LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.lgs. n. 149 del 2022

Pagina 28 di 32

624 provvedimenti

Progressione automatica: onere della prova del lavoratore
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata redazione della nota di qualifica da parte del datore di lavoro non comporta il diritto automatico alla progressione automatica per il dipendente. L'inadempimento del datore può generare un diritto al risarcimento, ma non inverte l'onere della prova: spetta sempre al lavoratore dimostrare di possedere i requisiti di rendimento necessari per la promozione. Il ricorso del dipendente è stato quindi respinto.
Continua »
Vendita di eredità: la quota incerta non nega i diritti
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che garantiva a un coerede l'accesso a un immobile comune, nonostante la sua quota fosse incerta a causa di una complessa vendita di eredità e di un testamento contestato. Secondo la Corte, la qualità di co-proprietario è sufficiente per esercitare il diritto di accesso, anche se la determinazione esatta della quota è pendente in altre sedi giudiziarie. L'appello degli altri eredi è stato respinto con condanna per lite temeraria.
Continua »
Notifica PEC: quando si perfeziona? La Cassazione
Un utente ha impugnato una decisione sostenendo di non aver ricevuto la notifica PEC della sentenza. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile perché tardivo. La Corte di Cassazione ha confermato, stabilendo che la generazione della ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) è prova sufficiente del perfezionamento della notifica PEC, rendendo l'appello definitivamente tardivo.
Continua »
Procura ad litem: inesistenza insanabile pre-Cartabia
Un'impresa in fallimento vede respinto il proprio intervento in appello a causa della totale assenza della procura ad litem. La Cassazione, applicando la normativa precedente alla Riforma Cartabia, ha confermato che l'inesistenza del mandato al difensore è un vizio insanabile, a differenza della mera nullità. La Corte ha inoltre precisato che la successiva produzione di una procura non regolarizzata non può sanare il difetto originario.
Continua »
Licenziamento per giusta causa: la Cassazione decide
Un dipendente di una compagnia assicurativa viene licenziato per giusta causa dopo aver richiesto rimborsi per spese sanitarie gonfiate. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del lavoratore in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il pagamento effettivo delle somme richieste spettava al dipendente.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: copia non autentica
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato dal curatore fallimentare di una società a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata. La decisione evidenzia come il rispetto delle formalità procedurali, come previsto dall'art. 369 c.p.c., sia un requisito indispensabile per poter accedere al giudizio di merito, rendendo ininfluente la fondatezza delle ragioni sollevate dal ricorrente.
Continua »
Confine catastale: quando le mappe decidono la lite
Un proprietario ha contestato la determinazione del confine della sua proprietà, basata sulle mappe catastali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che, in assenza di prove certe e univoche, il ricorso al confine catastale è un criterio valido e legittimo per il giudice. L'ordinanza sottolinea il valore sussidiario delle risultanze catastali nelle azioni di regolamento di confini e sanziona il ricorrente per abuso del processo.
Continua »
Revoca decreto di liquidazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta un caso riguardante la revoca di un decreto di liquidazione per un consulente tecnico del Pubblico Ministero. Dopo l'emissione di un primo decreto, non comunicato, il P.M. lo ha revocato emettendone un secondo. Il Tribunale ha ritenuto illegittima la revoca. La Cassazione, investita della questione, ha sospeso la decisione, ritenendo di particolare importanza giuridica stabilire se un decreto non depositato in cancelleria possa considerarsi giuridicamente esistente e, di conseguenza, se sia possibile la sua revoca. Il caso è stato rinviato a pubblica udienza per una decisione approfondita.
Continua »
Nuova procura speciale: inammissibilità del ricorso
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'impresa edile perché il suo legale non era munito di una nuova procura speciale per richiedere la decisione nel merito dopo la proposta di definizione accelerata. La Corte ha ribadito che la procura originaria non è sufficiente, essendo necessario un mandato specifico e successivo per questo atto, a garanzia della volontà consapevole del cliente di proseguire il giudizio.
Continua »
Ricorso inammissibile: condanna per lite temeraria
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una decisione della Corte d'Appello che negava la revocazione di una precedente sentenza. L'appello, ritenuto carente nei requisiti formali e basato su un rimedio giuridico errato (revocazione anziché ricorso per cassazione per violazione di giudicato), ha portato alla condanna dei ricorrenti per lite temeraria, con sanzioni economiche sia verso la controparte che verso la cassa delle ammende.
Continua »
Impugnazione delibera: come opporsi alle spese
Una condomina si opponeva a un decreto ingiuntivo per spese condominiali, sostenendo la falsità di una fattura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per contestare le spese è necessaria una formale impugnazione della delibera condominiale che le ha approvate. La semplice contestazione della fattura nel giudizio di opposizione non è sufficiente a invalidare il credito del condominio.
Continua »
Disconoscimento scrittura privata: i requisiti
Una cliente ha citato in giudizio un istituto bancario, sostenendo la falsità delle proprie firme su alcuni documenti di investimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La sentenza chiarisce che il disconoscimento di scrittura privata, per essere valido, deve essere specifico (indicando quali firme si contestano) e tempestivo (effettuato alla prima occasione processuale utile), altrimenti risulta legalmente inefficace.
Continua »
Onere della prova rendiconto: chi prova il pagamento?
Una nipote ha chiesto la restituzione di somme versate allo zio per la gestione di un immobile, lamentando la mancata presentazione di un adeguato rendiconto. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che l'onere della prova sulla mancanza di causa dei pagamenti spetta a chi agisce per la restituzione. La mancata presentazione del rendiconto, pur essendo un inadempimento del mandatario, non inverte tale onere probatorio.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: deposito e notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da alcuni condomini in una causa per spese condominiali. La decisione si fonda sul mancato deposito, da parte dei ricorrenti, della copia autentica della sentenza d'appello corredata dalla prova della sua notificazione. La Corte ha chiarito che tale adempimento è essenziale per consentire al giudice di verificare la tempestività dell'impugnazione, e la sua omissione non è sanabile se il ricorso è stato notificato oltre 60 giorni dalla pubblicazione della sentenza impugnata.
Continua »
Onere della prova pagamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3086/2025, ha rigettato il ricorso di una società debitrice che sosteneva di aver saldato il proprio debito per una fornitura di auto tramite ingenti pagamenti in contanti. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'onere della prova del pagamento spetta sempre al debitore. Le sole risultanze delle scritture contabili, in assenza di prove sulla loro regolarità e di fronte all'inverosimiglianza delle operazioni registrate, non sono state ritenute sufficienti a dimostrare l'effettiva estinzione del debito.
Continua »
Ricorso straordinario inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso straordinario inammissibile presentato da un legale contro il provvedimento di un tribunale fallimentare. La decisione verteva sul mancato pagamento di un compenso da parte del curatore. La Corte ha stabilito che il provvedimento impugnato, riguardando un atto di gestione del curatore e non un diritto soggettivo in via definitiva, manca dei requisiti di decisorietà e definitività necessari per questo tipo di ricorso.
Continua »
Prova dell’usucapione: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha citato in giudizio una signora per occupazione senza titolo di un appartamento. Quest'ultima ha risposto con una domanda riconvenzionale per usucapione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della signora, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva negato l'usucapione per mancanza di una adeguata prova dell'usucapione. La Corte ha chiarito che la valutazione dei testimoni spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, distinguendo tra l'omesso esame di un elemento di prova e quello di un fatto storico decisivo.
Continua »
Cessione volontaria: quando è trasferimento definitivo?
Un erede contestava la validità della vendita di alcuni terreni da parte di un Comune, sostenendo che l'originaria cessione volontaria del 1981 non fosse un trasferimento definitivo della proprietà. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la scrittura privata, per il suo tenore letterale inequivocabile, aveva un effetto immediatamente traslativo. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo di ricorso relativo all'omesso esame di un documento, applicando il principio della "doppia conforme", dato che le decisioni di primo e secondo grado erano identiche nelle motivazioni.
Continua »
Usucapione immobile: quando è solo detenzione?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore che rivendicava l'usucapione di un immobile commerciale da lui stesso venduto anni prima. La Corte ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che la sua permanenza sull'immobile non costituiva possesso utile per l'usucapione immobile, ma semplice detenzione a titolo di comodato, mancando la prova dell' 'animus possidendi', ovvero l'intenzione di comportarsi come proprietario.
Continua »
Usucapione detentore: la prova del possesso è chiave
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un terreno. Il caso chiarisce che chi inizia a occupare un immobile come detentore, ad esempio in virtù di un contratto di sublocazione, non può usucapirlo se non prova un atto di 'interversione del possesso', ossia un'azione inequivocabile con cui ha smesso di riconoscere il diritto altrui e ha iniziato a possedere come se fosse il vero proprietario. La Corte ha confermato la decisione di merito che, sulla base delle prove testimoniali, ha qualificato l'occupante come mero detentore, escludendo così l'acquisto per usucapione.
Continua »