La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da diversi soggetti condannati per associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso in provincia di Caserta. Gli imputati contestavano la ricostruzione dei fatti, l'applicazione dell'aggravante mafiosa e il diniego della continuazione dei reati. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi di due imputati, ritenendo provata la loro partecipazione attiva alle condotte illecite e l'utilizzo della forza intimidatrice del clan. Ha invece dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri cinque imputati per genericità dei motivi e tardività delle istanze. Di conseguenza, tutte le condanne sono state confermate in via definitiva, con l'obbligo per i ricorrenti di pagare le spese processuali e, per i ricorsi inammissibili, una sanzione pecuniaria in favore della cassa delle ammende.
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