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d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater — Anno 2024

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534 provvedimenti

Altri anni per d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

Buono pasto turno notturno: diritto anche senza CCNL
Un infermiere ha rivendicato il diritto ai buoni pasto per i turni notturni svolti tra il 2002 e il 2008. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello a favore del lavoratore, dichiarando inammissibile il ricorso dell'Azienda Sanitaria. La sentenza sottolinea che il diritto al buono pasto turno notturno non deriva solo dalla durata dell'orario, ma dalla sua specifica articolazione che impedisce di consumare il pasto a casa.
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Forza maggiore e agevolazioni: quando è esclusa?
Una società immobiliare perde le agevolazioni fiscali per non aver rivenduto degli immobili entro tre anni. La Corte di Cassazione ha respinto la sua difesa basata sulla forza maggiore, sostenendo che le azioni legali dei conduttori erano un rischio prevedibile, data la complessa struttura dell'operazione di acquisto, e non un evento imprevedibile. La decisione sottolinea che il rischio d'impresa non giustifica l'inadempimento degli obblighi fiscali.
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Soglie di fallibilità e onere della prova: la Cassazione
Una società creditrice chiedeva il fallimento di un imprenditore. Dopo una prima dichiarazione di fallimento, la Corte d'Appello la revocava, ritenendo non superate le soglie di fallibilità. La creditrice ricorreva in Cassazione, ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha precisato che questioni relative alle soglie di fallibilità non discusse in appello non possono essere introdotte per la prima volta in Cassazione, cristallizzando la decisione di merito.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando la legittimità degli avvisi di accertamento per IVA indetraibile derivante da operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha ribadito che spetta all'Amministrazione finanziaria provare, anche tramite indizi, la fittizietà del fornitore e la consapevolezza del cessionario. Il contribuente deve, a sua volta, dimostrare di aver agito con la massima diligenza. La sentenza ha inoltre confermato la validità del raddoppio dei termini di accertamento in presenza di indizi di reato e la legittimità delle sanzioni aggravate.
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Esenzione ICI enti non commerciali: la prova decisiva
Una congregazione religiosa si è vista negare l'esenzione ICI per enti non commerciali su un immobile scolastico. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che spetta al contribuente dimostrare che l'attività svolta non è di natura commerciale. La presenza di entrate significative, anche se non coprono le uscite, è stata considerata un indicatore di commercialità, rendendo insufficiente la semplice qualifica di ente religioso per ottenere il beneficio fiscale.
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Disconoscimento sottoscrizione: la firma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20182/2024, ha stabilito che se il nuovo proprietario di un immobile (avente causa) effettua il disconoscimento della sottoscrizione del suo dante causa su un contratto di locazione, e la controparte non avvia un'istanza di verificazione, il documento perde ogni efficacia probatoria. Di conseguenza, il contratto di locazione, che richiede la forma scritta, deve considerarsi nullo, con obbligo di rilascio dell'immobile da parte del conduttore.
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Indennità di occupazione: la riduzione del 15% per la PA
Una società immobiliare ha richiesto il pagamento integrale di un'indennità di occupazione da parte di un Ministero, che aveva invece applicato la riduzione del 15% prevista da una legge del 2012. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della riduzione, stabilendo la sua immediata applicabilità dal luglio 2012 e rigettando il ricorso della società.
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Notifica posta privata: quando è valida in appello?
La Corte di Cassazione ha esaminato la validità di una notifica a mezzo posta privata effettuata dall'Amministrazione Finanziaria per un appello tributario. La Corte ha stabilito che, sebbene la costituzione della controparte sani la nullità della notifica, non può sanare la tardività dell'impugnazione. Poiché l'atto è stato ricevuto dopo la scadenza del termine, l'appello è stato correttamente dichiarato inammissibile. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la mancanza di certezza sulla data di spedizione tramite operatore privato non abilitato impedisce di considerare l'atto tempestivamente notificato.
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Prova presuntiva: quando è inammissibile il ricorso
Una società conduttrice di un immobile chiedeva il risarcimento dei danni al locatore, accusando un suo collaboratore di atti vandalici. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la valutazione della prova presuntiva spetta al giudice di merito. Un ricorso è inammissibile se si limita a contestare i fatti senza dimostrare specifici vizi logici o giuridici nella motivazione della sentenza impugnata.
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Improcedibilità del ricorso: mancato deposito copia
Un professionista, sanzionato con la sospensione dal proprio Ordine a seguito di una condanna penale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché il ricorrente non ha depositato la copia notificata della decisione impugnata entro i termini di legge. La decisione sottolinea come il rispetto delle norme procedurali sia un requisito fondamentale per l'ammissibilità di qualsiasi impugnazione, confermando in via definitiva la sanzione disciplinare.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione tra il 1980 e il 1990. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. Questa decisione ribadisce un orientamento consolidato sulla prescrizione per i medici specializzandi, specificando che le incertezze giurisprudenziali non spostano il termine iniziale per agire.
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Accertamento induttivo: legittimo se l’impresa è in perdita
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento basato su un accertamento induttivo nei confronti di un'impresa che, pur avendo una contabilità formalmente corretta, presentava perdite costanti per oltre cinque anni. La gestione palesemente anti-economica è stata considerata un valido presupposto per ritenere le scritture contabili intrinsecamente inattendibili, giustificando la ricostruzione induttiva del reddito da parte dell'Amministrazione finanziaria.
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Onere della prova: quietanza non basta se smentita
Una debitrice si oppone a un decreto ingiuntivo per il pagamento di alcuni assegni, sostenendo di aver già saldato il debito e presentando quietanze di pagamento autenticate. Tuttavia, i giudici di primo e secondo grado respingono l'opposizione, dando credito a una testimonianza che smentiva il contenuto delle quietanze. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso della debitrice per una serie di vizi procedurali, confermando la decisione e ribadendo l'importanza di un corretto assolvimento dell'onere della prova.
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Improcedibilità del ricorso: errore fatale in Cassazione
Una società sanitaria ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che le negava il pagamento di prestazioni. La Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché la società, pur avendo attestato la notifica della sentenza d'appello via PEC, non ha depositato le relative ricevute di accettazione e consegna. Questa omissione procedurale è stata ritenuta un errore insanabile che ha impedito l'esame del merito della causa.
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Indennità supplementare tassabile: la Cassazione decide
Un ex dirigente, dopo un licenziamento illegittimo, ha ricevuto un'indennità supplementare prevista dal CCNL di categoria. Sostenendo che si trattasse di un risarcimento per danno non patrimoniale e quindi esentasse, ha chiesto il rimborso delle imposte trattenute. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19302/2024, ha stabilito che l'indennità supplementare è tassabile. La Corte ha chiarito che tale somma ha natura reddituale, in quanto mira a risarcire la perdita del posto di lavoro e del relativo reddito (lucro cessante), e non un danno emergente di natura non reddituale. La sua fonte convenzionale e la sua quantificazione predeterminata ne confermano l'assoggettabilità a IRPEF.
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Impegno di spesa: No a pagamenti senza delibera
Un'associazione no-profit ha richiesto a un Comune il pagamento per servizi di trasporto disabili. La Cassazione ha respinto la richiesta, confermando che senza un formale impegno di spesa, l'ente locale non è tenuto a pagare. La responsabilità ricade sul funzionario che ha autorizzato la spesa.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che un accertamento studi di settore è illegittimo se l'Ufficio non dimostra una 'grave incongruenza' e non considera le giustificazioni del contribuente, come la maternità e l'aumento dei costi. Viene confermato che l'onere della prova grava interamente sull'Amministrazione Finanziaria.
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Esenzione accise bitume: No per asfalto stradale
Una società operante nel settore stradale si è vista negare dalla Corte di Cassazione l'esenzione dalle accise per il bitume. La Corte ha stabilito che l'esenzione accise bitume è riservata alla produzione di manufatti per l'edilizia (come pannelli prefabbricati) e non si estende alla pavimentazione stradale, un'attività che la legge assoggetta esplicitamente a imposta.
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Decadenza assegnazione alloggio: quando si perde?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18765/2024, ha confermato la decadenza assegnazione alloggio pubblico a un assegnatario il cui nucleo familiare aveva superato i limiti patrimoniali previsti dalla legge. La Corte ha chiarito che la perdita dei requisiti opera automaticamente e che la separazione di fatto non esclude il coniuge dal nucleo familiare ai fini del calcolo.
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Improcedibilità del ricorso: errore formale fatale
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze del mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata. In un caso relativo a un contratto di locazione commerciale, dove si contestava una presunta simulazione e usura, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. La decisione sottolinea come l'onere probatorio procedurale a carico del ricorrente sia inderogabile, rendendo un errore formale determinante per l'esito del giudizio, a prescindere dalle questioni di merito sollevate.
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