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Art. 85-bis, d.P.R. n. 309 del 1990

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91 provvedimenti

Confisca denaro stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte in cui disponeva la confisca di una somma di denaro trovata insieme a sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che, in caso di accusa per mera detenzione e trasporto, il denaro non può essere considerato automaticamente 'profitto del reato'. La confisca denaro stupefacenti è possibile solo dimostrando una sproporzione tra i beni e il reddito dell'imputato, secondo l'art. 240-bis c.p., cosa che il giudice di merito non aveva fatto. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Sequestro per sproporzione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di una cospicua somma di denaro trovata in possesso di un indagato con redditi quasi inesistenti. La sentenza chiarisce che per il sequestro per sproporzione non è necessario dimostrare il nesso diretto tra il denaro e uno specifico reato, essendo sufficiente l'evidente sproporzione tra il patrimonio e il reddito dichiarato e l'impossibilità di giustificarne la lecita provenienza.
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Confisca per sproporzione: sì anche per la detenzione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata in possesso di un soggetto accusato di sola detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sull'impossibilità dell'imputato, privo di reddito, di giustificare la legittima provenienza del denaro, ritenuto sproporzionato rispetto alla sua condizione economica, respingendo la tesi difensiva che lo attribuiva all'indennità di disoccupazione della moglie.
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Confisca denaro stupefacenti: quando è sempre lecita
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca di denaro derivante da spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sul nuovo art. 85-bis del d.P.R. 309/1990, che autorizza la confisca del profitto per tutte le violazioni in materia di droga. La Corte sottolinea che, una volta accertato dal giudice di merito il nesso tra il denaro e il reato, la confisca denaro stupefacenti è legittima e l'impugnazione infondata.
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Confisca per sproporzione: spaccio e sequestro di denaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti contro il sequestro di 950 euro. La Corte ha confermato la legittimità della confisca per sproporzione, ritenendo la somma incompatibile con la totale assenza di un'attività lavorativa lecita degli imputati, la cui principale occupazione era lo spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulle recenti modifiche legislative che hanno esteso questa misura anche ai reati di spaccio di lieve entità.
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Confisca denaro detenzione stupefacenti: i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la confisca del denaro, del cellulare e l'espulsione di un imputato condannato per mera detenzione di stupefacenti. La Suprema Corte ha chiarito che la confisca del denaro in caso di detenzione di stupefacenti è illegittima se non viene provato un collegamento diretto con l'attività di spaccio. Inoltre, la motivazione del provvedimento di espulsione deve tenere conto delle condizioni familiari e del radicamento sociale dell'imputato, elementi omessi nel caso di specie.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un'ordinanza di confisca di denaro. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi dell'appello, che non contestavano specificamente le argomentazioni del provvedimento impugnato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per non aver fornito una critica circostanziata, ignorando le ragioni che giustificavano la confisca per assenza di lecita provenienza del denaro.
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Confisca per sproporzione: irrilevante il nesso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro finalizzato alla confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata insieme a sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che, per questo tipo di confisca, non è necessario dimostrare il legame diretto (nesso di pertinenzialità) tra il denaro e il reato contestato, a differenza della confisca diretta.
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Sequestro preventivo: soldi in casa dell’amministratore
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un sequestro preventivo di un'ingente somma di denaro trovata nell'abitazione dell'amministratore di una società, indagato per gravi reati. La società rivendicava la proprietà dei fondi, sostenendo fossero proventi dell'attività commerciale. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando il provvedimento. Ha stabilito che la motivazione del Tribunale del Riesame, che riteneva inverosimile la detenzione di tale contante a casa e sproporzionato rispetto ai redditi dell'indagato, era logica e sufficiente, non potendo essere riesaminata nel merito in sede di legittimità.
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Confisca denaro per droga: la Cassazione chiarisce
Un individuo è stato condannato per reati legati agli stupefacenti, con contestuale confisca di una somma di quarantamila euro. La Corte di Cassazione ha annullato la statuizione sulla confisca denaro per totale assenza di motivazione, rinviando il caso alla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha precisato che, sebbene non si possa procedere con confisca diretta o per equivalente, poiché la somma non costituisce prezzo, prodotto o profitto del reato, è possibile valutare la confisca per sproporzione, misura di sicurezza applicabile anche retroattivamente.
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Confisca profitto reato: limiti e presupposti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardo la confisca di denaro a un soggetto condannato per spaccio. La Corte ha stabilito che la confisca del profitto del reato può applicarsi solo alle somme che sono una conseguenza diretta e provata dei crimini specifici contestati, e non a tutto il denaro contante trovato in possesso dell'imputato, anche se di origine incerta. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione, che potrebbe includere l'esame della sproporzione tra la somma e i redditi leciti secondo la nuova legislazione.
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