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Art. 92 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1196 provvedimenti

Altri anni per Art. 92 Codice di Procedura Civile

Prescrizione contributi: no alla rinuncia tacita
Una società si opponeva a diverse intimazioni di pagamento per contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11690/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione contributi previdenziali. Sebbene una richiesta di rateizzazione interrompa la prescrizione per i crediti non ancora scaduti, non può essere considerata una rinuncia alla prescrizione per i debiti già estinti per decorso del tempo. In materia previdenziale, infatti, la prescrizione non è nella disponibilità delle parti e il suo maturare estingue il diritto di credito, effetto che non può essere annullato da un successivo riconoscimento del debito.
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Dovere di fedeltà: risarcimento e compensazione
Una dipendente, accusata di aver violato il dovere di fedeltà pagando fatture non nell'interesse aziendale, è stata condannata dalla Cassazione a risarcire il danno. La Corte ha confermato la decisione d'appello che aveva operato una compensazione tra il debito della lavoratrice per il danno causato e i suoi crediti retributivi, condannandola a pagare la differenza.
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Compensazione spese legali e contrasto giurisprudenziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una docente contro la compensazione delle spese legali decisa dalla Corte d'Appello. Sebbene la docente avesse vinto la causa per il riconoscimento dell'anzianità di servizio, i giudici hanno ritenuto legittima la compensazione delle spese legali a causa di un dibattito giurisprudenziale ancora in corso sulla materia. La Cassazione ha stabilito che la valutazione sull'esistenza di tale contrasto è un giudizio di merito, non sindacabile in sede di legittimità.
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Revoca del mandato: l’avvocato non può intervenire
Un avvocato, a seguito della revoca del mandato da parte di un ente comunale, interveniva nello stesso giudizio per contestare la decisione. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del suo intervento, chiarendo che le questioni relative al rapporto professionale sono distinte e separate dall'oggetto della causa principale. La sentenza sottolinea che la revoca del mandato è un atto di autonomia privata e le relative contestazioni devono essere sollevate in un procedimento autonomo.
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Responsabilità del committente: quando è esclusa?
Una recente sentenza della Cassazione analizza la responsabilità del committente per danni causati a un vicino durante lavori di demolizione. La Corte ha escluso la responsabilità del proprietario, stabilendo che la condotta imprevedibile e negligente dell'appaltatore costituisce un 'caso fortuito' che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia (l'immobile) e il danno, liberando il committente da obblighi risarcitori ai sensi dell'art. 2051 c.c.
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Compensazione spese legali: quando è giustificata?
Un automobilista ha citato in giudizio un distributore per avergli fornito gasolio difettoso. Sebbene la richiesta di risarcimento sia stata accolta, i giudici d'appello hanno disposto la compensazione delle spese legali a causa della difficoltà del rivenditore di provare la qualità del carburante a lui fornito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo legittima la compensazione delle spese legali in presenza di ragioni gravi ed eccezionali come la complessità probatoria, e ha chiarito i limiti del ricorso in cassazione sulla valutazione delle prove.
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Usucapione immobile: la prova del possesso è decisiva
Un privato cittadino ha ottenuto il riconoscimento della proprietà di un bene per usucapione immobile contro un istituto diocesano. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, respingendo il ricorso dell'istituto. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini dell'usucapione, la prova di un possesso continuato per oltre vent'anni è l'elemento cruciale, e ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso basati su una mescolanza di censure e sulla richiesta di un riesame dei fatti.
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Efficacia provvedimento cautelare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'efficacia di un provvedimento cautelare che ordina la riammissione al lavoro non viene meno se la successiva sentenza di merito, pur confermando il diritto alla conversione del contratto, liquida un risarcimento inferiore a quanto percepito. Il provvedimento cautelare rimane valido poiché il diritto principale è stato confermato, distinguendo l'ordine di riammissione per il futuro da una condanna al pagamento di somme passate.
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Tutela possessoria: Cassazione sui limiti del ricorso
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in un caso di tutela possessoria di un sottotetto. La Corte ha ribadito che il suo ruolo è di giudice di legittimità e non può riesaminare nel merito le prove, come la detenzione delle chiavi, già valutate dai giudici di primo e secondo grado. La decisione conferma che il possesso è tutelato sulla base di elementi fattuali e che i motivi di ricorso non possono mirare a una nuova valutazione dei fatti.
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Incarichi dirigenziali: motivazione e trasparenza
Un funzionario pubblico ha contestato l'assegnazione di due incarichi dirigenziali. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il suo ricorso, ha sancito un principio fondamentale: anche quando la Pubblica Amministrazione conferisce incarichi con atti di natura privatistica, deve rispettare i principi di correttezza, buona fede e trasparenza. La scelta non può essere arbitraria ma deve fondarsi su una valutazione comparativa e una motivazione congrua che renda palesi le ragioni della preferenza accordata a un candidato rispetto agli altri, pena l'illegittimità della selezione.
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Lavoratore socialmente utile: no assunzione automatica
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impiego come lavoratore socialmente utile non conferisce il diritto a un'assunzione a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava una lavoratrice che, dopo un periodo come LSU e un'assunzione in una società partecipata poi disciolta, chiedeva la stabilizzazione presso il Comune. La Corte ha ribadito che l'accesso al pubblico impiego richiede un concorso, escludendo qualsiasi automatismo e confermando la natura assistenziale, e non di lavoro subordinato, dell'impiego come lavoratore socialmente utile.
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Notifica atto presupposto: la Cassazione decide
Una contribuente impugna un preavviso di iscrizione ipotecaria sostenendo la mancata notifica dell'atto presupposto. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, chiarendo che il contribuente ha il diritto di contestare un atto consequenziale per il solo vizio di omessa notifica dell'atto precedente, senza dover entrare nel merito della pretesa tributaria. La Corte stabilisce che, in tal caso, il giudice deve limitarsi a verificare il difetto di notifica. Viene inoltre dichiarato inammissibile il ricorso principale dell'Agente della Riscossione per un vizio di rappresentanza processuale.
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Liquidazione compensi professionali: i minimi inderogabili
Un cittadino ha impugnato una decisione relativa alla liquidazione dei compensi legali in una causa per equa riparazione da irragionevole durata del processo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione compensi professionali operata dalla corte di merito per alcune fasi era inferiore ai minimi tariffari, che sono inderogabili. Inoltre, ha censurato la mancata pronuncia sulla richiesta di maggiorazione del compenso per l'uso di strumenti telematici avanzati nella redazione degli atti. La causa è stata rinviata per una nuova e corretta determinazione delle spese.
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Querela di falso: come contestare una firma falsificata
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una associazione sportiva contro due suoi ex membri, i quali avevano contestato l'autenticità delle loro firme su delle lettere di dimissioni. Attraverso una querela di falso, i due ex soci hanno ottenuto il riconoscimento della falsità delle firme sia in primo che in secondo grado. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'associazione, cogliendo l'occasione per ribadire principi fondamentali: la querela di falso può essere presentata in qualsiasi momento del processo, anche da chi era assente nel primo giudizio. Inoltre, se si contesta la firma su una fotocopia, è onere di chi la produce esibire l'originale.
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Diniego mobilità volontaria: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del diniego di mobilità volontaria opposto da un'Azienda Sanitaria a una dipendente. La decisione si fonda sulla carenza di personale, ritenuta motivazione sufficiente e coerente. La sentenza sottolinea che il trasferimento non è un diritto del lavoratore, ma una scelta discrezionale del datore di lavoro pubblico, il quale deve agire secondo buona fede. L'onere di provare l'illegittimità o la pretestuosità del diniego spetta al lavoratore.
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Credito del consorziato: quando sorge il diritto?
Una società cooperativa di autotrasporti ha richiesto un pagamento a un consorzio di cui fa parte. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di credito del consorziato sorge solo nel momento in cui il consorzio riceve effettivamente il pagamento dal cliente finale. Il rapporto tra le parti è assimilabile a un mandato, e spetta alla società consorziata dimostrare l'avvenuto incasso da parte del consorzio. In assenza di tale prova, la richiesta di pagamento è stata respinta, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Equa riparazione: quando il credito è irrisorio?
Due società creditrici in una procedura fallimentare chiedevano l'equa riparazione per l'eccessiva durata del processo. La Corte d'Appello rigettava la domanda ritenendo il credito "irrisorio". La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che il criterio dell'irrisorietà non è meramente oggettivo ma va valutato alla luce della giurisprudenza europea, che considera anche le condizioni soggettive del ricorrente. La Corte ha quindi condannato il Ministero a pagare l'indennizzo.
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Compensi professionali forensi: minimi inderogabili
Una cittadina, dopo aver ottenuto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo, ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva liquidato i compensi professionali forensi in misura inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, riaffermando il principio dell'inderogabilità dei minimi tariffari e condannando il Ministero della Giustizia al pagamento delle corrette spese legali.
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Difensore libero foro: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione. La causa era la rappresentanza in giudizio affidata a un difensore libero foro anziché all'Avvocatura dello Stato, come richiesto per i giudizi di legittimità. La mancanza delle condizioni derogatorie ha reso la procura all'avvocato invalida, comportando l'inammissibilità dell'intero ricorso per un vizio di rappresentanza processuale.
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Azione revocatoria: i presupposti secondo la Cassazione
Un istituto di credito ha intentato un'azione revocatoria contro un debitore che aveva venduto l'unico immobile di sua proprietà a dei parenti. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rendendo la vendita inefficace nei confronti del creditore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso degli acquirenti e chiarendo che i legami familiari, uniti ad altri indizi, possono costituire una valida prova presuntiva dell'intento fraudolento (consilium fraudis). La Corte ha inoltre ribadito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove, ma solo per contestare errori di diritto.
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