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Art. 667 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

136 provvedimenti

Altri anni per Art. 667 Codice di Procedura Penale

Confisca per equivalente: il Condannato può chiedere la sostituzione?
Un Condannato, colpito da confisca per equivalente su un immobile a seguito di un reato tributario, ha chiesto di sostituire il bene con una somma di denaro. Il Tribunale ha negato la sostituzione confisca per equivalente. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. Ha stabilito che il condannato può richiedere la sostituzione del bene confiscato con denaro, purché l'esecuzione della confisca non sia esaurita e la richiesta rispetti i principi di proporzionalità e tutela della proprietà, garantendo allo Stato il recupero del valore dovuto.
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Sequestro preventivo: Ricorso inammissibile, ma non tutto è perduto
Due individui hanno contestato un'ordinanza del GIP che negava la revoca di un provvedimento del Pubblico Ministero. Questo provvedimento intimava a uno di loro di lasciare un immobile precedentemente sottoposto a sequestro preventivo, del quale aveva l'uso. I ricorrenti denunciavano la nullità dell'ordinanza e la violazione del principio di proporzionalità. La Corte di Cassazione ha riqualificato il loro ricorso come opposizione all'esecuzione, dichiarandolo inammissibile come ricorso diretto in Cassazione. Gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Bari per la corretta valutazione della procedura.
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Restituzione immobile abusivo: il ricorso diventa opposizione
Un Cittadino ha realizzato un immobile abusivo e non ha ottemperato all'ordine di demolizione del Comune. Il Comune ha acquisito la proprietà dell'immobile. Il Cittadino ha chiesto la *restituzione immobile abusivo*, sostenendo la mancanza di un formale accertamento di inottemperanza e la presentazione di un'istanza di accertamento di conformità. La Corte d'Appello ha rigettato la sua richiesta. Il Cittadino ha presentato ricorso in Cassazione. La Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione al giudice dell'esecuzione e ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello per la decisione, applicando il principio del favor impugnationis.
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Confisca di beni: il ricorso sbagliato diventa Opposizione
Due soggetti avevano subito la confisca di beni immobili e veicoli a seguito di reati fiscali. Un'ordinanza della Corte d'Appello aveva revocato la restituzione di tali beni, precedentemente disposta. I soggetti hanno presentato un ricorso per cassazione contro questa decisione, contestando errori procedurali e contraddizioni. La Corte di Cassazione ha riqualificato il loro ricorso come un'opposizione a provvedimento di confisca, ai sensi dell'articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale. Ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello di Milano, affinché la questione venga trattata con la procedura corretta per l'opposizione.
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Opposizione alla Confisca: Quando una Nuova Istanza non è Ripetizione
Un erede ha presentato un'istanza di Opposizione alla confisca di beni, dopo che una precedente richiesta di dissequestro era stata rigettata. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile questa nuova istanza, considerandola una mera riproposizione della precedente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'erede. Ha chiarito che l'istanza di dissequestro e l'istanza di revoca della confisca sono atti diversi. Inoltre, ha ritenuto valida la procura speciale rilasciata al difensore. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza del Tribunale, riconoscendo la legittimità dell'opposizione alla confisca.
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Dissequestro temporaneo: stop alla revoca se i lavori sono abusivi
Un privato, indagato per reati edilizi, ottiene dal giudice il dissequestro temporaneo del proprio immobile abusivo per eseguire opere di demolizione e ripristino. Il Comune si oppone alla misura evidenziando che i lavori indicati nella pratica edilizia violano le norme urbanistiche e l'ordine di demolizione. Il Tribunale revoca l'autorizzazione all'accesso. Il privato propone ricorso per Cassazione contestando la procedura esecutiva e sostenendo la sospensione dell'acquisizione del bene al Comune grazie a una domanda di sanatoria. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: il dissequestro temporaneo regola solo le modalità esecutive del sequestro senza rimuovere il vincolo, la richiesta di sanatoria non blocca l'acquisizione automatica al patrimonio comunale e la non conformità dei lavori giustifica pienamente la revoca del provvedimento.
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Ipoteca su bene confiscato: vince il credito dei figli
Due figli hanno acquistato da una banca un credito garantito da ipoteca su un immobile di proprietà del padre. Due anni dopo l'acquisto del credito, il padre ha commesso reati tributari che hanno portato alla condanna definitiva e alla confisca dell'immobile a favore dello Stato. I figli hanno chiesto il riconoscimento della validità della loro garanzia per soddisfarsi sul bene. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta presumendo una simulazione a protezione del patrimonio familiare. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione impugnata, stabilendo che la buona fede del creditore che vanta un'ipoteca su bene confiscato deve essere valutata al momento dell'acquisto del credito. Poiché la cessione del credito è avvenuta prima dei reati con pagamenti tracciabili, il diritto di garanzia resta pienamente tutelabile.
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Confisca per Lottizzazione Abusiva: Buona Fede dell’Acquirente Contesa
Un individuo ha cercato di annullare la confisca di un immobile che aveva acquistato. La proprietà era stata oggetto di una precedente lottizzazione abusiva da parte del suo venditore. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta, sostenendo che non era un "terzo di buona fede" poiché l'irregolarità urbanistica era evidente. La Corte di Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione ai sensi dell'art. 667, comma 4, c.p.p., e ha ordinato la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. Il caso evidenzia le complessità della confisca per lottizzazione abusiva.
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Opposizione alla confisca: la Cassazione corregge il ricorso
L'Amministratore di una società patteggia la pena per omesso versamento IVA. Il tribunale accerta l'incapienza del patrimonio societario e il Giudice dell'esecuzione dispone senza udienza la confisca di un immobile personale dell'imputato. Il soggetto impugna direttamente il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'illegittimità del vincolo per aver già perso la disponibilità del bene a causa di un precedente sequestro. I giudici di legittimità chiariscono che il cittadino deve prima attivare l'opposizione alla confisca davanti allo stesso giudice che ha emesso l'atto, garantendo il contraddittorio. Tuttavia, per tutelare l'atto difensivo, la Suprema Corte riqualifica il ricorso e rinvia la decisione al tribunale di merito.
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Confisca per equivalente: quando il ricorso diventa opposizione
L'Interessato ha impugnato un'ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) che aveva disposto la confisca per equivalente di beni, rigettando la sua richiesta di restituzione. La confisca era legata a reati tributari, per i quali una precedente sentenza di patteggiamento non aveva previsto tale misura. Il Ricorrente contestava la procedura "de plano" (senza udienza formale) adottata dal GIP. La Corte di Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Genova per una nuova valutazione.
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Confisca obbligatoria per contrabbando: persa la nave prescritta
Un imprenditore acquista una nave di lusso dichiarandola destinata all'esportazione per evitare le imposte doganali. L'imbarcazione rimane tuttavia nelle acque territoriali oltre il termine legale di diciotto mesi. Il giudice dispone l'archiviazione del procedimento penale per sopraggiunta prescrizione, ma ordina la confisca obbligatoria per contrabbando dell'imbarcazione in quanto corpo del reato. L'imprenditore e la societa proprietaria ricorrono in Cassazione contestando la privazione del bene senza un processo penale e senza una condanna formale. La Corte di Cassazione rigetta i ricorsi. I giudici stabiliscono che la misura ablativa e del tutto legittima anche in presenza di archiviazione per prescrizione, a condizione che la materialita dell'illecito sia accertata e che sia garantito il diritto di difesa dell'interessato tramite l'incidente di esecuzione. L'imprenditore perde definitivamente la nave e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
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Ordine di demolizione: acquisto all’asta e stabilità
Un cittadino acquista all'asta un fabbricato gravato da una condanna per abuso edilizio emessa a carico del precedente proprietario. L'acquirente chiede al giudice di revocare o sospendere l'ordine di demolizione della sopraelevazione abusiva. Egli evidenzia il grave pericolo per la stabilità dell'intero edificio regolare sottostante e richiede la sanzione pecuniaria sostitutiva. Il Tribunale dichiara l'istanza inammissibile con decisione immediata senza udienza, attribuendo la competenza sulla sicurezza statica agli enti amministrativi. L'acquirente presenta ricorso per cassazione per contestare tale diniego. La Suprema Corte stabilisce che il provvedimento adottato senza contraddittorio andava impugnato tramite formale opposizione davanti allo stesso giudice dell'esecuzione. I giudici di legittimità riqualificano il ricorso ed evitano la decadenza dell'azione, trasmettendo gli atti al Tribunale per celebrare la regolare udienza.
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Ricorso sbagliato, ma l’Opposizione a confisca è salva
Un Contribuente ha cercato di annullare una confisca (sequestro definitivo di beni) per reati tributari, ma la Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta. Il Contribuente ha quindi presentato un ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha chiarito che il ricorso era in realtà un'Opposizione a confisca. Ha quindi rinviato il caso alla Corte d'Appello. Questo per permettere un nuovo esame della questione, applicando il principio che un errore nel nome dell'atto non deve precludere il diritto di difesa.
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Assoluzione e Confisca: La Cassazione Annulla la Confisca Beni Dopo Assoluzione
L'Imputato era stato assolto dall'accusa di aver introdotto illegalmente cuccioli di cane, poiché il fatto non costituiva reato. Nonostante l'assoluzione, la Corte d'Appello ha ordinato la confisca del denaro ricavato dalla vendita di questi animali. La Cassazione ha annullato questa decisione di confisca beni dopo assoluzione. Ha ritenuto l'ordinanza priva di adeguata motivazione e incoerente con la precedente assoluzione. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Confisca obbligatoria dei beni: niente eredità per il condannato
Un cittadino, condannato con sentenza irrevocabile per reati ambientali insieme al padre e al fratello, ha proposto opposizione contro l'ordinanza del giudice dell'esecuzione. L'ordinanza aveva individuato le particelle catastali colpite dalla misura patrimoniale. Il ricorso lamentava violazioni del contraddittorio dovute al decesso del padre coimputato e alla presenza di diritti spettanti agli eredi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La **confisca obbligatoria dei beni** impedisce l'ingresso delle aree nell'asse ereditario. Il ricorrente non vantava alcun interesse diretto da tutelare, non essendo proprietario dei terreni al momento della condanna e risultando anch'egli condannato per lo stesso illecito.
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Confisca per equivalente: debito saldato e riesame del ricorso
Un amministratore societario riceve una condanna per omesso versamento IVA, con contestuale confisca per equivalente dei suoi beni. Successivamente, la società estingue completamente il debito tributario attraverso un concordato fallimentare. L'amministratore chiede quindi la revoca della misura patrimoniale per evitare un doppio prelievo. Il Giudice dell'esecuzione rigetta la richiesta senza udienza. L'amministratore propone ricorso diretto in Cassazione. La Suprema Corte stabilisce che il ricorso diretto non è la strada corretta, ma in base al principio di conservazione degli atti riqualifica il ricorso in opposizione. Di conseguenza, rinvia gli atti al Tribunale per svolgere l'udienza in contraddittorio e verificare l'impatto del saldo del debito sulla misura patrimoniale.
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Opposizione all’esecuzione sulla confisca: no al ricorso diretto
In una vicenda penale per reati tributari, il Giudice dell'esecuzione ha ordinato la confisca diretta del compendio aziendale di una società e, in subordine, la confisca per equivalente a carico dei condannati. Il Pubblico Ministero e uno dei condannati hanno proposto ricorso diretto per Cassazione contestando le modalità di stima, la ripartizione del profitto e la restituzione dei beni sequestrati. La Suprema Corte ha chiarito che i provvedimenti del giudice dell'esecuzione in materia patrimoniale non possono essere impugnati subito davanti ai giudici di legittimità. I ricorsi devono essere riqualificati d'ufficio come opposizione all'esecuzione sulla confisca. La Cassazione ha quindi trasmesso gli atti al Tribunale territoriale per lo svolgimento del giudizio di merito sull'opposizione.
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Confisca beni: opposizione al giudice dell’esecuzione
Un condannato per reati fiscali ha chiesto il dissequestro dei propri beni immobili al Tribunale in funzione esecutiva. Il giudice ha respinto la richiesta e, su istanza della Procura, ha disposto la confisca dei beni. La difesa ha impugnato direttamente il provvedimento dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando un illegittimo peggioramento della situazione patrimoniale e vizi di motivazione. La Suprema Corte ha chiarito che il rimedio corretto contro tali ordinanze è l'opposizione al giudice dell'esecuzione. Invece di respingere il ricorso, i giudici di legittimità hanno riqualificato l'atto difensivo e hanno trasmesso gli atti al Tribunale per celebrare il riesame nel merito.
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Restituzione beni confiscati: vince la Corte d’Appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso relativo alla richiesta di restituzione beni confiscati avanzata dalla moglie di un soggetto condannato per reati tributari. La donna rivendicava la proprietà dei beni in qualità di terza estranea al reato. Il Tribunale ordinario, quale giudice dell'esecuzione, aveva accolto la domanda e disposto il dissequestro. Il Pubblico Ministero ha impugnato la decisione contestando l'incompetenza del Tribunale, poiché la sentenza di merito era stata parzialmente riformata dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha riqualificato il ricorso del Pubblico Ministero in opposizione formale e ha dichiarato l'incompetenza funzionale del Tribunale di primo grado, trasmettendo tutti gli atti alla Corte d'Appello per la decisione finale.
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Revoca della confisca: la Cassazione salva il ricorso errato
Un terzo richiedente ha sollecitato la revoca della confisca di diversi cuccioli di animale, sequestrati nell'ambito di un processo penale per traffico illecito a carico di altre persone. Il Giudice dell'Esecuzione ha respinto l'istanza senza fissare un'udienza formale, ritenendo i documenti d'acquisto falsi. Il privato ha quindi proposto ricorso diretto in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che l'impugnazione contro un'ordinanza resa senza formalità non è inammissibile, ma deve essere riqualificata d'ufficio come opposizione. Pertanto, la Cassazione ha inviato gli atti al Tribunale competente per un nuovo esame della revoca della confisca in camera di consiglio.
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