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Art. 648-ter Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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464 provvedimenti

Altri anni per Art. 648-ter Codice Penale

Trasmissione frazionata atti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso in materia di sequestro preventivo, confermando un principio chiave sulla decorrenza dei termini processuali. La Corte ha stabilito che, in caso di trasmissione frazionata atti, il termine perentorio di dieci giorni per la decisione del Tribunale del riesame decorre dal momento in cui quest'ultimo ritiene completa l'acquisizione documentale, a condizione che gli atti integrativi siano essenziali per la decisione. Nel caso specifico, un elenco di rapporti bancari è stato ritenuto necessario per completare la base cognitiva, giustificando lo slittamento dell'inizio del termine.
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Sequestro preventivo superbonus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo superbonus, rigettando i ricorsi di alcuni imputati accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. La sentenza conferma l'impossibilità di detrarre i costi dal profitto illecito quando l'intera operazione è viziata e chiarisce i principi sulla responsabilità solidale nel sequestro per equivalente, affermando che la misura può gravare su un singolo coimputato per l'intero importo se le singole quote di profitto non sono distinguibili.
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Smaltimento illecito relitti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di smaltimento illecito di relitti di imbarcazioni, seguito a una violenta mareggiata. La sentenza conferma le condanne per traffico illecito di rifiuti e altri reati, stabilendo che un relitto diventa rifiuto sulla base della volontà del proprietario di disfarsene e della sua oggettiva inutilizzabilità, senza che sia necessaria la preventiva cancellazione dai registri navali. Viene inoltre confermata la responsabilità amministrativa della società di gestione del porto per colpa di organizzazione, avendo tratto un vantaggio economico (risparmio di spesa) dall'affidare lo smaltimento a un'impresa non autorizzata.
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Autoriciclaggio reato associativo: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di frode fiscale e autoriciclaggio nel settore dei carburanti. Al centro della vicenda, un'associazione per delinquere che, tramite società fittizie, evadeva l'IVA per poi reinvestire i proventi illeciti. La Suprema Corte ha analizzato le posizioni di diversi imputati, con ruoli di vertice e di semplice partecipazione. La sentenza chiarisce importanti principi sul rapporto tra autoriciclaggio e reato associativo, specificando come quest'ultimo possa costituire il reato presupposto, e approfondisce il dolo richiesto per la partecipazione a un sodalizio criminale. La Corte ha confermato le condanne per i promotori e annullato con rinvio quella di un partecipe per un vizio di motivazione sulla sua consapevolezza della struttura criminale.
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Agevolazione mafiosa: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di associazione per delinquere finalizzata a frodi fiscali nel settore dei prodotti petroliferi. La Corte ha annullato la sentenza d'appello nella parte in cui escludeva l'aggravante di agevolazione mafiosa, criticando la motivazione dei giudici di secondo grado. Secondo la Suprema Corte, quando si riforma una decisione, è necessaria una motivazione 'rafforzata', che in questo caso mancava. La sentenza ha anche confermato la responsabilità di molti imputati per i reati fiscali e associativi, rigettando i loro ricorsi.
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Autoriciclaggio: quando si esclude l’attenuante?
Due amministratori, condannati per autoriciclaggio, hanno presentato ricorso in Cassazione sostenendo un'errata individuazione del reato presupposto, che avrebbe dovuto consentire l'applicazione di una circostanza attenuante. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che il reato presupposto era la forma più grave di indebita compensazione tramite crediti IVA inesistenti. Di conseguenza, data la severità della pena prevista per tale reato, l'attenuante speciale per l'autoriciclaggio è stata correttamente esclusa.
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Pericolo di reiterazione reato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato una misura cautelare degli arresti domiciliari per un individuo accusato di riciclaggio e associazione a delinquere, respingendo il ricorso basato sulla mancanza di attualità del pericolo di reiterazione del reato. La Corte ha stabilito che la valutazione di tale pericolo è di natura prognostica e non si esaurisce nel mero decorso del tempo, specialmente di fronte a una professionalità criminale e a condotte sistematiche che indicano una persistente inclinazione al delitto.
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Dichiarazione fraudolenta: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per un complesso schema criminale. Le accuse includevano associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta tramite fatture per operazioni inesistenti, traffico illecito di rifiuti e autoriciclaggio. La Corte ha confermato la solidità delle sentenze di merito, rigettando le difese basate sulla natura soggettiva delle fatture e sull'applicabilità del regime di 'reverse charge', ritenuto inoperante in contesti di frode fiscale accertata. La sentenza ribadisce che la finalità evasiva e l'occultamento di attività illecite, come il traffico di rifiuti, integrano pienamente i reati contestati.
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Reato presupposto: annullato sequestro per ricettazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo per il reato di ricettazione, stabilendo che per la sussistenza del *fumus commissi delicti* è indispensabile individuare la tipologia del **reato presupposto**. La motivazione del provvedimento, basata su mere congetture come il possesso di denaro in piccoli tagli o la frequentazione di un pregiudicato, è stata ritenuta apparente e insufficiente a giustificare la misura cautelare reale.
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Autoriciclaggio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per associazione a delinquere, reati tributari, trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio. La sentenza sottolinea che, in presenza di una 'doppia conforme' (due sentenze di merito con la stessa conclusione), il ricorso per cassazione ha limiti stringenti. È stato ribadito che anche trasferimenti di denaro tracciabili, come i bonifici, configurano il reato di autoriciclaggio se finalizzati a occultare la provenienza illecita dei fondi attraverso l'intestazione a terzi.
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Procura speciale: ricorso inammissibile del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dal difensore di un terzo interessato avverso un provvedimento di sequestro preventivo. La decisione si fonda su un vizio procedurale insanabile: l'assenza di una procura speciale, requisito essenziale previsto dall'art. 100 cod. proc. pen. per i soggetti che, pur non essendo parti del procedimento penale, vantano un interesse di natura civilistica.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso patteggiamento di un imputato che contestava l'ammontare della multa applicata, sostenendo fosse diversa da quella pattuita. La Corte ha stabilito che il motivo non rientra tra quelli tassativamente previsti dalla legge per impugnare una sentenza di patteggiamento e che, in ogni caso, il verbale d'udienza confermava la correttezza della pena inflitta dal giudice.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio. La Corte ha chiarito che, ai fini del sequestro, non è necessaria la prova certa del reato presupposto, ma è sufficiente un 'fumus' basato su prove logiche, come la sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati.
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Pericolo di recidiva: valutazione e misure cautelari
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31667/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'applicazione degli arresti domiciliari. Il caso riguarda un'associazione a delinquere finalizzata a creare crediti d'imposta fittizi. La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale sul concreto e attuale pericolo di recidiva, sottolineando come la prosecuzione dell'attività illecita da parte dell'indagato, anche dopo l'avvio delle indagini e una perquisizione, sia un elemento decisivo per giustificare la misura cautelare.
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Sequestro preventivo terzo: limiti e poteri del riesame
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo di rami d'azienda nell'ambito di un'indagine per autoriciclaggio. Una società terza, acquirente dei beni, ha impugnato il sequestro sostenendo la propria buona fede ed estraneità ai fatti. La Corte ha chiarito i poteri del Tribunale del riesame in sede di appello cautelare e i limiti entro cui il terzo può contestare i presupposti della misura. Pur rigettando gran parte dei motivi, ha annullato l'ordinanza per un vizio di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero sulla reale necessità attuale del sequestro, rinviando la questione a un nuovo esame.
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Sequestro per riciclaggio: la fungibilità del denaro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro per riciclaggio di 140.000 euro. La sentenza ribadisce che, data la fungibilità del denaro, non è necessario provare che le somme sequestrate siano materialmente le stesse provenienti dal reato. È sufficiente che il patrimonio dell'indagato si sia accresciuto illecitamente. Il ricorso in Cassazione non può inoltre riesaminare i fatti, ma solo le violazioni di legge.
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Sequestro preventivo e rinvio a giudizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito della Riforma Cartabia, l'emissione del decreto di rinvio a giudizio preclude un'ulteriore valutazione del 'fumus commissi delicti' nell'ambito di un procedimento di riesame di un sequestro preventivo. La sentenza conferma il sequestro del capitale di una società, ritenuta il centro decisionale di attività illecite, poiché il nuovo e più stringente standard per il rinvio a giudizio ('ragionevole previsione di condanna') assorbe e supera la verifica richiesta per la misura cautelare reale.
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Autoriciclaggio: quando il trasferimento è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per autoriciclaggio a carico di tre persone che avevano trasferito proventi di una truffa su conti correnti, anche esteri. La Corte chiarisce che il reato di autoriciclaggio sussiste anche se le operazioni sono tracciabili, essendo sufficiente l'immissione del denaro nell'economia legale per ostacolarne l'identificazione dell'origine illecita.
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Associazione per delinquere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di diversi imputati condannati per due distinti filoni criminali. Il primo riguarda un'estorsione con metodo mafioso per l'aggiudicazione di subappalti edili, per cui i ricorsi sono stati rigettati. Il secondo, più complesso, concerne un'associazione per delinquere dedita a un vasto traffico illecito di carburanti tramite false fatturazioni e documenti di trasporto (DAS) contraffatti. In questo caso, la Corte ha confermato l'esistenza dell'associazione per delinquere ma ha annullato con rinvio la sentenza su alcuni punti cruciali: ha riqualificato alcuni reati di falso documentale, ha annullato la confisca di un'intera azienda di trasporti ritenendola eccessiva e ha disposto una nuova valutazione sulle attenuanti generiche per un imputato.
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Autoriciclaggio e criptovalute: il reato non sussiste
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per autoriciclaggio derivante da presunte attività abusive nel settore delle criptovalute. La decisione si fonda sul principio di legalità: al momento dei fatti (anni 2015-2016), non esisteva una normativa specifica che qualificasse l'intermediazione in valute digitali come reato di abusiva attività finanziaria. Di conseguenza, venendo meno il 'reato presupposto', crolla anche l'accusa di autoriciclaggio e criptovalute, portando all'annullamento della sentenza senza rinvio.
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