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Art. 92 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1196 provvedimenti

Altri anni per Art. 92 Codice di Procedura Civile

Domanda di divisione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso riguardante una domanda di divisione immobiliare. I ricorrenti, comproprietari di un immobile, avevano citato in giudizio una banca e altri comproprietari che avevano venduto quote dell'immobile, dichiarando falsamente di aver usucapito le quote degli altri. La Cassazione ha confermato che la domanda di divisione è inammissibile se non vengono citati in giudizio tutti i comproprietari, in virtù del litisconsorzio necessario. Tuttavia, ha accolto il motivo di ricorso relativo al risarcimento dei danni, stabilendo che una domanda generica di condanna, da liquidarsi in un secondo momento, è pienamente valida e deve essere esaminata nel merito.
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Compenso avvocato: accordo scritto e spese legali
La Corte di Cassazione chiarisce due principi fondamentali sul compenso dell'avvocato: l'accordo scritto tra le parti prevale sempre sulle tariffe professionali e la successiva abrogazione di tali tariffe non invalida l'accordo. Inoltre, la Corte stabilisce che la parte che ottiene un accoglimento anche solo parziale della propria domanda è considerata vincitrice e non può essere condannata al pagamento delle spese legali della controparte.
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Foro del consumatore: il convenuto non può eccepirlo
Una professionista ha citato in giudizio un Condominio presso il foro del consumatore per ottenere il pagamento di compensi. Il Condominio si è opposto, eccependo l'incompetenza del tribunale a favore di un diverso foro previsto da una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il consumatore, quando è convenuto nel proprio foro di competenza, non può sollevare tale eccezione. La protezione del foro del consumatore non può essere usata per paralizzare l'azione legale correttamente intentata contro di lui. Di conseguenza, la Corte ha annullato la precedente decisione e ha dichiarato la competenza del tribunale originariamente adito.
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Agevolazioni tributarie: il limite UE del de minimis
Un'impresa individuale richiede un rimborso IRPEF per le agevolazioni tributarie previste a seguito di eventi vulcanologici. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, ma i giudici di primo e secondo grado danno ragione al contribuente. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia, cassa la sentenza d'appello. La motivazione risiede nel fatto che il giudice di merito ha omesso di verificare la compatibilità dell'aiuto con la normativa europea sugli aiuti di Stato, in particolare con il regime "de minimis". La Corte sottolinea che spetta al contribuente l'onere di provare il rispetto dei limiti previsti dalla disciplina UE e rinvia la causa per un nuovo esame.
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CTU e documenti tardivi: il consenso sana la nullità
In una causa tra banca e correntista, la Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione tardiva di documenti è sanabile se vi è il consenso delle parti, anche implicito. L'ordinanza analizza il tema della CTU e documenti tardivi, confermando che la richiesta di esibizione documentale da parte del correntista può essere interpretata come un consenso alla loro successiva produzione. La Corte ha inoltre ribadito la legittimità del criterio del 'saldo zero' per la ricostruzione del conto in caso di documentazione incompleta.
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Onere della prova bancario: la regola del saldo zero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito le regole sull'onere della prova bancario in caso di documentazione incompleta. Quando un correntista non si limita a difendersi dalla pretesa della banca ma agisce a sua volta per l'accertamento negativo del debito, la banca mantiene l'onere di produrre tutti gli estratti conto sin dall'origine del rapporto. In mancanza, il giudice può correttamente applicare il criterio del 'saldo zero', ripartendo il calcolo dal primo estratto conto disponibile, senza tener conto di un eventuale saldo a debito preesistente non documentato.
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Spese divisione endo-esecutiva: la Cassazione decide
Un creditore avvia una procedura di divisione immobiliare (divisione endo-esecutiva) per soddisfare il proprio credito. La Corte d'Appello aveva compensato le spese legali tra le parti, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. L'ordinanza stabilisce che nelle procedure di spese divisione endo-esecutiva, i costi seguono il principio della soccombenza: il creditore procedente, non essendo un comproprietario, ha diritto al rimborso delle spese sostenute per il miglior esito della procedura esecutiva.
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Compensazione spese di lite: la Cassazione chiarisce
Una società ha impugnato una sentenza relativa alla parziale compensazione spese di lite, sostenendo che la notevole riduzione della pretesa del lavoratore costituisse una soccombenza reciproca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che l'accoglimento quantitativamente ridotto di un'unica domanda non configura soccombenza reciproca, ma una vittoria della parte attrice. La decisione si fonda su un recente intervento delle Sezioni Unite, che distingue nettamente questa ipotesi dalla vera soccombenza reciproca, che si verifica solo in presenza di domande contrapposte.
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Impugnazione ordinanza sospensione: quando è inammissibile
Una società finanziaria ha impugnato un'ordinanza che confermava la sospensione di un procedimento di recupero crediti. La sospensione era stata disposta in attesa della definizione di un'altra causa sulla validità delle fideiussioni. La società ricorrente sosteneva che il giudizio dovesse essere dichiarato estinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'impugnazione ordinanza sospensione inammissibile, poiché non è possibile impugnare un'ordinanza che si limita a confermare un precedente provvedimento di sospensione non tempestivamente contestato.
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Godimento esclusivo bene ereditario: quando pagare?
Una coerede utilizzava in via esclusiva un immobile facente parte dell'eredità. La Corte di Cassazione ha stabilito che il godimento esclusivo bene ereditario non genera automaticamente l'obbligo di versare un'indennità agli altri coeredi. Tale obbligo sorge solo se gli altri eredi hanno manifestato l'intenzione di utilizzare il bene e ne sono stati impediti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva imposto il pagamento basandosi sul solo utilizzo.
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Risarcimento danno servitù: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12695/2025, chiarisce un principio fondamentale in materia di diritti reali: l'impedimento all'esercizio di una servitù di passaggio costituisce di per sé un danno risarcibile. Il proprietario del fondo dominante non è tenuto a fornire una prova specifica del pregiudizio economico subito, poiché la lesione consiste nella perdita della possibilità di godimento del proprio diritto. Il giudice può liquidare il risarcimento danno servitù in via equitativa. La Corte ha inoltre annullato la sentenza d'appello per non aver deciso su una domanda di 'negatoria servitutis' presentata contestualmente.
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Appello incidentale tardivo: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di onorari professionali in cui due avvocati e la loro associazione avevano citato in giudizio un'ex cliente. Il tribunale aveva negato la legittimazione attiva all'associazione, ma condannato la cliente a pagare i professionisti. La cliente ha appellato solo la parte relativa alla compensazione delle spese con l'associazione. Gli avvocati hanno proposto un appello incidentale tardivo su altri capi della sentenza. La Cassazione ha confermato la decisione d'appello, dichiarando l'inammissibilità dell'appello incidentale tardivo, poiché l'interesse dei legali a impugnare non nasceva dall'appello principale della cliente, ma già dalla sentenza di primo grado che li aveva visti parzialmente soccombenti.
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Patrocinio a spese dello Stato: le spese legali
Un cittadino, inizialmente ammesso al patrocinio a spese dello Stato, si oppone alla sua revoca. Dopo un rinvio dalla Corte di Cassazione, il tribunale ha stabilito che le spese legali per tutte le fasi del giudizio dovessero essere pagate dall'Erario (lo Stato), e non dal Ministero della Giustizia, risultato soccombente. La Suprema Corte ha confermato questa decisione, chiarendo che l'ammissione originaria al patrocinio a spese dello Stato si estende automaticamente a tutti i procedimenti connessi e accessori, inclusa l'opposizione alla sua revoca. Di conseguenza, è corretto che sia l'Erario a farsi carico dei costi.
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Spese legali: il divieto di reformatio in pejus
In una causa per una donazione nulla tra familiari, il figlio appellante ottiene una riduzione della somma da restituire ma si vede aumentare le spese legali del primo grado. La Corte di Cassazione interviene, ribadendo che, in assenza di appello incidentale, la statuizione sulle spese legali non può essere peggiorata per chi ha impugnato la sentenza. Viene così cassata la decisione d'appello sul punto specifico delle spese, applicando il principio del divieto di "reformatio in pejus".
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Legittimazione attiva consorzio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12773/2025, ha negato la legittimazione attiva di una società consortile nel richiedere un risarcimento danni a un ente comunale per un contratto di appalto. La Corte ha stabilito che la costituzione di un consorzio per l'esecuzione dei lavori non comporta un automatico subentro nei diritti e obblighi del contratto originario, che restano in capo alle imprese appaltatrici. Pertanto, in assenza di una provata cessione del contratto, il consorzio non può agire in giudizio contro la stazione appaltante.
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Motivazione per relationem: quando è valida in appello
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della motivazione per relationem, rigettando il ricorso di alcuni eredi che contestavano una serie di atti patrimoniali compiuti dal loro parente defunto. La Corte ha stabilito che la sentenza d'appello può legittimamente richiamare le argomentazioni del giudice di primo grado, a condizione che dimostri di aver esaminato criticamente i motivi di gravame. Il caso verteva sulla presunta nullità di un preliminare di dazione in pagamento e di donazioni, ma il ricorso è stato respinto per carenze procedurali e infondatezza nel merito.
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Distanza alberi confine: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso sulla distanza alberi confine tra un privato e un condominio. Il condominio aveva acquisito per usucapione il diritto di mantenere gli alberi a una distanza inferiore a quella legale. La Corte ha stabilito che tale diritto prevale sulla norma che consente di tenere piante contro un muro divisorio, specialmente se questo è una recinzione mista. L'appello del privato è stato respinto, confermando che l'usucapione consolida la situazione e che le richieste di risarcimento per la caduta di foglie richiedono prove specifiche.
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Inammissibilità del ricorso: la prova dei pagamenti
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di una società contro un avvocato per compensi professionali. La Corte conferma la decisione d'appello, respingendo la richiesta di riesame sulla prova dei pagamenti a causa della regola della 'doppia conforme' e della mancata individuazione di un fatto decisivo omesso.
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Risarcimento danno immobiliare: il giudicato conta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società immobiliare al risarcimento del danno per la mancata restituzione di alcuni immobili, protrattasi per otto anni. La Corte ha stabilito che la precedente sentenza, che ordinava il rilascio dei beni, costituiva prova definitiva (giudicato) del possesso da parte della società, rendendola responsabile per la conseguente indisponibilità. Il ricorso della società è stato rigettato, affermando il diritto dei proprietari a ottenere un risarcimento danno immobiliare per il periodo in cui non hanno potuto disporre dei loro beni.
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Competenza per valore: la domanda riconvenzionale
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della competenza per valore in un'opposizione all'esecuzione. Se la parte opposta presenta una domanda riconvenzionale di valore superiore ai limiti del Giudice di Pace, la competenza si sposta al Tribunale. La Corte ha stabilito che il cumulo delle domande determina il giudice competente, accogliendo il ricorso e dichiarando la competenza del Tribunale.
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