LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 873 Codice Civile — Anno 2026

Pagina 2 di 3

47 provvedimenti

Altri anni per Art. 873 Codice Civile

Diritto di Panorama: la Bella Vista non Salva il Condominio
Un proprietario ha citato in giudizio un Condominio per la demolizione di una balaustra che permetteva di guardare nel suo fondo. Il Condominio si è difeso invocando il cosiddetto 'diritto di panorama'. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: il diritto di panorama non è un diritto autonomo che può giustificare la violazione delle norme sulle distanze e sulle aperture (luci e vedute). Il diritto del vicino a non subire ispezioni prevale sul semplice godimento di una bella vista. Di conseguenza, la Corte ha dato ragione al proprietario, stabilendo che l'apertura doveva essere regolarizzata secondo legge, a prescindere dal panorama.
Continua »
Violazione distanze legali: demolizione anche con permesso del Comune
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna alla demolizione di una sopraelevazione per violazione distanze legali. Un'azienda aveva innalzato il proprio edificio non rispettando la distanza minima di 10 metri dal fabbricato dei vicini, prevista da una norma nazionale (D.M. 1444/1968). L'azienda si era difesa sostenendo di avere un'autorizzazione comunale e un accordo privato con i vicini. I giudici hanno stabilito che le norme sulle distanze sono imperative e tutelano l'interesse pubblico. Pertanto, non possono essere derogate né da regolamenti locali meno restrittivi né da accordi tra privati, che sono da considerarsi nulli. La sopraelevazione, qualificata come 'nuova costruzione', doveva rispettare la legge nazionale, portando alla vittoria dei vicini e all'ordine di demolizione.
Continua »
Onere di diligenza avvocato: causa persa per un indirizzo errato
Un proprietario perde la sua causa contro un vicino non per il merito della questione (un muro di confine), ma per un errore procedurale. Il suo legale ha notificato l'appello a un indirizzo non più valido dell'avvocato avversario, superando i termini di legge. La Cassazione ha stabilito che l'onere di diligenza dell'avvocato impone di verificare l'indirizzo aggiornato del collega, ad esempio consultando l'albo professionale. Questa negligenza ha reso la notifica 'inesistente' e l'appello inammissibile. Il risultato è una sconfitta definitiva con condanna a pesanti spese legali e sanzioni.
Continua »
Balconi ampi e distanze legali: la Cassazione dà ragione al vicino
La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiave sui balconi nel calcolo delle distanze legali tra edifici. Una società costruttrice aveva realizzato un palazzo con ampie passerelle e balconi, sostenendo che non dovessero essere contati nella distanza di 10 metri dal vicino. I giudici hanno invece dato ragione al proprietario confinante, chiarendo che le sporgenze di notevoli dimensioni, che ampliano la superficie utilizzabile dell'abitazione, costituiscono un 'corpo di fabbrica'. Di conseguenza, devono essere incluse nella misurazione delle distanze. La Corte ha quindi confermato l'ordine di arretramento della costruzione, rigettando il ricorso dell'azienda.
Continua »
Terrapieno come costruzione: Vicino e Comune condannati
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: un terrapieno artificiale va considerato a tutti gli effetti una costruzione. Di conseguenza, deve rispettare le distanze legali dal confine del vicino. La vicenda nasce dalla causa intentata da due società contro un'azienda confinante e il Comune, colpevoli di aver realizzato un terrapieno e altre opere senza rispettare le distanze. La Corte ha confermato la condanna all'arretramento delle opere, chiarendo che la qualifica di terrapieno come costruzione è pacifica quando il dislivello è creato dall'uomo. L'azienda proprietaria e il Comune sono stati condannati a rimuovere le opere e a pagare le spese legali, perdendo la causa.
Continua »
Muro sotto terra viola le distanze tra costruzioni? La Cassazione
Una società costruttrice realizza un muro di contenimento interrato, rispettando il livello naturale del terreno. I proprietari vicini la denunciano per violazione delle distanze tra costruzioni, poiché successivi scavi hanno reso visibile il muro dal loro lato. La Corte di Cassazione dà ragione alla società, stabilendo un principio fondamentale: il calcolo delle distanze tra costruzioni deve basarsi sul 'piano di campagna', ovvero il livello originario del terreno, e non su livelli modificati artificialmente in un secondo momento. Un'opera interrata rispetto al piano naturale non viola le distanze. La sentenza che condannava la società a un risarcimento è stata quindi annullata.
Continua »
Pavimentazione sul confine: non è costruzione ma è sconfinamento
Un proprietario cita in giudizio i vicini, accusandoli di aver violato le distanze legali e di aver realizzato uno sconfinamento con pavimentazione sul suo terreno. La Corte di Cassazione stabilisce un principio importante: una semplice pavimentazione a raso non è una 'costruzione' ai fini del calcolo delle distanze tra edifici. Di conseguenza, la richiesta di arretramento dell'edificio del vicino viene respinta. Tuttavia, la Corte accoglie il ricorso del proprietario su un altro punto cruciale. I giudici avevano erroneamente ignorato che la stessa pavimentazione, pur non essendo una costruzione, costituiva un'occupazione illegittima del fondo altrui. La sentenza viene quindi annullata limitatamente alla questione dello sconfinamento con pavimentazione, che dovrà essere riesaminata da un nuovo giudice per decidere sulla restituzione del terreno e sul risarcimento dei danni.
Continua »
Costruisce sul confine: condannato per le distanze legali
Un proprietario realizza un parcheggio e una terrazza con muro di contenimento sul confine, violando le norme locali. I vicini lo citano in giudizio per ottenere la demolizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che anche un terrapieno artificiale rientra nella nozione di 'costruzione' e deve rispettare le distanze legali tra costruzioni. I regolamenti comunali non possono creare definizioni diverse per eludere le norme del Codice Civile. Di conseguenza, ha confermato la condanna all'arretramento dell'opera a cinque metri dal confine. Il costruttore ha perso la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Violazione distanze legali: rampa e muretto costano la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una proprietaria per la violazione delle distanze legali a causa di una rampa, una passerella e un muro costruiti troppo vicini al confine. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la distanza minima di dieci metri tra edifici si applica in quasi tutte le zone urbanistiche, incluse quelle residenziali (Zona B), e non solo in quelle di espansione. Inoltre, ha chiarito che anche opere come rampe e passerelle sono considerate 'costruzioni' soggette a tali regole. Infine, la responsabilità per la violazione delle distanze legali è legata all'immobile: il proprietario attuale è tenuto a demolire e risarcire il danno, anche se le opere abusive sono state realizzate dal precedente venditore.
Continua »
Distanza dal confine PRG non approvato: la Cassazione salva la casa
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla distanza dal confine PRG non approvato. Un proprietario aveva costruito un immobile rispettando le norme vigenti. Un vicino lo ha citato in giudizio chiedendo l'arretramento, basandosi su una nuova distanza prevista da un Piano Regolatore (PRG) che all'epoca della costruzione era stato solo 'adottato' dal Comune, ma non ancora 'approvato' dalla Regione. La Cassazione ha dato ragione al costruttore, stabilendo che le norme di un PRG, incluse le distanze, diventano vincolanti per i privati solo dopo l'approvazione regionale e la pubblicazione. La sola adozione comunale non è sufficiente a modificare i diritti tra vicini.
Continua »
Violazione distanze legali: costruzione illegittima, ma danno da provare
Una società costruttrice realizza un edificio con un piano seminterrato non conforme al progetto approvato, violando le distanze dal confine. I proprietari vicini chiedono la demolizione e il risarcimento. La Cassazione conferma l'illegittimità dell'opera, poiché la deroga alle distanze è valida solo se il progetto viene rispettato integralmente. Tuttavia, ribalta la decisione sul risarcimento, stabilendo un principio fondamentale: la violazione distanze legali non genera un danno automatico (non è 'in re ipsa'). Il proprietario danneggiato deve sempre provare concretamente il pregiudizio subito, come la perdita di valore o di godibilità dell'immobile. La causa torna in Appello solo per la valutazione della prova del danno.
Continua »
Violazione distanze legali: l’azienda si arrende in Cassazione
Alcuni proprietari hanno citato in giudizio un'azienda costruttrice per la violazione distanze legali dovuta a una sopraelevazione realizzata a meno di 10 metri dalle loro abitazioni. Lamentavano anche rumori da condizionatori e tubature posizionate a meno di un metro dal confine. La Corte d'Appello aveva dato ragione ai proprietari, ordinando l'arretramento. L'azienda ha fatto ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato all'azione. La Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la condanna. L'azienda dovrà arretrare le costruzioni abusive.
Continua »
Violazione distanze legali: capannone demolito, vince il Condominio
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di un capannone costruito da un'azienda in violazione delle distanze legali rispetto ai fabbricati condominiali vicini. L'azienda si era difesa sostenendo di aver costruito in aderenza a un preesistente muro di cinta, che secondo la legge non si calcola nelle distanze. Tuttavia, i giudici hanno chiarito un principio fondamentale: se oltre il muro di cinta esiste già un altro edificio a distanza inferiore a quella legale, non è possibile costruire in aderenza. Questa azione creerebbe infatti un'intercapedine dannosa e illegale. La sentenza ribadisce la rigidità delle norme sulla violazione delle distanze legali, dando piena ragione ai Condominii che avevano chiesto la demolizione.
Continua »
Distanze tra costruzioni: la via pubblica salva dalla demolizione
Un proprietario ha citato in giudizio i vicini per una sopraelevazione che, a suo dire, violava la distanza minima di 10 metri. I costruttori si sono difesi sostenendo che la regola non fosse applicabile a causa della strada che separava i due edifici. La Corte di Cassazione ha dato loro ragione, stabilendo che le norme sulle distanze tra costruzioni con via pubblica non si applicano in questo caso. La regola dei 10 metri del D.M. 1444/1968 vale solo per specifiche zone urbanistiche (Zone C), mentre l'immobile si trovava in Zona B. Di conseguenza, la costruzione è stata ritenuta legittima e l'ordine di demolizione e risarcimento è stato annullato.
Continua »
Distanze legali tra edifici: bow-window e tolleranza del 2%
La controversia riguarda il mancato rispetto delle distanze legali tra edifici in seguito alla costruzione di bow-windows su un fabbricato confinante. I ricorrenti contestavano l'ordine di arretramento di 20 cm, sostenendo che la distanza dovesse misurarsi dalla linea mediana del muro di confine e invocando la tolleranza edilizia del 2%. La Corte di Cassazione ha rigettato tali tesi, chiarendo che la distanza si misura dalla faccia esterna del muro comune e che la tolleranza del 2% non è applicabile nei rapporti tra privati. Al contempo, la Corte ha accolto il ricorso incidentale dei vicini, stabilendo che i bow-windows, in quanto corpi di fabbrica, devono essere considerati costruzioni per l'intera sporgenza e ha rilevato l'omessa pronuncia del giudice di merito sulla questione del deflusso delle acque piovane.
Continua »
Sopraelevazione e distanze: quando il tetto è legale
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della sopraelevazione di un tetto in relazione alle distanze legali tra edifici. Nel caso di specie, una ricostruzione aveva comportato un innalzamento del piano d'imposta di 34 cm. Mentre la Corte d'Appello aveva ordinato la demolizione ritenendola una nuova costruzione, la Cassazione ha annullato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che variazioni di altezza dovute a necessità tecniche, come l'inserimento di cordoli antisismici o strati di coibentazione, non costituiscono necessariamente un aumento di volumetria rilevante se non creano nuova superficie abitabile. Inoltre, ha richiamato l'importanza dello ius superveniens, ovvero l'applicazione di norme tecniche più recenti e favorevoli al costruttore intervenute durante il giudizio.
Continua »
Sicurezza statica edificio: la tutela è senza tempo
Un condomino ha citato in giudizio una società commerciale per aver eseguito modifiche strutturali a un locale al piano terra, lamentando rischi per la sicurezza statica edificio e violazioni del decoro architettonico. Mentre la Corte d'Appello aveva rigettato le richieste per mancanza di prova sulla data dei lavori, la Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la tutela della stabilità del fabbricato è un interesse primario e imprescrittibile: se un'opera compromette la sicurezza statica edificio, il diritto di chiederne la rimozione non scade mai, rendendo irrilevante l'epoca di realizzazione delle opere stesse.
Continua »
Distanze legali: regole per scale in aderenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che ordinava la demolizione di una scala esterna realizzata in un'intercapedine tra edifici. Il fulcro della controversia riguarda il rispetto delle distanze legali e la corretta qualificazione dell'opera come costruzione in aderenza o in appoggio. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito non può presumere l'illegittimità basandosi solo sulla natura dell'opera, ma deve accertare se esista un'autonomia strutturale o se l'opera elimini effettivamente ogni spazio vuoto tra i fabbricati.
Continua »
Distanze tra edifici: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le distanze tra edifici si applicano anche a balconi e muri di contenimento artificiali. Nel caso analizzato, i giudici hanno però annullato la richiesta di risarcimento danni continuativa poiché il proprietario aveva venduto l'immobile durante il processo, limitando il diritto all'indennizzo al solo periodo di effettiva proprietà.
Continua »
Distanze tra costruzioni: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema delle distanze tra costruzioni in un caso di demolizione e ricostruzione con aumento di volume. Grazie all'applicazione dello ius superveniens e delle recenti riforme edilizie, la Corte ha stabilito che la ricostruzione con premi volumetrici può mantenere le distanze legittimamente preesistenti, ribaltando precedenti orientamenti più restrittivi.
Continua »