LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 97 Costituzione — Anno 2025

Pagina 26 di 34

663 provvedimenti

Altri anni per Art. 97 Costituzione

Autorizzazione lavoro straordinario: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico del settore Protezione Civile ha richiesto il pagamento di ore di lavoro straordinario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Il punto cardine della decisione è la necessità di una formale e preventiva autorizzazione lavoro straordinario, senza la quale la prestazione non può essere retribuita, rigettando la tesi di un'autorizzazione implicita o successiva.
Continua »
Indennità chilometrica: no se sei impiegato distaccato
Un lavoratore ha rivendicato il diritto a un'indennità chilometrica prevista da un contratto collettivo specifico. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il lavoratore, un impiegato informatico, era semplicemente 'distaccato' dalla sua amministrazione regionale a un'agenzia, e non trasferito in modo permanente. Di conseguenza, rimaneva soggetto al suo contratto originale di pubblico impiego, che non contemplava tale indennità, la quale era peraltro riservata al solo personale operaio.
Continua »
Incarico dirigenziale: non è un diritto automatico
Una professoressa universitaria ha citato in giudizio un policlinico per non averle conferito un incarico dirigenziale apicale, chiedendo un risarcimento per perdita di chance. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'assegnazione di un incarico dirigenziale a un professore universitario non è un diritto automatico derivante dal solo titolo accademico. Tale conferimento è condizionato dalla disponibilità di posti nell'atto aziendale, dalla copertura finanziaria e dal superamento delle procedure di selezione, elementi che la ricorrente non ha provato.
Continua »
Trattamento perequativo: no a CCNL se cessa convenzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due dipendenti universitari che, al termine di una convenzione con un'azienda ospedaliera, chiedevano un trattamento perequativo. L'ordinanza chiarisce che le tutele previste dal CCNL 2018 per i trasferimenti d'ufficio non si applicano se il rientro in ateneo è causato dalla cessazione della convenzione per volontà dell'ente esterno, e non da un trasferimento disposto dall'università stessa. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile la contestazione sull'interpretazione della contrattazione decentrata.
Continua »
Retribuzione di anzianità: no a scatti automatici
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'amministrazione regionale contro alcuni dipendenti, negando il loro diritto a ulteriori incrementi della retribuzione di anzianità (RIA) per il biennio 1989-1990. La Corte ha stabilito che la normativa applicabile (d.P.R. n. 333/1990) non prevedeva tali scatti, ribaltando le decisioni dei giudici di merito che avevano dato ragione ai lavoratori. La sentenza sottolinea l'importanza di una corretta interpretazione delle fonti normative che disciplinano la materia.
Continua »
Ente pubblico economico: quando il contratto si converte
Un consorzio ha impugnato la decisione che convertiva il contratto a termine di un lavoratore in un rapporto a tempo indeterminato. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la natura di ente pubblico economico del consorzio. Tale qualificazione, basata su criteri di gestione imprenditoriale ed economicità, rende inapplicabile il divieto di conversione dei contratti previsto per le pubbliche amministrazioni, legittimando la stabilizzazione del lavoratore.
Continua »
Omissione atti d’ufficio: competenza e dolo
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di un funzionario comunale per il reato di omissione di atti d'ufficio. Il caso riguardava la mancata risposta a un cittadino su una questione di esproprio. La Corte ha stabilito che, poiché la competenza a trattare la materia era stata trasferita a un Organismo Straordinario di Liquidazione a seguito del dissesto finanziario del Comune, il funzionario non aveva più l'obbligo giuridico di agire, facendo venire meno il presupposto stesso del reato.
Continua »
Convalida dell’arresto: limiti del giudice e spaccio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la convalida dell'arresto per detenzione di stupefacenti. Il Tribunale aveva escluso la convalida ritenendo le sostanze destinate a uso personale. La Cassazione ha ribadito che nella fase della convalida dell'arresto, il giudice deve limitarsi a una valutazione 'ex ante' della legittimità dell'operato della polizia, verificando la flagranza e l'astratta configurabilità del reato, senza entrare nel merito della destinazione della droga, valutazione riservata alle fasi successive del procedimento.
Continua »
Peculato fondi pubblici: quando la spesa è reato
La Corte di Cassazione affronta un caso di peculato fondi pubblici a carico di un consigliere regionale, condannato per aver utilizzato fondi del gruppo consiliare per spese non istituzionali, come l'acquisto di regali di lusso. La sentenza chiarisce che tutti i fondi pubblici hanno un vincolo di destinazione istituzionale, anche in assenza di normative regionali specifiche. Parte dei reati è stata dichiarata estinta per prescrizione. La Corte ha inoltre stabilito che un giudice d'appello può redigere ex novo la motivazione di una sentenza di primo grado che ne sia totalmente priva, senza che ciò comporti una violazione del diritto di difesa.
Continua »
Oltraggio e resistenza: ricorso generico è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due cittadini condannati per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e ripetitivi di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha inoltre confermato la legittimità costituzionale della pena per il reato di oltraggio, allineandola a quella della resistenza, in quanto entrambi i reati ledono il buon andamento della pubblica amministrazione.
Continua »
Falsa attestazione presenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falsa attestazione della presenza a carico di un dirigente medico che, dopo aver timbrato il cartellino, si allontanava per ore dal luogo di lavoro. La Corte ha stabilito che il reato lede la pubblica fede e si configura con la semplice attestazione mendace, a prescindere dal danno economico o dal recupero delle ore. La condotta, reiterata per sei volte in un mese, è stata considerata abituale, escludendo così l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Corruzione: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un assessore comunale e due imprenditori condannati per corruzione. La Corte ha annullato senza rinvio la condanna per associazione per delinquere a carico dell'assessore, dichiarando il reato estinto per prescrizione. Per le accuse di corruzione, la sentenza è stata annullata con rinvio, poiché la Corte d'Appello dovrà motivare in modo più approfondito la distinzione tra corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 c.p.) e corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.).
Continua »
Inutilizzabilità prove: Cassazione chiarisce i limiti
La Cassazione Penale conferma una condanna per rapina, rigettando il ricorso basato sulla presunta inutilizzabilità prove, come le dichiarazioni rese senza difensore. La Corte ribadisce che il principio dei 'frutti dell'albero avvelenato' non opera in Italia per l'inutilizzabilità e che il ricorso deve superare la 'prova di resistenza', dimostrando che l'esclusione della prova avrebbe cambiato l'esito del giudizio.
Continua »
Legami familiari: Cassazione annulla espulsione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che confermava l'espulsione di un cittadino straniero, stabilendo che il giudice di merito aveva erroneamente ignorato prove decisive. Il caso ruotava attorno all'importanza dei legami familiari e dell'integrazione sociale, anche se la residenza anagrafica era in un'altra città. La Suprema Corte ha chiarito che l'omesso esame di fatti cruciali, come l'iscrizione a scuola o un'offerta di lavoro, vizia la decisione, imponendo un nuovo processo che valuti la situazione complessiva della persona.
Continua »
Cessione totalitaria di quote: no riqualificazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che una cessione totalitaria di quote societarie non può essere riqualificata come cessione d'azienda ai fini dell'imposta di registro. La Corte ha chiarito che l'imposta si applica in base alla natura e agli effetti giuridici dell'atto, non ai suoi risultati economici. È stato inoltre confermato il diritto del contribuente a chiedere il rimborso di un'imposta versata spontaneamente, qualora risulti non dovuta, anche in virtù di una legge successiva più favorevole (ius superveniens).
Continua »
Declassamento catastale: quando il Fisco può dire no
Una contribuente ha richiesto il declassamento catastale del proprio immobile dalla categoria di lusso A/1 a quella residenziale A/2. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta e i giudici tributari hanno confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso finale, stabilendo che la valutazione del carattere 'signorile' di un'abitazione è un apprezzamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, e che il confronto con immobili vicini non è un criterio decisivo. La motivazione dell'Agenzia, anche se sintetica, è stata ritenuta sufficiente.
Continua »
Accordo conciliativo: che fare se la PA non coopera?
Una società stipula un accordo conciliativo con il Fisco ma non paga le rate, sostenendo che l'Agenzia non ha cancellato un'ipoteca, impedendole di ottenere credito. La Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che le richieste di risarcimento per cattiva condotta della P.A. vanno presentate al giudice ordinario, non a quello tributario, la cui competenza è limitata alla debenza del tributo.
Continua »
Lavoro socialmente utile: quando è subordinato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice impiegata per 14 anni come bibliotecaria da un Comune tramite un progetto di lavoro socialmente utile (LSU). La Corte ha confermato la decisione di secondo grado che riconosceva la natura di lavoro subordinato, data la stabilità, l'orario fisso e l'integrazione nell'organizzazione dell'ente. Il ricorso del Comune è stato dichiarato inammissibile principalmente per violazione del principio di autosufficienza, non avendo l'ente riportato correttamente gli atti processuali a sostegno delle proprie tesi.
Continua »
Agevolazione Tremonti-ter: quando si perde il bonus
Una società impugnava un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria revocava l'agevolazione Tremonti-ter. La società, dopo aver acquistato beni produttivi beneficiando della detassazione, li aveva assegnati a proprie stabili organizzazioni situate fuori dallo Spazio Economico Europeo. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca del beneficio, stabilendo che il trasferimento del bene al di fuori dello SEE, anche se verso una propria filiale e non verso terzi, frustra la finalità della norma, che è quella di incentivare l'economia nazionale. Di conseguenza, tale trasferimento equivale a una cessione che causa la perdita dell'agevolazione. La Corte ha inoltre accolto il ricorso dell'Agenzia, ripristinando le sanzioni che erano state annullate in secondo grado per presunta incertezza normativa.
Continua »
Fatture false: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria per 'motivazione apparente' in un caso di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova spetta all'Amministrazione Finanziaria, che deve dimostrare non solo la natura di 'società cartiera' dell'emittente, ma anche la consapevolezza della frode da parte del ricevente. Solo dopo aver assolto a tale onere, la prova contraria passa al contribuente. La decisione impugnata è stata cassata perché si era limitata ad affermare la prova della frode senza indicare gli elementi specifici su cui si basava tale convincimento, invertendo così illegittimamente l'onere della prova.
Continua »