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Art. 97 Costituzione — Anno 2024

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721 provvedimenti

Altri anni per Art. 97 Costituzione

Incarico dirigenziale: no a demansionamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15603/2024, ha stabilito che la modifica di un incarico dirigenziale da 'struttura complessa' a 'struttura semplice' nell'ambito di una riorganizzazione di un'azienda sanitaria non costituisce demansionamento. Il ricorso di un dirigente medico è stato respinto poiché per la dirigenza pubblica vige un regime speciale che distingue il rapporto di lavoro a tempo indeterminato dall'incarico dirigenziale a termine. Quest'ultimo può essere modificato dall'amministrazione, la quale non è vincolata dall'art. 2103 c.c. L'unica tutela garantita al dirigente è la conservazione del trattamento economico, che nel caso di specie non era stato leso.
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Autotutela sostitutiva: Cassazione rinvia alle S.U.
Un professionista riceve un avviso di accertamento, poi sostituito dall'Agenzia delle Entrate con un secondo atto che, pur basandosi sullo stesso imponibile, aumenta le sanzioni. Il motivo della sostituzione è la scoperta che la dichiarazione era da considerarsi omessa. Il contribuente contesta l'uso del potere di autotutela sostitutiva, ritenendo che questo non possa peggiorare la sua posizione. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sui limiti dell'autotutela e la sua differenza con l'accertamento integrativo è controversa e già pendente di fronte alle Sezioni Unite, ha sospeso il giudizio in attesa della loro decisione.
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Inquadramento segretari comunali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15451/2024, ha respinto il ricorso di un sindacato che contestava il suo inquadramento segretari comunali. Il sindacato sosteneva che i segretari dovessero costituire un'area contrattuale autonoma o essere aggregati ai dirigenti, il che avrebbe garantito la sua rappresentatività nelle trattative del 2010. La Corte ha stabilito che, sulla base della normativa vigente all'epoca, i Contratti Collettivi Nazionali Quadro (CCNQ) avevano legittimamente collocato i segretari nel più ampio "comparto" delle Regioni ed Enti Locali, e tale collocazione determinava le regole per la misurazione della rappresentatività sindacale. L'esclusione del sindacato dalle trattative è stata quindi ritenuta legittima.
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Buoni postali fruttiferi: tassi variabili e oneri
Una risparmiatrice ha contestato la riduzione del rendimento dei suoi buoni postali fruttiferi, dovuta a una modifica unilaterale dei tassi di interesse da parte dell'ente emittente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della variazione dei tassi, in quanto prevista dalla legge all'epoca della sottoscrizione e resa efficace tramite pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Secondo la Corte, non sussiste un affidamento del risparmiatore all'immutabilità dei tassi.
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Revoca contributo pubblico: quando è legittima?
Una società si vede revocare un contributo pubblico per non aver presentato la documentazione di spesa entro il termine previsto. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando la legittimità della revoca del contributo pubblico. La decisione si fonda sul mancato rispetto degli obblighi procedurali e sulla presenza di una motivazione non contestata dalla ricorrente.
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Scorrimento graduatorie: stop da nuove leggi?
Una dipendente pubblica si era vista riconoscere in primo e secondo grado il diritto alla promozione tramite scorrimento di una graduatoria di un concorso interno del 2007. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del Ministero. La Corte ha stabilito che lo scorrimento delle graduatorie è precluso se una nuova legge ('ius superveniens'), come il d.lgs. 150/2009, modifica le regole di accesso, vietando le progressioni basate su concorsi interamente riservati. La normativa applicabile è quella vigente al momento della decisione di scorrimento, non quella del bando.
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Responsabilità collegio sindacale: doveri di controllo
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni pecuniarie inflitte a due membri del collegio sindacale di una banca per carenze nei controlli. La sentenza sottolinea che la responsabilità del collegio sindacale deriva non da un controllo sul merito delle scelte gestionali, ma dall'omessa vigilanza sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo e dei sistemi di controllo interno della società, un dovere fondamentale per prevenire irregolarità e rischi.
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Abuso d’ufficio: la nuova legge e la motivazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di alcuni amministratori pubblici accusati del reato di abuso d'ufficio per aver effettuato nomine senza motivazione. La sentenza chiarisce che, a seguito della riforma del 2020, il reato sussiste solo in caso di violazione di una 'specifica regola di condotta' prevista da una legge, che non lasci alcun margine di discrezionalità. La violazione del solo obbligo generale di motivazione, previsto dalla L. 241/1990, non è più sufficiente a integrare il delitto.
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Tremonti ambientale: a chi spetta l’agevolazione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15060/2024, ha stabilito che l'agevolazione fiscale 'Tremonti ambientale' è riservata alle imprese che investono per ridurre l'impatto ambientale della propria attività produttiva. È escluso dal beneficio chi, di professione, si occupa di riparare danni ambientali causati da terzi. La Corte ha ritenuto che un'interpretazione estensiva trasformerebbe l'incentivo in un aiuto di Stato illegittimo. Rigettate anche le eccezioni sulla notifica dell'atto.
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Canone concessorio: quando è dovuto per l’uso di acque?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14995/2024, ha stabilito che una società è tenuta al pagamento di un canone concessorio per l'utilizzo di un corso d'acqua, anche se su di esso ha eseguito opere private. La decisione si fonda sul fatto che il corso d'acqua era stato inserito nel reticolo idrico minore del Comune con una delibera mai impugnata dalla società. Di conseguenza, la natura pubblica del bene è incontestabile e l'uso esclusivo per scarichi industriali giustifica la richiesta del canone. La Corte ha respinto il ricorso della società, confermando le decisioni dei precedenti gradi di giudizio.
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Fatture false: onere prova e dichiarazioni di terzi
Una società si è vista negare la deducibilità di costi documentati da fatture false. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14979/2024, ha confermato la decisione, stabilendo che le dichiarazioni confessorie di chi emette le fatture, unite ad altri elementi indiziari, costituiscono prova sufficiente a carico del contribuente. Una volta che l'Amministrazione Finanziaria fornisce un quadro probatorio grave, preciso e concordante, spetta al contribuente dimostrare l'effettività dell'operazione. La Corte ha inoltre ribadito che la violazione del contraddittorio preventivo non invalida l'atto se il contribuente non supera la "prova di resistenza".
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Favor Rei Tributario: Cassazione su sanzioni più lievi
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento per abuso del diritto. La Corte di Cassazione, pur confermando la ripresa fiscale, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni. Ha stabilito che il principio del favor rei tributario impone l'applicazione della legge successiva più mite, anche d'ufficio da parte del giudice, qualora il provvedimento sanzionatorio non sia ancora definitivo. La sentenza è stata cassata con rinvio per il ricalcolo delle sanzioni.
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Scorrimento graduatorie: stop con una nuova legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatorie non è un diritto acquisito. Se una nuova legge (ius superveniens) modifica le regole per le progressioni di carriera, questa si applica anche a procedure concorsuali bandite in precedenza, bloccando di fatto lo scorrimento se non più conforme alla nuova disciplina. Il caso riguardava dipendenti pubblici che, pur idonei in una graduatoria per una progressione verticale, si sono visti negare l'assunzione a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 150/2009, che ha imposto nuove e più restrittive modalità per le progressioni interne.
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Scorrimento graduatorie: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14917/2024, ha stabilito che lo scorrimento delle graduatorie nel pubblico impiego non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei. Il caso riguardava due dipendenti pubblici risultati idonei in una procedura di progressione verticale, i quali chiedevano l'assunzione tramite scorrimento. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, affermando che la sopravvenuta normativa (D.Lgs. 150/2009), che impone il concorso pubblico per tali progressioni, prevale e impedisce l'utilizzo di graduatorie derivanti da procedure interamente interne, anche se bandite in precedenza.
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Scorrimento graduatorie: stop a nomine post-riforma
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile procedere allo scorrimento di graduatorie di concorsi interni banditi prima della Riforma Brunetta (D.Lgs. 150/2009) se la decisione di assumere avviene dopo l'entrata in vigore della stessa. Il caso riguardava tre dipendenti ministeriali risultati idonei a una progressione verticale, la cui assunzione tramite scorrimento graduatorie è stata bloccata. La Corte ha chiarito che si applica la legge vigente al momento della decisione di scorrere la graduatoria (ius superveniens), la quale impone concorsi pubblici e limita le riserve interne, rendendo illegittimo lo scorrimento di graduatorie puramente interne.
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Esclusività pubblico impiego e obblighi di comunicazione
Un dipendente di un ente previdenziale è stato sanzionato per non aver comunicato un incarico esterno. La Cassazione ha confermato la sanzione, ribadendo l'importanza del principio di esclusività pubblico impiego e l'obbligo di preventiva comunicazione per consentire al datore di lavoro di valutare eventuali incompatibilità, a prescindere dalla gratuità dell'incarico.
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Dichiarazione integrativa per bonus: si può fare
Una società aveva omesso di richiedere un'agevolazione fiscale per investimenti ambientali a causa di incertezza normativa. Successivamente, ha presentato una dichiarazione integrativa per recuperare il beneficio. L'Amministrazione finanziaria ha negato tale possibilità, considerandola una scelta ormai definitiva. La Corte di Cassazione ha invece dato ragione alla società, stabilendo che l'omissione dovuta a incertezza interpretativa costituisce un errore emendabile e non una scelta irrevocabile, legittimando quindi l'uso della dichiarazione integrativa per ottenere il bonus spettante.
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Difesa tecnica: appello nullo? La Cassazione spiega
Una società agricola si è vista dichiarare inammissibile l'appello in materia di IMU perché assistita da un geometra. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la mancanza di difesa tecnica è un vizio sanabile. Il giudice, prima di dichiarare l'inammissibilità, deve assegnare alla parte un termine per nominare un difensore abilitato, sanando così il difetto con efficacia retroattiva.
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Retribuzione di posizione: la Cassazione decide
Un ex dirigente di un ente locale si è opposto alla richiesta di restituzione di una parte della retribuzione di posizione, ritenuta illegittima dal Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del dirigente, confermando la giurisdizione del giudice ordinario e l'obbligo di restituire le somme. La Corte ha chiarito che la nullità delle delibere che assegnano una retribuzione non conforme alla contrattazione collettiva impone la restituzione, e che tale controversia rientra nel rapporto di lavoro e non nella giurisdizione della Corte dei Conti per danno erariale.
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Retribuzione illegittima: la PA deve recuperare le somme
Un Comune ha agito per il recupero di una retribuzione illegittima, specificamente le componenti accessorie, versata a un ex dirigente. La Cassazione ha confermato il diritto/dovere dell'ente di recuperare le somme, applicando la prescrizione decennale e chiarendo che la mancanza dei presupposti legali, come la contrattazione decentrata, rende il pagamento indebito e soggetto a restituzione.
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