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Art. 97 Costituzione — Sezione Quinta Civile

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733 provvedimenti

Altri anni per Art. 97 Costituzione

Raddoppio dei termini: limiti e applicabilità
Una società di lavanderia industriale e i suoi soci impugnavano avvisi di accertamento per IVA, IRAP e imposte sui redditi basati su operazioni inesistenti. L'accertamento era stato notificato oltre i termini ordinari, applicando il cosiddetto 'raddoppio dei termini' previsto in caso di reati tributari. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 571/2024, ha confermato che il raddoppio è legittimo in presenza del solo presupposto astratto di un reato (indipendentemente dall'azione penale), ma ha accolto il ricorso del contribuente limitatamente all'IRAP. La Corte ha stabilito che, non essendo previste sanzioni penali per le violazioni in materia di IRAP, a tale imposta non può applicarsi la disciplina del raddoppio dei termini.
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Contraddittorio fiscale: quando non è obbligatorio?
Un contribuente si è opposto a un avviso di accertamento per una plusvalenza immobiliare, lamentando la mancata instaurazione del contraddittorio fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che tale obbligo non sussiste per i tributi non armonizzati, come l'IRPEF, quando l'accertamento avviene "a tavolino". La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili altre censure del contribuente perché sollevate tardivamente o riguardanti il merito dei fatti.
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Deducibilità crediti: i requisiti secondo la Cassazione
Una società si è vista negare la deducibilità di perdite su crediti e di quelle derivanti da una fusione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 223/2024, ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che l'onere di provare l'inesigibilità dei crediti spetta al contribuente, che deve fornire elementi 'certi e precisi'. La Corte ha specificato che la mera valutazione di un legale non è sufficiente. Inoltre, ha chiarito i limiti alla contestabilità di irregolarità commesse dalla società incorporata prima della fusione, sottolineando l'autonomia dei periodi d'imposta.
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Onere della prova pagamento: la Cassazione decide
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento per IRPEF, sostenendo di aver versato più di quanto richiesto. Dopo una vittoria in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione ha confermato quest'ultima sentenza, stabilendo che in questi casi l'onere della prova del pagamento grava interamente sul contribuente, il quale deve dimostrare l'effettivo versamento delle somme dovute.
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Interposizione fittizia: la Cassazione decide sul Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che la creazione di una società controllata estera priva di autonomia, usata per dirottare utili e beneficiare di una tassazione agevolata, costituisce interposizione fittizia e non abuso del diritto. Di conseguenza, non è necessario il contraddittorio preventivo. La Corte ha anche affermato il potere del Fisco di valutare la congruità dei costi per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori.
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Esenzione IMU università: il caso dell’uso indiretto
Un comune ha emesso un avviso di accertamento a una prestigiosa università per IMU non versata su vari immobili. L'ateneo ha contestato la richiesta, sostenendo l'esenzione per l'uso istituzionale e non commerciale. La controversia principale riguardava gli immobili di proprietà dell'università ma utilizzati da un secondo ateneo, sorto per legge da una scissione del primo. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'esenzione IMU università può estendersi anche all'uso indiretto, a condizione che esista un forte legame funzionale tra gli enti, come quello imposto dalla normativa che ha creato la nuova università. La Corte ha inoltre cassato con rinvio la sentenza di secondo grado per carenza di motivazione su alcuni punti e si è pronunciata sulla tassabilità di specifici immobili, come le cabine elettriche, confermando l'onere in capo al proprietario.
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Esenzione IMU Università e uso indiretto: i limiti
Un'università ha contestato un avviso di accertamento IMU emesso da un comune per diversi immobili. La Corte di Cassazione ha analizzato i presupposti per l'esenzione IMU Università, in particolare nei casi di uso indiretto. Ha stabilito che l'esenzione è valida quando l'immobile è utilizzato da un'altra università strettamente collegata per legge, ma l'ha negata per immobili concessi a terzi che svolgono attività commerciali, come una filiale bancaria, o per le cabine elettriche soggette a servitù.
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Legittimo affidamento: solo stop a sanzioni, non al tributo
Una società energetica si opponeva al pagamento delle accise, invocando il legittimo affidamento su una precedente risposta dell'Amministrazione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il principio di legittimo affidamento, salvo casi eccezionali, esclude solo l'applicazione di sanzioni e interessi, ma non esonera dal versamento dell'imposta dovuta. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Società non operative: interpello non è obbligatorio
Una società, qualificata come 'non operativa' dall'Agenzia delle Entrate, ha visto accolto il proprio ricorso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la presentazione dell'istanza di interpello disapplicativo è una facoltà e non un obbligo. Il contribuente può quindi dimostrare direttamente in sede processuale le ragioni oggettive che hanno impedito il raggiungimento dei ricavi minimi, superando così la presunzione di non operatività.
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Avviso di accertamento: quando rende inutile il ricorso
Una società concessionaria autostradale ha impugnato un avviso di scadenza per una tassa sull'occupazione di suolo pubblico. Durante il processo, l'ente impositore ha notificato un avviso di accertamento formale per la stessa pretesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo che l'avviso di accertamento, atto definitivo, sostituisce integralmente quello precedente, concentrando su di sé l'onere dell'impugnazione.
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Società di comodo agricole: esclusione non retroattiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'esclusione automatica dalla disciplina delle società di comodo per le aziende agricole non ha efficacia retroattiva. La norma agevolativa si applica solo a partire dall'anno d'imposta 2012. Per i periodi precedenti, spetta alla società dimostrare l'esistenza di cause di forza maggiore che giustifichino il mancato raggiungimento dei ricavi minimi. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la precedente decisione della Commissione Tributaria Regionale.
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Accertamento bancario: prova a carico del contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento basato su un versamento bancario di 17.000 euro, presumendo fosse reddito professionale non dichiarato. Il contribuente sosteneva si trattasse di un rimborso per spese familiari. La Corte di Cassazione ha stabilito che in un accertamento bancario, l'onere della prova spetta al contribuente, che deve dimostrare analiticamente la natura non imponibile di ogni singola movimentazione. La decisione della corte di merito è stata annullata perché ha valutato erroneamente la prova fornita e la validità della motivazione dell'atto impositivo.
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Esenzione IMU università: il caso dell’uso indiretto
Una controversia tra un Comune e una storica Università riguardo il pagamento dell'IMU per immobili utilizzati da una seconda università o per fini istituzionali. La Corte di Cassazione ha confermato l'esenzione IMU università, riconoscendo che l'uso indiretto del bene è ammissibile quando esiste un rapporto di stretta strumentalità e integrazione funzionale imposto dalla legge tra i due enti. La Corte ha rigettato sia il ricorso del Comune che quello dell'Università.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'esenzione IMU per gli enti non commerciali, in una controversia tra un'importante Università e un Comune. La Corte ha rigettato il ricorso principale dell'Ateneo, ma ha parzialmente accolto quello del Comune, stabilendo principi chiave: la soggettività passiva IMU per le cabine elettriche spetta al proprietario e non al gestore, e l'utilizzo commerciale di un immobile, anche se di proprietà di un ente non profit, ne esclude l'esenzione. Viene invece confermata la possibilità di esenzione IMU per enti non commerciali in caso di uso indiretto da parte di un altro ente funzionalmente collegato.
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Firma atti processuali: Funzionario senza qualifica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la firma di un atto processuale, come un appello, da parte del funzionario a capo dell'ufficio legale dell'Agenzia delle Entrate è valida, anche se il funzionario non possiede una qualifica dirigenziale. La Corte distingue nettamente tra la validità degli atti impositivi, per cui è richiesta una specifica qualifica, e la rappresentanza in giudizio, che si basa sull'organizzazione interna dell'ente. Di conseguenza, è stata annullata la decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia per questo motivo, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Accertamento studi di settore: il rigetto della Cassazione
Una ditta individuale ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore che contestava maggiori ricavi non dichiarati. Dopo una parziale riduzione in primo grado, confermata in appello, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato integralmente il ricorso, confermando la legittimità dell'accertamento studi di settore quando questo è supportato da ulteriori elementi presuntivi, come l'antieconomicità della gestione aziendale protratta per più anni. La Corte ha ritenuto inammissibili o infondati tutti i tredici motivi di ricorso presentati.
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Notifica sentenza processo tributario: la Cassazione
La Cassazione ha stabilito la validità della notifica della sentenza direttamente all'ente impositore nel processo tributario per far decorrere il termine breve di impugnazione, anche se l'ente è assistito da un legale. Un appello tardivo dell'Agenzia di Riscossione è stato dichiarato inammissibile, ribaltando la decisione di merito che aveva ritenuto l'ex socia illimitatamente responsabile per i debiti di una società cancellata.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e attuale, requisito assente nel caso di specie.
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Cartella di pagamento: i motivi di ricorso respinti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro una cartella di pagamento per Ires, Iva e Irap. La Corte ha stabilito che la mancata decisione sull'istanza di sospensione non invalida la sentenza di merito. Ha inoltre confermato che la cartella di pagamento è valida anche senza la sottoscrizione del funzionario e non richiede l'allegazione dell'avviso di accertamento presupposto, purché questo sia stato regolarmente notificato e siano presenti nella cartella elementi sufficienti a identificarlo. La Corte ha ribadito la propria funzione di giudice di legittimità, dichiarando inammissibili i motivi volti a un riesame dei fatti già accertati nei gradi di merito.
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Imposta ipotecaria reclamo: chi paga per l’errore?
La Corte di Cassazione chiarisce che l'imposta ipotecaria sull'annotazione di un reclamo contro una trascrizione con riserva è sempre a carico del contribuente. Anche se la riserva del Conservatore si rivela un errore, la tassa è dovuta perché l'annotazione è eseguita nell'interesse privato di chi ha richiesto l'atto per preservarne gli effetti. L'eventuale errore della pubblica amministrazione può, al più, fondare una separata azione di risarcimento del danno, ma non esonera dal pagamento del tributo.
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