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d.P.R. n.115 del 2002, art. 13

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811 provvedimenti

Pensione di vecchiaia: la deroga è un’eccezione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che chiedeva l'accesso alla pensione di vecchiaia tramite una norma di deroga. La Corte ha stabilito che tali deroghe devono essere interpretate in modo restrittivo e si applicano solo quando è oggettivamente impossibile per il lavoratore raggiungere i requisiti contributivi standard entro l'età pensionabile, valutazione da farsi con un giudizio prognostico alla data del 31/12/1992.
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Clausola risolutiva inadempimento in una transazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso derivante da un accordo transattivo tra familiari. La questione centrale riguardava l'interpretazione di una clausola contrattuale (la n. 17) a seguito del mancato adempimento di una delle parti relativo alla liquidazione di quote di una società svizzera. La ricorrente chiedeva l'inefficacia di una singola clausola a lei sfavorevole e il risarcimento dei danni. La Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che la clausola in questione non permetteva una risoluzione parziale, ma configurava una clausola risolutiva di inadempimento per l'intero accordo. L'inadempimento di una sola pattuizione, data la natura unica e inscindibile del contratto, provocava automaticamente la caducazione totale dell'accordo, riportando le parti alla situazione originaria. Di conseguenza, le domande della ricorrente sono state respinte.
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Motivazione per relationem: quando è valida?
Una società di spedizioni ricorre in Cassazione contro una società elettromeccanica in una controversia su contratti di trasporto. Il ricorso viene rigettato. La Suprema Corte chiarisce i requisiti di validità della motivazione per relationem, specificando che il giudice d'appello deve dimostrare di aver riesaminato autonomamente la causa, anche quando conferma le conclusioni del primo grado. Il caso evidenzia l'importanza di formulare motivi di ricorso specifici e non generici, pena l'inammissibilità.
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Limitazione debito armatore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un peschereccio affondato con vittime a bordo, confermando la legittimità della limitazione del debito dell'armatore. Anche se la nave ha un valore nullo post-sinistro, la normativa speciale del Codice della Navigazione prevede un meccanismo di calcolo del risarcimento basato su una frazione del valore iniziale della nave. La Corte ha rigettato le questioni di incostituzionalità sollevate dai familiari delle vittime, ritenendo che la legge bilanci correttamente la tutela dei danneggiati con la sostenibilità economica delle imprese marittime.
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Legittimazione attiva condòmino: chi può agire?
Un condòmino ha citato in giudizio l'impresa, il direttore dei lavori e l'ex amministratrice per vizi nei lavori di rifacimento del tetto condominiale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, negando la legittimazione attiva del condòmino. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un'azione per inadempimento contrattuale relativo a un appalto stipulato dall'amministratore per conto del condominio, solo quest'ultimo, tramite l'amministratore, ha il potere di agire in giudizio. La posizione del singolo è assorbita dall'organizzazione del gruppo.
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Accertamento bancario: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11534/2025, ha rigettato il ricorso di un professionista contro un accertamento bancario. La Corte ha ribadito che i versamenti su conto corrente si presumono reddito, e spetta al contribuente fornire una prova contraria rigorosa e credibile. Dichiarazioni di terzi generiche e non riscontrabili non sono sufficienti. È stato inoltre confermato che la violazione del contraddittorio preventivo invalida l'atto solo se il contribuente dimostra, con una 'prova di resistenza', quali argomenti concreti avrebbe potuto far valere.
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Responsabilità Fiscale: firma disconosciuta su Unico
Un ex presidente di un'associazione impugna una cartella esattoriale, disconoscendo la firma sulla dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sua responsabilità fiscale persiste. Per le dichiarazioni telematiche, è cruciale contestare l'incarico all'intermediario, non solo la firma. Inoltre, le norme speciali tributarie prevalgono sulle regole generali del codice civile in materia di garanzie, confermando la validità dell'azione dell'Agenzia delle Entrate.
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Indennità rischio radiologico: la prova in giudizio
Un'azienda sanitaria ha contestato il diritto dei suoi infermieri di sala operatoria all'indennità di rischio radiologico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che lo svolgimento abituale del lavoro in una "zona controllata" è una prova sufficiente per ottenere il beneficio. La Corte ha inoltre chiarito che la valutazione del giudice può prevalere su quella della commissione interna di valutazione del rischio e che la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) è uno strumento valido per accertare l'abitualità dell'esposizione.
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Indennità rischio radiologico: spetta senza il parere?
Un gruppo di anestesisti ha citato in giudizio la propria azienda sanitaria per ottenere l'indennità rischio radiologico e i relativi benefici. L'azienda aveva negato il diritto basandosi sul parere negativo della commissione interna di valutazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che il parere della commissione non è vincolante. Il diritto all'indennità sorge direttamente dalla legge quando il lavoratore dimostra, anche tramite una consulenza tecnica d'ufficio, la sua abituale attività professionale in una "zona controllata" con esposizione a radiazioni ionizzanti.
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Audizione lavoratore: quando il rinvio è un diritto?
Un dirigente impugna il licenziamento per vizi procedurali, sostenendo la violazione del suo diritto di difesa per il mancato rinvio dell'audizione richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, chiarendo che il diritto all'audizione del lavoratore non comporta un obbligo per il datore di lavoro di posticipare l'incontro in caso di generica indisponibilità del dipendente o del suo rappresentante. Il diritto di difesa è stato ritenuto garantito dalle giustificazioni scritte già presentate.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da una lavoratrice contro il suo licenziamento. La decisione sottolinea che il giudizio di legittimità non consente un riesame dei fatti, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge, respingendo le censure che miravano a una nuova valutazione delle prove.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11776/2025, ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando il diritto dei lavoratori a vedersi incluse nella retribuzione feriale tutte le indennità accessorie (trasferta, diaria, etc.) collegate all'esecuzione delle mansioni. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, che mira a garantire al lavoratore una retribuzione durante le ferie paragonabile a quella ordinaria, per evitare un effetto dissuasivo che ne disincentiverebbe la fruizione.
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Retribuzione feriale: indennità incluse secondo la UE
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere varie indennità lavorative nella retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le componenti connesse alle mansioni svolte, in linea con il diritto dell'Unione Europea, per evitare di dissuadere i lavoratori dal fruire del loro diritto al riposo.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
Un professionista perde in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate in un caso di accertamenti bancari. La Corte Suprema ribadisce che la presunzione legale di reddito per i versamenti non giustificati può essere vinta solo dal contribuente, il quale deve fornire una prova analitica e rigorosa per ogni singola operazione, dimostrandone l'estraneità alla propria attività professionale.
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Accertamenti bancari: onere della prova del professionista
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11933/2025, ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate sia quello di un professionista in materia di accertamenti bancari. La Corte ha ribadito che per superare la presunzione legale che i versamenti in conto corrente costituiscano reddito, il contribuente deve fornire una prova analitica e rigorosa per ogni singola operazione. L'apprezzamento di tale prova da parte del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.
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Ultrattività TARSU: legittima l’applicazione nel 2010
Una società ha contestato una cartella di pagamento per la TARSU del 2010, sostenendo che la tassa non fosse più in vigore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena legittimità dell'applicazione del tributo. La Corte ha stabilito che l'ultrattività TARSU era garantita da una serie di interventi legislativi che hanno assicurato la continuità del prelievo fino all'introduzione della TARES nel 2013, escludendo qualsiasi vuoto normativo. Sono stati inoltre giudicati inammissibili i motivi relativi alla tassazione delle aree produttive di rifiuti speciali.
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Diniego mobilità volontaria: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del diniego di mobilità volontaria opposto da un'Azienda Sanitaria a una dipendente. La decisione si fonda sulla carenza di personale, ritenuta motivazione sufficiente e coerente. La sentenza sottolinea che il trasferimento non è un diritto del lavoratore, ma una scelta discrezionale del datore di lavoro pubblico, il quale deve agire secondo buona fede. L'onere di provare l'illegittimità o la pretestuosità del diniego spetta al lavoratore.
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Dichiarazione TARI: onere della prova e limiti appello
Una società produttrice di imballaggi in plastica ha impugnato un avviso di accertamento TARI, sostenendo che i propri rifiuti fossero speciali e che parte dei locali fosse inagibile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che l'onere della prova per ottenere esenzioni o riduzioni spetta al contribuente, il quale deve presentare una specifica e tempestiva dichiarazione di variazione. La Corte ha inoltre stabilito che non è possibile sollevare per la prima volta in appello contestazioni sui criteri di assimilazione dei rifiuti adottati dal Comune, in quanto ciò costituisce un'eccezione nuova non ammissibile.
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Capitali all’estero: la Cassazione e il condono
Un contribuente deteneva capitali all'estero tramite un professionista svizzero e società schermo. L'Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione i redditi per gli anni 2001-2004. La Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando che il condono tombale non copre gli obblighi di monitoraggio fiscale e che gli indizi raccolti (come la cosiddetta 'lista Pessina') sono prove sufficienti per l'accertamento.
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Gasolio commerciale: no agevolazioni con filtri FAP
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso delle accise sul gasolio commerciale per i suoi autobus. Sebbene i veicoli, originariamente Euro 2, fossero stati dotati di filtri antiparticolato (FAP) per migliorare le emissioni, la Corte di Cassazione ha stabilito che ai fini dell'agevolazione fiscale conta la categoria di omologazione originale del veicolo e non le modifiche successive. La normativa nazionale, che esclude i veicoli Euro 2 o inferiori dal beneficio, è stata ritenuta legittima e non in contrasto con le direttive europee.
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