LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 97 Costituzione — Anno 2024

Pagina 20 di 37

721 provvedimenti

Altri anni per Art. 97 Costituzione

Minimale contributivo: quale CCNL applicare?
Una società che gestisce una struttura per anziani ha contestato un avviso di accertamento dell'ente previdenziale per contributi non versati, legati all'applicazione del minimale contributivo. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello, la quale aveva scelto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) da applicare basandosi su un criterio di "specificità soggettiva". La Suprema Corte ha invece stabilito che, in presenza di più CCNL applicabili, il criterio corretto è quello della "maggiore rappresentatività" delle associazioni datoriali firmatarie, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Lavoro agricolo e onere della prova: la Cassazione
Una lavoratrice agricola si è vista negare il riconoscimento di 101 giornate lavorative. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo un principio chiave sul lavoro agricolo e onere della prova: se l'ente previdenziale cancella l'iscrizione dagli elenchi, spetta interamente al lavoratore dimostrare l'esistenza, la durata e l'onerosità del rapporto di lavoro. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sul procedimento amministrativo (L. 241/1990), inclusi l'obbligo di motivazione e i limiti temporali all'autotutela, non si applicano a questi atti, poiché i diritti previdenziali sorgono direttamente dalla legge in base a presupposti di fatto.
Continua »
Onere prova lavoratore agricolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13818/2024, ha rigettato il ricorso di una lavoratrice agricola contro la cancellazione dagli elenchi INPS. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: in caso di disconoscimento da parte dell'ente previdenziale, l'onere della prova lavoratore agricolo si sposta su quest'ultimo. Deve essere il lavoratore a dimostrare l'effettiva esistenza, durata e natura del rapporto di lavoro, non potendo fare affidamento su presunte irregolarità procedurali dell'atto di cancellazione dell'INPS, poiché le norme della L. 241/1990 non si applicano in questo contesto.
Continua »
Scorrimento graduatoria: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13757/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei di un concorso pubblico. Il caso riguardava alcuni dipendenti pubblici che, risultati idonei in un concorso interno per la progressione di carriera, avevano chiesto l'assunzione per coprire posti vacanti. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la decisione di utilizzare la graduatoria è una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione, la quale deve operare nel rispetto delle leggi vigenti al momento della decisione, anche se successive al bando di concorso (ius superveniens). Nel caso specifico, una nuova legge aveva introdotto limiti ai concorsi interni, legittimando il diniego dell'amministrazione.
Continua »
Prescrizione rimborso fiscale: la Cassazione decide
Una società si è vista negare un rimborso di crediti d'imposta (IRPEG) per gli anni 1988-1993 a causa della prescrizione eccepita dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, aderendo a un recente principio delle Sezioni Unite, ha stabilito che la Legge 350/2003 ha imposto un obbligo per l'amministrazione di non far valere la prescrizione rimborso fiscale per un periodo di dieci anni a partire dal 1° gennaio 2004. Di conseguenza, la sentenza di merito che aveva respinto la richiesta del contribuente è stata annullata con rinvio, incaricando la corte territoriale di rivalutare il caso alla luce di questo principio vincolante.
Continua »
Anzianità di servizio: vale il contratto formazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio, il periodo svolto con un contratto di formazione e lavoro deve essere sempre computato. Di conseguenza, è illegittima l'esclusione di due lavoratori da una procedura di progressione di carriera basata unicamente sulla data formale di trasformazione del loro contratto a tempo indeterminato. La Corte ha ribadito che la sostanza del rapporto di lavoro e la continuità del servizio prevalgono sulla data di conversione del contratto, garantendo così la corretta valutazione dell'anzianità di servizio.
Continua »
Dichiarazione integrativa: sì alla correzione tardiva
Una società non aveva richiesto un'agevolazione fiscale a causa di incertezze normative. Anni dopo, ha presentato una dichiarazione integrativa per recuperare il beneficio. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda. La Corte ha stabilito che la dichiarazione dei redditi è una 'dichiarazione di scienza', quindi sempre emendabile per correggere errori, anche in sede di contenzioso, garantendo che il contribuente paghi solo quanto effettivamente dovuto per legge.
Continua »
Valutazione servizio a termine: parità in carriera
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle procedure di progressione di carriera nel pubblico impiego, il servizio prestato con contratto a tempo determinato presso altre amministrazioni deve essere valutato al pari di quello di ruolo, a meno che non sussistano specifiche 'ragioni oggettive' per un trattamento differenziato. La sentenza ribadisce il principio di non discriminazione sancito dal diritto dell'Unione Europea, rendendo illegittima l'esclusione di tale esperienza professionale basata unicamente sulla natura a termine del precedente rapporto di lavoro. La decisione si fonda sull'importanza della valutazione servizio a termine.
Continua »
Rendita vitalizia: legittima revoca per legge nuova
Un dipendente comunale si è visto revocare una rendita vitalizia, precedentemente concessa per infermità da causa di servizio, a seguito di una nuova legge. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13236/2024, ha stabilito che la revoca è legittima. La nuova norma, pur non potendo cancellare il diritto sorto in passato (fatto generatore), può disciplinare diversamente gli effetti futuri del rapporto, come l'erogazione delle somme. Pertanto, l'interruzione dei pagamenti a partire dall'entrata in vigore della nuova legge non viola il principio di irretroattività.
Continua »
Legittimo affidamento: sanzioni e interessi annullati
Una società consortile, che produceva energia da fonti rinnovabili per i propri consorziati, si è vista contestare il mancato pagamento delle accise. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13237/2024, ha stabilito che, pur essendo l'imposta dovuta, il contribuente non deve pagare sanzioni e interessi. La decisione si fonda sul principio del legittimo affidamento, generato da comportamenti attivi dell'Amministrazione finanziaria che avevano indotto la società a credere nella correttezza del proprio operato.
Continua »
Indennità di fine rapporto: la Cassazione la tutela
Una ex dipendente di un consolato italiano all'estero ha citato in giudizio il Ministero per ottenere il riconoscimento dell'indennità di fine rapporto (TFR) dopo una complessa successione di contratti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13242/2024, ha accolto il ricorso della lavoratrice, cassando la precedente sentenza d'appello. La Corte ha stabilito che la riforma del 2000 (D.Lgs. n. 103/2000) ha salvaguardato il diritto all'indennità di fine rapporto per tutto il personale già in servizio a quella data, anche in caso di rinnovo contrattuale, applicando il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato.
Continua »
Missioni brevi all’estero: residenza e compenso
La Corte di Cassazione conferma che per le missioni brevi all'estero dei dipendenti pubblici, il diritto ai benefici economici presuppone la residenza in un Paese diverso da quello della missione. La mancanza di questo requisito, considerato essenziale, comporta la nullità del contratto e l'obbligo di restituire i compensi ricevuti, senza possibilità di invocare la tutela per il lavoro comunque prestato, trattandosi di rapporto autonomo.
Continua »
Decadenza alloggio pubblico: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un assegnatario di casa popolare contro la decadenza alloggio pubblico disposta per abbandono. La sentenza ribadisce che il controllo del giudice amministrativo sulla legittimità del provvedimento, basato su prove raccolte dall'amministrazione, non costituisce un eccesso di potere giurisdizionale. Lo status di rifugiato non esonera dal requisito della stabile occupazione dell'immobile.
Continua »
Tutela dell’affidamento: niente interessi sulle accise
Una società energetica contestava una richiesta di pagamento per accise, sanzioni e interessi. La Corte di Cassazione, pur non entrando nel merito della debenza dell'imposta a seguito della rinuncia del ricorrente, ha annullato la pretesa per interessi. La decisione si fonda sul principio di tutela dell'affidamento, poiché l'Amministrazione finanziaria aveva tenuto comportamenti attivi che hanno ingenerato nel contribuente un ragionevole dubbio sulla corretta interpretazione della norma, escludendo così l'obbligo di versare gli accessori del tributo.
Continua »
NCC Venezia: Cassazione annulla sanzioni discriminatorie
Una società di noleggio con conducente (NCC) è stata multata dal Comune di Venezia per aver operato nel centro storico con un'autorizzazione rilasciata da un altro Comune. La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni, giudicando l'ordinanza comunale illegittima e discriminatoria. La Corte ha stabilito che limitare l'accesso agli operatori NCC a Venezia in base alla provenienza della licenza viola i principi di concorrenza e costituisce un eccesso di potere, disapplicando la norma locale.
Continua »
Licenza NCC: illegittima la ZTL discriminatoria
Una società di Noleggio Con Conducente (NCC) veniva sanzionata per aver operato con un motoscafo nella Zona a Traffico Limitato (ZTL) del Comune di Venezia, pur essendo titolare di una licenza rilasciata da un altro Comune. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, ritenendo l'ordinanza comunale che imponeva tali restrizioni illegittima per eccesso di potere. La Corte ha stabilito che il regolamento creava una discriminazione ingiustificata tra gli operatori locali e quelli esterni, violando i principi di libera concorrenza. Di conseguenza, l'ordinanza è stata disapplicata e l'illecito è venuto meno.
Continua »
Licenza NCC: Stop a restrizioni comunali illegittime
La Corte di Cassazione ha stabilito che un Comune non può imporre restrizioni discriminatorie agli operatori con licenza NCC rilasciata da altri comuni, giudicando illegittima un'ordinanza del Comune di Venezia che limitava l'accesso a una zona a traffico limitato (ZTL) acquea. La Corte ha ritenuto tale provvedimento un eccesso di potere, in violazione dei principi di concorrenza. Al contempo, ha chiarito che le norme del Codice della Strada, come la pre-segnalazione degli autovelox, non si applicano per analogia alla navigazione, che è regolata da un corpus normativo speciale e autonomo.
Continua »
Licenza NCC: Stop a restrizioni ZTL del Comune
Una società di trasporto persone con motoscafo, titolare di una licenza NCC rilasciata da un comune esterno, è stata multata per aver operato nella Zona a Traffico Limitato (ZTL) di Venezia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, annullando le sanzioni. Ha stabilito che l'ordinanza comunale, che imponeva restrizioni diverse agli operatori a seconda del comune che aveva rilasciato la licenza NCC, è illegittima perché discriminatoria, viola la concorrenza e supera i poteri regolamentari del Comune.
Continua »
Licenza NCC: Stop alle restrizioni del Comune di Venezia
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni amministrative emesse dal Comune di Venezia contro una società di trasporto acqueo e un operatore individuale. La controversia riguardava le restrizioni imposte agli operatori con licenza NCC rilasciata da altri comuni per la circolazione nelle acque interne di Venezia. La Corte ha ritenuto l'ordinanza comunale illegittima per eccesso di potere, in quanto creava una discriminazione ingiustificata, violando i principi di libera concorrenza e libera circolazione dei servizi. Di conseguenza, le multe sono state annullate.
Continua »
Stabilizzazione precari PA: diritto all’assunzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12871/2024, ha affrontato il caso di una lavoratrice precaria di un ente pubblico. Dopo aver completato con successo un percorso di stabilizzazione, l'ente le ha negato l'assunzione a tempo indeterminato. La Corte ha confermato il diritto soggettivo della lavoratrice all'assunzione, avendo essa soddisfatto tutti i requisiti previsti. Tuttavia, ha negato il diritto al pagamento delle retribuzioni per il periodo di mancata assunzione, chiarendo che la lavoratrice avrebbe dovuto chiedere il risarcimento del danno, non le retribuzioni, poiché non vi era stata prestazione lavorativa.
Continua »