LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

Pagina 15 di 40

1191 provvedimenti

Sanzione disciplinare: no per fatti pre-iscrizione
Un notaio ha subito una sanzione disciplinare per un reato commesso anni prima di entrare nella professione. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo un principio fondamentale: il potere disciplinare si applica solo per condotte poste in essere dopo l'iscrizione all'albo, specialmente se l'illecito è di natura istantanea e non permanente. La sentenza chiarisce i limiti temporali della responsabilità professionale.
Continua »
Accertamento induttivo: la Cassazione sui soci SNC
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28056/2024, ha rigettato il ricorso dei soci di una SNC cessata contro un accertamento induttivo dell'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato maggiori ricavi basandosi sulla gestione antieconomica e su incongruenze tra i prezzi di compravendita immobiliare e i mutui richiesti. La Corte ha confermato la piena responsabilità dei soci quali successori della società estinta e la legittimità dell'accertamento induttivo fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti, ritenendo inammissibili le censure volte a un riesame del merito.
Continua »
Conguaglio espropriazione: quando il Comune non può chiederlo
Un Ente Locale ha richiesto un conguaglio espropriazione a un gruppo di cittadini per l'assegnazione di aree destinate all'edilizia popolare. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27936/2024, ha confermato la decisione dei giudici di merito che respingevano la richiesta. La domanda del Comune è stata ritenuta infondata principalmente perché l'ente non aveva mai effettivamente sostenuto i maggiori costi che pretendeva di recuperare. Inoltre, si era verificata una 'confusione' patrimoniale tra l'ente creditore originario (un'Opera Pia) e il Comune stesso, estinguendo l'obbligazione. A seguito della rinuncia al ricorso da parte del Comune, la Corte lo ha condannato al pagamento delle spese legali per il principio della soccombenza virtuale.
Continua »
Transazioni commerciali: interessi anche senza contratto
Un comune si opponeva a un pagamento per servizi di smaltimento rifiuti, sostenendo che gli interessi speciali per transazioni commerciali non fossero dovuti poiché il servizio era basato su un'ordinanza e non su un contratto. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un'ordinanza pubblica può creare un rapporto assimilabile a una transazione commerciale, rendendo applicabili gli interessi di mora previsti dalla legge.
Continua »
Prededuzione crediti: i requisiti per le PMI
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di autotrasporti che chiedeva la prededuzione dei crediti vantati verso una grande impresa siderurgica in amministrazione straordinaria. L'ordinanza chiarisce che, per ottenere tale privilegio, non è sufficiente dimostrare il collegamento del servizio con l'attività produttiva del debitore. È indispensabile che l'impresa creditrice provi anche il possesso del requisito soggettivo di Piccola e Media Impresa (PMI), secondo i parametri europei. La mancanza di questa prova è stata decisiva per il rigetto della domanda.
Continua »
Revoca finanziamento pubblico: quando non è dovuta
Un'azienda rinuncia a un progetto per ritardi burocratici di terzi. Il Ministero dispone la revoca del finanziamento pubblico e chiede la restituzione delle somme. La Cassazione conferma la decisione d'appello: la revoca è illegittima se la colpa non è dell'impresa, trattandosi di interruzione e non di inadempimento, senza obbligo di restituzione.
Continua »
Regolamento di competenza: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione chiarisce che, a seguito di un regolamento di competenza, solo il giudice dichiarato competente può decidere sulle spese legali. L'ordinanza analizza il caso di un tribunale che, dichiarato incompetente, aveva cancellato la causa dal ruolo senza liquidare le spese, agendo correttamente. Il ricorso della parte soccombente è stato rigettato con condanna per lite temeraria, stabilendo un principio fondamentale sulla devoluzione delle questioni accessorie, come le spese, al giudice competente.
Continua »
Recupero credito d’imposta e contraddittorio: le regole
Una società si vede negare un credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno. L'Agenzia delle Entrate procede con un atto di recupero. La società contesta l'atto per vizi procedurali, tra cui la violazione del contraddittorio preventivo e la mancata motivazione della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che la motivazione 'per relationem' è valida se non apparente. Sul punto cruciale del contraddittorio, la Corte stabilisce che il contribuente ha l'onere di superare la 'prova di resistenza', dimostrando in concreto quali argomenti avrebbe potuto far valere per ottenere un esito diverso. Senza tale prova, la violazione procedurale non invalida l'atto di recupero credito d'imposta.
Continua »
Notifica cartella PEC: valida anche senza firma digitale
Una società ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo, contestando la validità della notifica di alcune cartelle di pagamento inviate tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) perché prive di firma digitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella via PEC è pienamente valida anche senza firma digitale. Secondo la Corte, l'elemento fondamentale è la certa provenienza dell'atto dall'ente impositore, e la ricevuta di consegna della PEC costituisce prova sufficiente della notifica.
Continua »
Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30974/2025, ha stabilito che l'accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (T.F.M.) è deducibile anche in assenza di compensi annuali per gli amministratori. La sentenza chiarisce che la condizione essenziale per la deducibilità TFM amministratori, secondo il principio di competenza, è la presenza di un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che preveda l'indennità. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva l'applicazione analogica delle regole del T.F.R. dei dipendenti, confermando così le decisioni dei giudici di merito a favore della società contribuente.
Continua »
Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando le condizioni per la deducibilità TFM amministratori. La Corte ha ribadito che l'accantonamento è deducibile per competenza se il diritto all'indennità risulta da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo. In assenza di tali requisiti, si applica il principio di cassa. Il ricorso è stato respinto poiché contestava un accertamento di fatto, insindacabile in sede di legittimità, relativo all'esistenza di tale documento.
Continua »
Onere della prova costi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce i principi sull'onere della prova dei costi deducibili. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la deducibilità di costi significativi a un'imprenditrice, sostenendo la mancanza di una prova certa. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato stabilito che la contribuente aveva adeguatamente dimostrato la realtà e l'inerenza dei costi attraverso fatture, documenti di trasporto e bonifici, accertando che tale documentazione era stata prodotta già in fase amministrativa.
Continua »
Rimborso sisma: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto al rimborso delle imposte per i contribuenti colpiti dal sisma del 1990 in Sicilia. La sentenza stabilisce che il rimborso è dovuto anche a chi aveva già versato le imposte, persino se tramite un sostituto d'imposta, e chiarisce la corretta decorrenza dei termini per la presentazione della domanda, ritenendola tempestiva.
Continua »
Accertamenti bancari: onere della prova sul contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32890/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. La Corte ha ribadito un principio fondamentale in materia di accertamenti bancari: spetta al contribuente fornire la prova contraria per dimostrare che i versamenti e gli accrediti sui propri conti correnti non costituiscono reddito imponibile. La semplice allegazione di giustificazioni, se non supportata da prove documentali concrete, non è sufficiente a superare la presunzione legale a favore dell'Amministrazione Finanziaria.
Continua »
Accertamenti bancari: onere della prova e ruolo del CTU
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento per Irpef basato su accertamenti bancari. L'ordinanza ribadisce che spetta al contribuente fornire la prova analitica e documentale che i versamenti sui propri conti non costituiscono reddito imponibile. La Corte ha inoltre confermato la legittimità del ricorso alla Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) per valutare la complessa documentazione e ha ritenuto infondate le censure relative alla violazione del principio del 'ne bis in idem' e alla ripartizione delle spese di lite.
Continua »
Accertamenti bancari prova contraria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32887/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato su movimentazioni bancarie non giustificate. La Corte ha ribadito che, in tema di accertamenti bancari e prova contraria, l'onere di dimostrare che i versamenti non costituiscono reddito imponibile grava interamente sul contribuente. Giustificazioni generiche o non supportate da idonea documentazione sono state ritenute insufficienti a superare la presunzione legale.
Continua »
Estinzione del giudizio: effetti della rinuncia
Un lavoratore aveva impugnato in Cassazione il rigetto della sua domanda di superiore inquadramento. Tuttavia, prima della decisione, ha rinunciato al ricorso con l'accettazione della società datrice di lavoro. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che tale esito esonera il rinunciante dal pagamento dell'ulteriore contributo unificato e, data l'accettazione, non comporta condanna alle spese.
Continua »
Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Una lavoratrice, licenziata per giusta causa, chiede la revocazione di una sentenza della Cassazione che aveva confermato il licenziamento, a seguito di una successiva assoluzione in sede penale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo i rigidi limiti della revocazione sentenza Cassazione, in particolare quando la Corte ha emesso una pronuncia di rigetto e non ha deciso la causa nel merito.
Continua »
Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un erede contro la condanna al pagamento di differenze retributive a una lavoratrice domestica. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza e su altri vizi procedurali, evidenziando come un ricorso per cassazione debba essere redatto con estrema precisione per superare il vaglio di legittimità. Viene inoltre sanzionato l'abuso del processo.
Continua »
Decadenza impugnazione contratto a termine: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore, confermando che la decadenza per l'impugnazione del contratto a termine si applica anche quando se ne contesta la nullità per assenza di forma scritta. La Corte ha stabilito che la domanda del lavoratore, volta ad accertare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, era in realtà un'impugnazione tardiva di contratti a termine. I motivi di ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati, ribadendo la necessità di rispettare i termini perentori previsti dalla legge.
Continua »