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D.L. 28 gennaio 2019, n. 4

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65 provvedimenti

Visto di conformità infedele: competenza e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sul principio della competenza territoriale: l'atto sanzionatorio doveva essere emesso dalla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non dall'ufficio locale del contribuente assistito. L'emissione da parte di un ufficio incompetente ha reso l'atto nullo, assorbendo ogni altra questione, inclusa quella sulla misura della sanzione.
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Visto infedele: competenza e sanzioni per il CAF
Un professionista ha apposto un visto di conformità errato su una dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate gli ha notificato una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che l'ufficio emittente era territorialmente incompetente. La Corte ha chiarito che la competenza spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista e non a quella del contribuente. La decisione, incentrata sul cosiddetto visto infedele, è fondamentale per definire responsabilità e regole procedurali per gli intermediari fiscali.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sul principio di incompetenza territoriale, stabilendo che l'autorità competente a irrogare la sanzione non è l'ufficio locale del contribuente, bensì la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso. Questo vizio procedurale ha reso l'atto illegittimo e, di conseguenza, nullo.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7803/2025, ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La Corte ha stabilito che la competenza a irrogare la sanzione non appartiene all'ufficio del domicilio fiscale del contribuente, bensì alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista che ha commesso la violazione. L'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato illegittimo.
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Visto di conformità: competenza territoriale dell’Agenzia
Un professionista, responsabile di un visto di conformità infedele su una dichiarazione dei redditi, ha impugnato la cartella di pagamento ricevuta. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo un principio fondamentale sulla competenza territoriale: l'ufficio competente a sanzionare il professionista è la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo del suo domicilio fiscale, non quella del domicilio del contribuente assistito. Un atto emesso da un ufficio incompetente è nullo.
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Visto di conformità infedele: ufficio incompetente
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sul principio di incompetenza territoriale: l'atto sanzionatorio doveva essere emesso dalla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non da quella del contribuente. L'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato illegittimo e nullo.
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Visto infedele: incompetenza e nullità dell’atto
Un professionista fiscale è stato ritenuto responsabile per un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto sanzionatorio perché emesso da un ufficio territorialmente incompetente. La competenza, in questi casi, spetta esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non a quella del contribuente assistito. Questa violazione procedurale determina la nullità dell'atto.
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Visto di conformità: l’ufficio competente a sanzionare
Un professionista sanzionato per un visto di conformità infedele ha impugnato la cartella di pagamento sostenendo l'incompetenza territoriale dell'ufficio impositore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a irrogare la sanzione spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non a quella del contribuente assistito. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato annullato.
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Visto di conformità infedele: la competenza decide
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa a carico di un professionista per un visto di conformità infedele. La decisione si fonda su un vizio di procedura: l'atto è stato emesso da un ufficio territorialmente incompetente. Secondo la Corte, la competenza spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non a quella del contribuente assistito. Questo errore procedurale ha reso l'atto illegittimo, portando al suo annullamento a prescindere dal merito della violazione.
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Visto infedele: competenza territoriale annulla l’atto
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa a carico di un professionista per l'apposizione di un visto infedele su una dichiarazione dei redditi. La decisione si fonda su un vizio di incompetenza territoriale: l'atto sanzionatorio è stato emesso dall'ufficio delle Entrate del luogo di residenza del contribuente, anziché da quello competente per il domicilio fiscale del professionista che ha commesso la violazione, come previsto dalla legge.
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Visto infedele: l’ufficio competente a sanzionare
Un professionista che aveva apposto un visto infedele su una dichiarazione dei redditi è stato sanzionato dall'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza esclusiva per irrogare la sanzione spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista, non a quella del contribuente. Un atto emesso da un ufficio incompetente è illegittimo.
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Visto di conformità infedele: Ufficio Competente
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento ricevuta per un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza a sanzionare non è dell'ufficio del domicilio del contribuente, ma di quello del professionista che ha commesso la violazione. Questa regola sulla competenza territoriale è inderogabile e la sua violazione rende l'atto nullo.
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Reddito di cittadinanza: ignoranza legge non scusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due cittadini condannati per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che l'ignoranza della legge sui requisiti, come la residenza decennale, non è scusabile se non si dimostra di aver attivamente cercato di informarsi. Inoltre, l'abolizione del beneficio non cancella i reati commessi in precedenza, escludendo l'applicazione della legge più favorevole.
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Visto di conformità infedele: l’ufficio competente
Un professionista ha apposto un visto di conformità infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5014/2025, ha confermato che la competenza a sanzionare non spetta all'ufficio locale del contribuente, bensì alla Direzione Regionale del domicilio fiscale del professionista stesso. La cartella di pagamento è stata quindi annullata per incompetenza.
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Visto infedele: la competenza dell’ufficio è cruciale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5013/2025, ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per l'apposizione di un visto infedele. Il motivo della decisione risiede nell'incompetenza territoriale dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate che ha emesso l'atto. La Corte ha stabilito che la competenza non si basa sul domicilio del contribuente, ma su quello del professionista che ha commesso la violazione, confermando un orientamento consolidato.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
Un professionista è stato sanzionato per un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della sanzione perché emessa da un ufficio territorialmente incompetente. La sentenza chiarisce che la competenza spetta alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo in cui ha domicilio fiscale il professionista, data la natura punitiva della sua responsabilità, e non quella del contribuente.
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Visto di conformità infedele: la competenza territoriale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di visto di conformità infedele, l'unico ufficio competente a irrogare la sanzione al professionista è la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, e non l'ufficio locale del contribuente. Un atto emesso da un ufficio incompetente è da considerarsi illegittimo e, pertanto, nullo.
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Visto infedele: competenza territoriale e sanzioni
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento per un visto infedele. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della cartella, stabilendo che la competenza a irrogare sanzioni spetta alla Direzione Regionale del domicilio fiscale del professionista, non all'ufficio locale del contribuente. La decisione ribadisce un fondamentale principio di competenza territoriale.
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Visto di conformità infedele: competenza e sanzioni
In un caso riguardante un visto di conformità infedele, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza per irrogare la sanzione al professionista spetta alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, e non all'ufficio territoriale del contribuente. La Corte ha ribadito che questa competenza è inderogabile, data la natura punitiva della sanzione. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Visto infedele: competenza e nullità dell’atto
Un professionista è stato sanzionato per l'apposizione di un visto infedele su una dichiarazione dei redditi. La sanzione era stata irrogata dall'ufficio provinciale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio del contribuente. Il professionista ha impugnato l'atto, sostenendo l'incompetenza territoriale dell'ufficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare per visto infedele spetta esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista trasgressore, e non di quello del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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