Il Conducente, condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente, ha impugnato la sentenza contestando il raddoppio della sospensione della patente. La difesa sosteneva che tale sanzione violasse il principio del ne bis in idem e i principi europei sulla doppia punizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la sospensione della patente è una sanzione amministrativa con finalità preventiva e non penale, disposta all'interno dello stesso processo. Pertanto, non vi è alcuna violazione dei diritti del condannato. Il Conducente perde la causa, la sospensione di un anno è confermata ed egli viene condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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