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d.lgs. n. 149 del 2022

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624 provvedimenti

Danno punitivo: no dalla Cassazione nel lavoro
La Corte di Cassazione ha escluso l'applicabilità del danno punitivo in un caso di prolungata inattività forzata di un lavoratore. L'ordinanza chiarisce che il risarcimento deve limitarsi al pregiudizio effettivo subito, senza finalità sanzionatorie. La Corte ha inoltre specificato che è possibile richiedere un nuovo risarcimento per il protrarsi di condotte lesive in un periodo successivo a quello già giudicato, distinguendo il nuovo danno esistenziale da quello già liquidato in precedenza.
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Giurisdizione revoca garanzia: decide il giudice civile
La Corte di Cassazione stabilisce che la controversia sulla revoca di una garanzia pubblica, concessa da un fondo statale a una banca, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La decisione si fonda sul fatto che la revoca è avvenuta per la mancata dichiarazione di una garanzia preesistente, configurando un inadempimento contrattuale e non un esercizio di potere discrezionale della P.A. La questione, pertanto, riguarda un diritto soggettivo e non un interesse legittimo, escludendo la competenza del giudice amministrativo. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso della banca, confermando la giurisdizione civile sulla revoca della garanzia.
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Consorzi di bonifica: IMU dovuta sui beni demaniali
Un consorzio di bonifica ha contestato un avviso di accertamento IMU per il 2013, sostenendo che i suoi immobili fossero esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la variazione catastale, che avrebbe garantito l'esenzione, ha effetto solo dall'anno successivo alla sua registrazione e non è retroattiva. Ha inoltre confermato che i consorzi di bonifica sono soggetti passivi IMU in quanto concessionari ex lege di beni demaniali, senza che ciò violi il diritto europeo.
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Sospensione Esecutiva: Istanza Infondata e Sanzioni
La Corte d'Appello di Venezia ha respinto una richiesta di sospensione esecutiva di una sentenza non definitiva. Il caso di origine riguardava un sinistro stradale con la condanna dei genitori di un minore a risarcire i danni. Gli appellanti avevano chiesto la sospensione per grave pregiudizio, ma la Corte ha ritenuto l'istanza manifestamente infondata, condannandoli al pagamento di una sanzione pecuniaria. La decisione chiarisce i presupposti per la sospensione esecutiva e le conseguenze di un suo uso strumentale.
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