ministero. La Corte ha inoltre ribadito che la revoca "di diritto" è un'ipotesi tassativa e non può essere estesa a casi diversi, per i quali è necessaria una specifica istanza di parte. Il caso riguardava la richiesta di revoca di due distinti benefici di sospensione condizionale a seguito della commissione di nuovi reati da parte del condannato.
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Reati tributari: Cassazione su frodi e intercettazioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari. Il caso riguarda una complessa frode fiscale attuata tramite società cartiere e riciclaggio di denaro. La sentenza conferma la legittimità dell'uso di intercettazioni provenienti da un diverso procedimento e chiarisce i criteri per definire la partecipazione all'associazione criminale e il ruolo dell'amministratore di fatto, rigettando le tesi difensive come mere rivalutazioni dei fatti.
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