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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Anno 2023

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240 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Autonoma organizzazione IRAP: il ruolo dei terzi
Un professionista ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non avere un'autonoma organizzazione nonostante si avvalesse di collaboratori esterni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'utilizzo non occasionale di collaboratori terzi, il cui apporto incide significativamente sull'attività, costituisce il presupposto impositivo dell'IRAP. L'onere di provare l'assenza di tale organizzazione spetta al contribuente che richiede il rimborso.
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Interposizione fittizia: no sanzioni senza richiesta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14788/2023, ha stabilito che in un caso di interposizione fittizia di manodopera, l'Ispettorato del Lavoro non può sanzionare l'impresa utilizzatrice per la mancata consegna della lettera di assunzione se i lavoratori non hanno promosso un'azione legale per far riconoscere il loro rapporto di lavoro. Senza un'iniziativa giudiziaria del lavoratore, il rapporto di lavoro con l'utilizzatore non si costituisce automaticamente e, di conseguenza, non sussiste l'obbligo sanzionabile.
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Principio di autosufficienza: ricorso inammissibile
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARES), lamentando errori procedurali e una presunta carenza di legittimazione passiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, poiché l'appellante non ha adeguatamente documentato le proprie censure nell'atto di ricorso. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della trattazione scritta durante l'emergenza sanitaria, bilanciando il diritto di difesa con l'interesse pubblico alla continuità della giustizia.
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Interpretazione contratto sanità: la Cassazione decide
Una struttura sanitaria privata ha citato in giudizio un'azienda sanitaria pubblica per il pagamento di prestazioni eccedenti il budget. Il caso verteva sull'interpretazione contratto sanità: esisteva un unico tetto di spesa o due distinti per alta e non alta specialità? La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che i due budget erano separati e che la regressione tariffaria andava applicata singolarmente a ciascuno di essi, rigettando il ricorso della struttura.
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Sospensione affitto per vizi: quando è legittima?
Un inquilino ha interrotto il pagamento del canone a causa di infiltrazioni e odori sgradevoli. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto, chiarendo che la sospensione affitto è legittima solo se proporzionata alla gravità dei vizi. Una sospensione totale è giustificata unicamente se l'immobile risulta del tutto inutilizzabile, altrimenti l'inquilino rischia la risoluzione del contratto per inadempimento.
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Principio di autosufficienza nel ricorso per cassazione
Una società impugna un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARI), sostenendo di non dover pagare in quanto presso l'immobile aveva solo una buca delle lettere e che lo stesso era locato a terzi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la centralità del principio di autosufficienza: il ricorso deve riportare in modo completo e specifico tutti gli elementi di fatto e di diritto necessari a comprendere le censure, senza costringere la Corte a ricercare atti esterni. La decisione ha inoltre confermato la legittimità della trattazione scritta del processo durante l'emergenza pandemica, respingendo la doglianza sulla mancata udienza pubblica.
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Difesa Avvocato Privato: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione. La decisione non si basa sul merito della prescrizione dei crediti, ma su un vizio procedurale fondamentale: la difesa da parte di un avvocato privato anziché dell'Avvocatura Generale dello Stato, come previsto da un protocollo specifico. La Corte ha stabilito che la violazione di questa regola sulla rappresentanza legale invalida la procura e rende il ricorso improcedibile.
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Perdita di chance: risarcimento per selezione ingiusta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13594/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per perdita di chance a un candidato escluso da una selezione per un incarico dirigenziale in un'azienda sanitaria pubblica. La Corte ha ribadito che, anche in selezioni di natura fiduciaria, la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di effettuare una valutazione comparativa motivata tra i candidati, in base ai principi di correttezza e buona fede. L'omissione di tale valutazione, specialmente in presenza di elementi favorevoli al candidato escluso, costituisce un inadempimento contrattuale e legittima la richiesta di risarcimento del danno, quantificato in via probabilistica.
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TARSU aree portuali: chi paga la tassa sui rifiuti?
Una società di gestione di un porto turistico ha contestato un avviso di accertamento per la TARSU, sostenendo di produrre solo rifiuti speciali smaltiti in proprio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per la TARSU aree portuali l'onere della prova per l'esenzione ricade sul contribuente. La Corte ha ribadito che un'area portuale è presuntivamente idonea a produrre rifiuti urbani. L'esenzione è possibile solo se l'azienda dimostra l'esistenza di superfici specifiche dove si producono esclusivamente rifiuti speciali non assimilabili e presenta una formale richiesta, poiché lo smaltimento autonomo non garantisce di per sé l'esonero dalla tassa.
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Doppia conforme: quando l’appello è inammissibile
Una lavoratrice domestica si è vista respingere la richiesta di differenze retributive sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ulteriore ricorso inammissibile, applicando il principio della "doppia conforme". La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove se le due sentenze precedenti sono basate sullo stesso iter logico, consolidando un importante limite processuale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo per crediti previdenziali, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10848/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Seguendo il principio delle Sezioni Unite (sent. n. 26283/2022), ha stabilito che per l'impugnazione estratto di ruolo non basta la mancata notifica, ma è necessario dimostrare un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha agito contro lo Stato per il mancato pagamento della borsa di studio durante la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso e dichiarando estinta la prescrizione medici specializzandi. La Corte ha ribadito che il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999, e l'incertezza sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione non costituisce un impedimento legale idoneo a spostare tale termine.
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Risarcimento specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di tre medici per il risarcimento specializzandi, confermando la prescrizione decennale del diritto a partire dal 27 ottobre 1999. Ha inoltre rigettato la domanda per una specializzazione non riconosciuta all'epoca dei fatti, a causa della mancata prova della sua equipollenza temporale.
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Retribuzione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzatisi prima dell'anno accademico 2006/2007, i quali richiedevano una retribuzione più elevata basandosi su normative successive. La Corte ha stabilito che la borsa di studio prevista dal D.Lgs. 257/1991 costituiva già un'adeguata attuazione delle direttive UE sulla retribuzione medici specializzandi. Inoltre, ha confermato che la disciplina più favorevole del D.Lgs. 368/1999 non ha effetto retroattivo e che, in ogni caso, il diritto a eventuali pretese era ormai estinto per prescrizione decennale.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzatisi tra il 1979 e il 1990, che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il caso verteva sulla decorrenza della prescrizione medici specializzandi. La Corte ha confermato che il termine decennale è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999, e non da un momento successivo legato al consolidamento della giurisprudenza. Di conseguenza, il diritto dei medici è stato dichiarato prescritto.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici, specializzatisi in anni accademici successivi al 1992, ha richiesto un trattamento economico superiore, basandosi sulla normativa più favorevole introdotta per i corsi iniziati dal 2006. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10352/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la borsa di studio percepita all'epoca era adeguata e conforme alle direttive europee. La Corte ha ribadito che il nuovo e più vantaggioso regime del contratto di formazione non ha efficacia retroattiva e rappresenta una scelta discrezionale del legislatore, non un'attuazione tardiva di obblighi comunitari.
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Criteri di scelta CIGS: illegittimi se generici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda, confermando l'illegittimità della sospensione di alcuni dipendenti. La decisione si fonda sulla genericità dei criteri di scelta CIGS adottati, ritenuti discrezionali e arbitrari. Di conseguenza, è stato riconosciuto il diritto dei lavoratori al risarcimento del danno, pari alla differenza tra la retribuzione piena e l'indennità percepita, con prescrizione decennale.
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Lavori Socialmente Utili: risarcimento per abuso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9410/2023, ha stabilito che i contratti derivanti da Lavori Socialmente Utili (LSU), se di fatto configurano un rapporto di lavoro subordinato, sono soggetti alla normativa europea contro l'abuso dei contratti a termine. La mera qualificazione formale di "assistenziale" non è sufficiente a escludere il diritto del lavoratore al risarcimento del danno per l'illegittima reiterazione dei contratti.
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Benefici amianto: la prova dell’esposizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di lavoratori di una società di trasporto pubblico che chiedevano i benefici amianto. La Corte ha confermato la decisione di secondo grado, stabilendo che per ottenere i benefici non è sufficiente provare la presenza di amianto sul luogo di lavoro per oltre dieci anni, ma è necessario dimostrare una 'esposizione qualificata', ovvero un'esposizione personale e continuativa superiore ai limiti di legge. L'onere della prova grava interamente sul lavoratore.
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Responsabilità del costruttore: la duplice condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'impresa edile, ritenendola responsabile per l'80% dei danni da allagamento subiti da alcuni immobili. La Corte ha stabilito la duplice responsabilità del costruttore, sia ai sensi dell'art. 2050 c.c. per attività pericolosa, sia per negligenza generica ex art. 2043 c.c. L'appello del costruttore è stato respinto perché non aveva impugnato una delle due autonome ragioni della decisione e perché un precedente provvedimento cautelare non costituisce giudicato.
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