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d.lgs. n. 149 del 2022

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624 provvedimenti

Prova usucapione: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi di un imprenditore che rivendicavano la proprietà di un terreno comunale per usucapione. La decisione si fonda sulla mancata prova di un possesso esclusivo e inequivocabile da parte del loro dante causa, poiché l'utilizzo del bene appariva riconducibile anche ad altri familiari e a una società. La sentenza ribadisce che la prova dell'usucapione deve essere rigorosa e che il danno da occupazione senza titolo è risarcibile in quanto intrinseco alla violazione del diritto di proprietà.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti previdenziali. La sentenza ha inoltre ribadito che il termine di prescrizione per la restituzione delle somme indebitamente trattenute è quello ordinario di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo la legge può istituire, in virtù della riserva prevista dall'art. 23 della Costituzione. L'ordinanza ribadisce inoltre che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non nel termine più breve di cinque.
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Contributo solidarietà: Cassazione su casse private
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti privatizzati. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute con prescrizione decennale.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale contro la sentenza che riteneva illegittimo un contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui le Casse privatizzate non hanno il potere di imporre prelievi assimilabili a prestazioni patrimoniali, la cui istituzione è riservata esclusivamente alla legge statale, in base all'art. 23 della Costituzione. Tale prelievo non modifica i criteri di calcolo della pensione, ma costituisce una trattenuta su un trattamento già determinato, esulando dalle competenze dell'ente.
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Azione Revocatoria: Cassazione e la Prova Presuntiva
Una società debitrice cede le proprie partecipazioni societarie ad altre entità riconducibili alla stessa famiglia. Un creditore agisce con successo tramite un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali atti. La Corte di Cassazione conferma la decisione, legittimando l'uso della prova presuntiva, basata su indizi come i legami familiari e la sproporzione del prezzo, per dimostrare il pregiudizio alle ragioni del creditore (eventus damni) e la consapevolezza di tale danno.
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Buoni postali fruttiferi: tassi variabili, ok Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una risparmiatrice riguardo la modifica dei tassi di interesse sui suoi buoni postali fruttiferi. La Corte ha confermato che la legge permette la variazione dei rendimenti tramite decreti ministeriali successivi alla sottoscrizione, e che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è una notifica sufficiente per i risparmiatori, senza necessità di comunicazione individuale. Questa decisione consolida un orientamento giurisprudenziale stabile in materia.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
Una società in liquidazione e i suoi soci hanno visto il loro ricorso dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La causa è l'improcedibilità del ricorso in Cassazione dovuta al mancato deposito della sentenza impugnata, un adempimento obbligatorio. La Corte ha respinto la richiesta di sanatoria, sottolineando come il rigore formale sia essenziale per la corretta amministrazione della giustizia, anche alla luce dei principi della CEDU.
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Patto di prova: quando è legittimo nel cambio appalto
Un lavoratore, impiegato per anni nello stesso appalto tramite diverse aziende, viene assunto dal nuovo appaltatore con un patto di prova e successivamente licenziato. La Corte di Cassazione ha stabilito che un patto di prova può essere legittimo, anche a parità di mansioni, se sussistono significative novità nel contesto lavorativo, come un nuovo datore di lavoro o una diversa organizzazione aziendale, che richiedono una nuova valutazione della convenienza del rapporto per entrambe le parti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Divieto di licenziamento: nullo se in cambio appalto
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di due licenziamenti per giustificato motivo oggettivo avvenuti durante un cambio d'appalto. La decisione si basa sul fatto che il licenziamento è stato intimato il 18 marzo 2020, quando era in vigore il divieto di licenziamento assoluto previsto dalla normativa emergenziale Covid, senza le deroghe introdotte successivamente. La Corte ha stabilito che la legge applicabile è quella in vigore al momento del recesso e che la potenziale riassunzione da parte della nuova azienda non sana la violazione della norma imperativa.
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Cessione del contratto: no tutela per licenziamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del contratto di lavoro dichiarata illegittima con sentenza passata in giudicato, il rapporto di lavoro svolto presso l'azienda cessionaria si qualifica come un rapporto di mero fatto ai sensi dell'art. 2126 c.c. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto alla retribuzione per il periodo lavorato, ma non può beneficiare delle tutele contro il licenziamento illegittimo, né reali né indennitarie, poiché queste presuppongono l'esistenza di un valido contratto di lavoro. La sentenza della Corte d'Appello che aveva concesso un'indennità risarcitoria è stata cassata con rinvio.
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Interposizione manodopera: la Cassazione decide
Un lavoratore, formalmente assunto da un'impresa appaltatrice, operava di fatto per un'altra società. La Cassazione ha confermato l'esistenza di una interposizione manodopera illecita, riconoscendo il diritto del lavoratore alla riassunzione presso la società utilizzatrice. Tuttavia, poiché quest'ultima era in amministrazione straordinaria, la Corte ha dichiarato improponibile la domanda di condanna al pagamento delle retribuzioni in sede ordinaria, stabilendo che tale pretesa debba essere fatta valere nell'ambito della procedura concorsuale.
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Controllo automatizzato: quando è legittimo l’avviso?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per IRES e IVA emessa dopo un controllo automatizzato, sostenendo fosse necessario un accertamento. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il controllo automatizzato è legittimo per correggere errori materiali nella dichiarazione senza attività valutativa.
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Difetto di rappresentanza: il potere del giudice
Una società finanziaria si è vista respingere il ricorso per un difetto di rappresentanza processuale. La Cassazione ha confermato che il giudice può sempre richiedere la prova dei poteri rappresentativi, anche senza contestazione della controparte. Inoltre, ha stabilito che la casella PEC piena è una responsabilità del difensore, e la mancata regolarizzazione entro i termini comporta l'inammissibilità dell'atto.
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Classamento catastale: la cabina elettrica è autonoma?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cabina elettrica, inserita in un complesso interportuale e strettamente funzionale ai servizi di trasporto, non possiede l'autonomia funzionale e reddituale necessaria per un classamento catastale separato. L'appello dell'Agenzia fiscale è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la classificazione dell'intera area nella categoria E/1.
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Lavoro carcerario: quale retribuzione spetta?
Un detenuto ha richiesto la piena retribuzione per il suo lavoro in carcere, basandosi su un contratto collettivo standard. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la remunerazione per il lavoro carcerario è stabilita da una commissione speciale e non deve essere inferiore ai due terzi della paga prevista dal contratto collettivo di riferimento, che nel caso specifico era quello per il lavoro domestico.
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Discussione orale: nullità della sentenza senza udienza
Una società tecnologica si vede revocare un finanziamento per aver speso meno del previsto pur completando il progetto. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello sfavorevole alla società, non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale decisivo: la mancata concessione della discussione orale richiesta dalla difesa. La Corte ha stabilito che negare questa possibilità costituisce una violazione del diritto di difesa che rende la sentenza nulla, ordinando un nuovo processo.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
Una società creditrice, tramite la sua mandataria, ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che aveva respinto la sua azione revocatoria. La ricorrente lamentava un travisamento della prova nella valutazione del patrimonio residuo del debitore. La Suprema Corte, applicando i recenti principi delle Sezioni Unite (sentenza n. 5792/2024), ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che criticare la scelta del giudice di merito di valorizzare alcuni dati probatori rispetto ad altri non integra un travisamento della prova, ma un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Azione revocatoria amministratore: la Cassazione decide
Una ex amministratrice di società trasferisce i propri beni immobili in un fondo patrimoniale. La società, successivamente fallita, agisce con un'azione revocatoria, sostenendo di avere un credito nei suoi confronti per distrazione di fondi. La Corte di Cassazione conferma la revoca dell'atto, stabilendo che per l'azione è sufficiente un credito anche solo potenziale o litigioso. Viene inoltre affermata la piena responsabilità dell'amministratore di diritto, anche se agisce come mero prestanome, dichiarando inammissibile il suo ricorso.
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Servitù coattiva di passaggio: quando è un diritto
La Corte di Cassazione conferma il diritto alla costituzione di una servitù coattiva di passaggio con veicoli a favore di un fondo assolutamente intercluso. La decisione chiarisce che la necessità di accesso alla via pubblica prevale sul disagio causato al proprietario del fondo servente, anche quando il passaggio insiste su un cortile. Viene inoltre rigettata la richiesta di compensazione delle spese legali, affermando che l'accoglimento della domanda principale, seppur alternativa ad un'altra rigettata, esclude la soccombenza reciproca.
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