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Art. 671 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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790 provvedimenti

Altri anni per Art. 671 Codice di Procedura Penale

Vincolo della continuazione: limiti e requisiti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto che richiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione per reati di bancarotta commessi a distanza di dieci anni. La Corte ha stabilito che la serialità delle condotte, in assenza di una programmazione unitaria originaria, configura uno stile di vita e non un unico disegno criminoso.
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Reato continuato: quando manca il disegno unitario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per il riconoscimento del reato continuato tra due condanne distinte. Il giudice ha stabilito che uno scarto temporale superiore ai tre anni tra un episodio di narcotraffico e l'adesione a un'associazione criminale esclude la prova di un unico programma criminoso originario.
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Continuazione in esecuzione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per il riconoscimento della continuazione in esecuzione, confermando il diniego tra reati di rapina e associazione mafiosa. La decisione si fonda sulla mancanza di un disegno criminoso unitario, evidenziata dall'estraneità dei complici e dalla localizzazione geografica dei reati fuori dal territorio della cosca.
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Vincolo della continuazione: i limiti in esecuzione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un soggetto che richiedeva l'applicazione del vincolo della continuazione tra reati commessi a distanza di anni e di diversa natura. La Corte ha chiarito che non basta un programma di vita criminale, ma occorre un'ideazione unitaria e specifica degli illeciti, supportata da indici concreti come la contiguità temporale e l'omogeneità delle condotte.
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Reato continuato: limiti ed applicazione pratica
L'ordinanza della Cassazione chiarisce i presupposti necessari per il riconoscimento del reato continuato in fase di esecuzione. La Corte ha rigettato il ricorso di un soggetto che chiedeva l'unificazione di condanne derivanti da diversi procedimenti, sottolineando che la continuazione richiede un programma criminoso unitario e non può essere richiesta per la prima volta in sede di legittimità se non precedentemente sottoposta al giudice di merito.
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Reato continuato in esecuzione: i criteri applicativi
L'ordinanza chiarisce i presupposti per il riconoscimento del reato continuato in esecuzione, distinguendo tra un progetto criminoso unitario e una generica dedizione al crimine. La Corte ha confermato il rigetto della richiesta di unificazione delle pene per un soggetto, a causa di un significativo intervallo temporale tra i reati e della diversità delle modalità operative impiegate.
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Continuazione reati: nuovi elementi in esecuzione
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento che dichiarava inammissibile una richiesta di continuazione reati per un condannato. Il giudice dell'esecuzione aveva erroneamente ignorato nuovi elementi probatori, come consulenze tecniche e testimonianze, limitandosi a valutare solo una sentenza di prescrizione. La Suprema Corte ha ribadito che l'esistenza di fatti nuovi impedisce la preclusione processuale.
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Reato continuato: calcolo pena e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza in materia di reato continuato poiché il giudice non aveva motivato adeguatamente gli aumenti di pena per i singoli reati satellite né aveva applicato la riduzione prevista per il rito abbreviato.
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Reato continuato in esecuzione: calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza che, pur riconoscendo il reato continuato in esecuzione tra due condanne, aveva negato effetti pratici sulla pena residua. La Corte ha stabilito che il giudice deve motivare rigorosamente il calcolo della fungibilità e dello scomputo dei periodi già espiati secondo l'art. 657 c.p.p.
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Reato continuato: oneri probatori e prova in appello
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di arma clandestina, precisando che il reato continuato non può essere riconosciuto in appello se la difesa non allega elementi specifici e concreti. Non è sufficiente la mera produzione di sentenze precedenti per ottenere l'unificazione delle pene.
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Reato continuato e mafia: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso del riconoscimento del reato continuato e mafia per un soggetto condannato in due diversi processi per associazione mafiosa. Il giudice dell'esecuzione aveva negato il vincolo a causa di un intervallo detentivo di dieci anni, ma la Suprema Corte ha annullato la decisione, stabilendo che la carcerazione non interrompe automaticamente l'unicità del disegno criminoso nelle associazioni di stampo mafioso.
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Reato continuato: i limiti in sede di esecuzione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso per il riconoscimento del reato continuato tra condanne per detenzione d'armi e rapine avvenute a distanza di tempo. I giudici hanno chiarito che l'impiego del medesimo strumento non dimostra un unico disegno criminoso, specialmente in presenza di reati eterogenei e distanti cronologicamente.
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Continuazione nel reato: i limiti in fase esecutiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione nel reato tra due diverse sentenze. La decisione si fonda sull'eccessivo intervallo temporale tra i fatti, superiore a quattro anni, elemento ritenuto incompatibile con l'esistenza di un unico disegno criminoso originario nonostante l'omogeneità dei reati commessi.
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Inammissibilità ricorso esecuzione: i limiti di legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso esecuzione presentato da un condannato che richiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. Poiché la richiesta era una mera riproposizione di un'istanza già rigettata senza nuovi elementi, i giudici hanno confermato la sanzione pecuniaria e il pagamento delle spese.
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Continuazione reati esecuzione: i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto che richiedeva l'applicazione della continuazione reati esecuzione per due episodi di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha confermato che la separazione temporale di due mesi e lo stato di alterazione alcolica durante il secondo reato rendono le condotte estemporanee, escludendo l'esistenza di un programma criminoso unitario deliberato all'origine.
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Continuità del reato: i limiti del giudice esecutivo
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di una richiesta di continuità del reato presentata da un soggetto condannato in diversi procedimenti per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. La decisione ribadisce che il riconoscimento del vincolo del disegno criminoso unico richiede una programmazione anticipata e specifica, non essendo sufficiente una generica inclinazione criminale o uno stile di vita deviante.
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Reato continuato: quando viene negato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che richiedeva il riconoscimento del reato continuato tra diverse sentenze di condanna. Il giudice dell'esecuzione aveva già negato l'istanza evidenziando l'eterogeneità delle condotte e la distanza temporale tra i fatti. La Suprema Corte ha ribadito che il controllo di legittimità è limitato alla coerenza della motivazione, senza possibilità di riesaminare il merito dei fatti già valutati.
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Dosimetria della pena: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato riguardante la dosimetria della pena applicata in sede di esecuzione per un reato di tentata estorsione. Il ricorrente contestava l'entità dell'aumento stabilito per il reato satellite, ma la Suprema Corte ha confermato la legittimità della decisione basata sulla gravità della condotta e sullo spessore criminale.
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Disegno criminoso: quando scatta la continuazione?
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso riguardante il riconoscimento del disegno criminoso per unificare le pene di diverse condanne. Il caso analizzato dimostra che episodi di estorsione distinti, pur se ravvicinati nel tempo e commessi con modalità simili, non possono essere ricondotti a un'unica programmazione delinquenziale se manca la prova di un progetto unitario iniziale.
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Reato continuato: quando non si applica l’istituto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che richiedeva il riconoscimento del reato continuato per diverse condotte di evasione. I giudici hanno stabilito che l'occasionalità delle violazioni e l'assenza di un progetto unitario preordinato escludono l'applicazione dell'istituto, confermando la decisione del tribunale territoriale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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