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Art. 8 Convenzione EDU — Anno 2025

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148 provvedimenti

Altri anni per Art. 8 Convenzione EDU

Ricorso in cassazione: improcedibile se manca l’atto
Un cittadino straniero impugna un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso in cassazione improcedibile a causa di un vizio formale insuperabile: il mancato deposito del provvedimento impugnato. La decisione evidenzia come il rispetto delle norme procedurali sia un requisito fondamentale per l'ammissibilità del ricorso, prevalendo su qualsiasi valutazione di merito.
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Inespellibilità straniero: integrazione sociale va valutata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che convalidava un decreto di espulsione, stabilendo un principio chiave sull'inespellibilità dello straniero. La Corte ha chiarito che il giudice non può limitarsi a un controllo formale dell'atto, ma deve esaminare nel merito le prove dell'effettiva integrazione sociale e della vita privata del cittadino straniero, come previsto dall'art. 19 del Testo Unico sull'Immigrazione. Nel caso specifico, non erano stati considerati elementi decisivi come il lavoro, la formazione linguistica e la condizione di vulnerabilità del ricorrente.
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Trasferimento Dublino: no stop senza carenze sistemiche
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15773/2025, ha accolto il ricorso del Ministero dell'Interno, annullando la decisione del Tribunale di Roma che aveva bloccato il trasferimento Dublino di un richiedente asilo verso la Germania. La Corte ha stabilito che un giudice non può sindacare la valutazione sul rischio di respingimento indiretto fatta da un altro Stato membro, a meno che non sussistano prove di carenze sistemiche nella procedura di asilo e accoglienza di tale Stato. La decisione si allinea ai principi della Corte di Giustizia UE e delle Sezioni Unite, riaffermando il principio di reciproca fiducia tra gli Stati membri. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame alla luce di questi principi.
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Divieto di espulsione padre convivente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16079/2025, ha stabilito un principio fondamentale a tutela del nucleo familiare. La Corte ha chiarito che il divieto temporaneo di espulsione, previsto per la madre nei sei mesi successivi al parto, si estende anche al padre convivente, pur se non sposato. Il caso riguardava un cittadino straniero, padre di un neonato, il cui ricorso era stato inizialmente respinto a causa di un errore sulla data di nascita del figlio. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice deve valutare l'effettività e la stabilità del legame familiare, superando il formalismo del vincolo matrimoniale per proteggere l'interesse superiore del minore. La sentenza ribadisce l'importanza del divieto di espulsione del padre convivente per garantire l'unità familiare nella sua fase formativa.
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Giurisdizione contenzioso climatico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario italiano nelle cause intentate da associazioni ambientaliste e cittadini contro una grande compagnia energetica per i danni derivanti dal cambiamento climatico. La decisione chiarisce che tali azioni, basate sulla lesione di diritti fondamentali, rientrano nella competenza dei tribunali civili e non costituiscono un'indebita ingerenza nella sfera politica. Per la giurisdizione sul contenzioso climatico, è stato ritenuto determinante il luogo in cui si manifesta il danno, ovvero il territorio italiano dove risiedono i ricorrenti.
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Sospensione processo tributario: la guida completa
Un socio di una società a ristretta base ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori redditi da capitale, derivanti da utili extra-contabili contestati alla società. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19715/2025, ha chiarito i principi sulla sospensione del processo tributario. Sebbene il ricorso sia stato dichiarato inammissibile per cessata materia del contendere, la Corte ha esaminato la questione ai fini della soccombenza virtuale. È stato confermato che il giudizio sull'accertamento societario costituisce un presupposto logico-giuridico indispensabile per quello a carico del socio. Pertanto, la sospensione del processo tributario del socio in attesa della definizione del giudizio della società è corretta e necessaria, per evitare un conflitto tra giudicati.
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Accertamenti bancari sui soci: quando sono validi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22430/2025, ha rigettato il ricorso di una S.r.l. contro un avviso di accertamento basato su indagini bancarie estese ai conti correnti dei soci. La Corte ha confermato che, in presenza di società a ristretta base sociale, è legittimo presumere che le movimentazioni sui conti personali dei soci, specie se sproporzionate rispetto ai loro redditi dichiarati (impossidenti), siano riconducibili all'attività d'impresa. Questi accertamenti bancari sono dunque uno strumento valido per ricostruire il reddito non dichiarato della società. La sentenza chiarisce inoltre che non sussiste litisconsorzio necessario tra la società di capitali e i soci nel relativo contenzioso.
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Accertamenti bancari soci: quando sono legittimi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22250/2025, ha confermato la legittimità degli accertamenti bancari sui soci di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. La Corte ha stabilito che, in presenza di indizi come la mancanza di redditi personali significativi dei soci, le ingenti somme movimentate sui loro conti correnti possono essere presuntivamente attribuite alla società come ricavi non dichiarati. L'onere di provare l'estraneità di tali somme all'attività d'impresa spetta al contribuente. Il ricorso della socia è stato quindi rigettato.
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