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Art. 649 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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150 provvedimenti

Altri anni per Art. 649 Codice di Procedura Penale

Abuso edilizio: Cassazione su opere precarie e ne bis in idem
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un privato condannato per abuso edilizio. La sentenza stabilisce che opere stagionali, se destinate a soddisfare esigenze durature, non possono essere considerate precarie e rientrano nell'abuso edilizio. Viene inoltre escluso il principio del 'ne bis in idem' poiché il reato di abuso edilizio tutela un bene giuridico (l'ordinato sviluppo del territorio) diverso da quello di occupazione abusiva di suolo demaniale.
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Amministratore di fatto: la prova della gestione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di occultamento di scritture contabili a carico di un amministratore di fatto. La sentenza chiarisce che la qualifica si prova con l'esercizio continuativo e significativo di poteri gestionali, a prescindere dalla nomina formale. Viene inoltre stabilito che la mancata opposizione tempestiva all'acquisizione di atti li rende utilizzabili nel processo e che un'assoluzione per un reato fiscale diverso non integra il principio del 'ne bis in idem'.
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Detenzione stupefacenti: più droghe, un solo reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per detenzione di stupefacenti (cocaina), dopo una precedente condanna per possesso di hashish. Gli imputati sostenevano si trattasse di un unico reato. La Corte ha ribadito che la detenzione di sostanze appartenenti a tabelle diverse configura reati distinti. Il ricorso è stato respinto per genericità, non avendo contestato la diversa collocazione spazio-temporale dei due sequestri accertata dalla corte di merito.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia sui limiti del ricorso dopo un concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). La sentenza dichiara inammissibili i ricorsi degli imputati che avevano accettato l'accordo, a causa dell'effetto preclusivo della rinuncia ai motivi. Per un altro imputato, la Corte annulla la condanna per associazione a delinquere per mancanza di prova del dolo specifico, pur confermando la condanna per reati fiscali. La decisione chiarisce l'importanza del concordato in appello e la distinzione tra il compiere un reato-fine e l'adesione stabile a un sodalizio criminale.
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Nuovo sequestro preventivo: legittimo con prove nuove
La Cassazione ha confermato un nuovo sequestro preventivo per omesso versamento IVA. Inizialmente annullato per mancanza di prove sulla disponibilità dei fondi, il secondo sequestro è stato ritenuto legittimo perché fondato su nuove indagini che hanno dimostrato come la società fosse un mero "schermo" dell'imprenditore.
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Associazione a delinquere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per un soggetto accusato di essere a capo di un'associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La Corte ha rigettato le eccezioni procedurali sulle intercettazioni e ha confermato la solidità degli indizi che delineavano una struttura criminale organizzata, ritenendo quindi legittima la misura detentiva.
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Sequestro per equivalente: stop alla solidarietà
La Corte di Cassazione interviene sul tema del sequestro per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. In una vicenda di frode fiscale su prodotti petroliferi, la Suprema Corte ha stabilito che la misura cautelare non può essere disposta in solido per l'intero profitto nei confronti di un singolo concorrente, ma deve essere limitata alla quota di profitto da lui effettivamente percepita. Se la quota non è determinabile, il profitto totale va diviso in parti uguali. La sentenza annulla parzialmente l'ordinanza impugnata con rinvio per una nuova quantificazione.
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Occultamento scritture contabili: quando è reato?
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra l'omessa tenuta delle scritture contabili (illecito amministrativo) e il reato di occultamento scritture contabili. La sentenza conferma la condanna di un imprenditore, stabilendo che l'esistenza della documentazione può essere provata indirettamente, ad esempio tramite le fatture rinvenute presso i clienti. Se la documentazione è esistita e poi sparita, si configura il reato penale e non la semplice sanzione amministrativa.
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Demolizione opera abusiva: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato contro il rigetto di un'istanza di differimento per la demolizione di un'opera abusiva. Il ricorso si basava su una sentenza di assoluzione in un caso simile ma a favore di terzi e sulla pendenza di altri procedimenti. La Corte ha ribadito che sentenze esterne al procedimento sono irrilevanti e che, data la natura permanente del reato edilizio, il principio del 'ne bis in idem' non è applicabile a fronte di accertamenti in date diverse.
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Legittimazione PM ricorso: chi può impugnare?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore della Repubblica avverso un'ordinanza del Tribunale del Riesame che negava un sequestro. La sentenza chiarisce un punto cruciale sulla legittimazione PM ricorso: in materia di misure cautelari reali, l'unico soggetto legittimato a ricorrere per cassazione è il Pubblico Ministero presso il tribunale che ha emesso la decisione impugnata, non quello che ha originariamente richiesto la misura.
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