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Art. 648-quater Codice Penale

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186 provvedimenti

Sequestro preventivo terzo: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo terzo per vizio di motivazione. Il caso riguardava i beni di una società, sequestrati nell'ambito di un procedimento per riciclaggio a carico di un altro soggetto. La Suprema Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può limitarsi a richiamare la sentenza di condanna non definitiva, ma deve motivare in modo autonomo e specifico il nesso tra i beni del terzo e il reato contestato, specificando se ne costituiscano il corpo o il profitto.
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Sequestro preventivo terzo: obbligo di motivazione
Una società terza, proprietaria di immobili, ricorre contro un sequestro preventivo disposto nell'ambito di un procedimento per riciclaggio a carico di un altro soggetto. La Cassazione annulla l'ordinanza del Tribunale del riesame, affermando il principio che il giudice deve fornire una motivazione autonoma e specifica sul legame tra i beni e il reato, senza potersi limitare a richiamare una sentenza di condanna non ancora definitiva. L'analisi del sequestro preventivo terzo richiede una valutazione approfondita dei diritti del terzo estraneo al reato.
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Sequestro preventivo: dovere di motivazione del riesame
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per riciclaggio, poiché il Tribunale del riesame non aveva adeguatamente motivato il collegamento tra i beni di una società terza e il reato commesso da un altro soggetto. La Corte ha ribadito che il riesame deve fornire una motivazione autonoma e specifica, non potendosi limitare a richiamare una sentenza di condanna non definitiva. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Confisca per riciclaggio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25777/2025, si è pronunciata su un complesso caso di riciclaggio di metalli preziosi, affrontando questioni cruciali sulla competenza territoriale e sulla portata della confisca per riciclaggio. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati, ribadendo che la confisca può riguardare l'intero 'prodotto' del reato, ovvero i beni stessi oggetto dell'attività di riciclaggio, e non solo il profitto. Ha annullato con rinvio la sentenza limitatamente alla posizione di un'imputata per carenza di motivazione sul suo contributo causale.
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Effetto preclusivo: no a nuovo sequestro senza novità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo, ribadendo l'importanza dell'effetto preclusivo. Dopo l'annullamento di un primo sequestro probatorio, il Pubblico Ministero ne aveva disposto un secondo di natura preventiva sugli stessi beni, senza che emergessero nuovi elementi. La Suprema Corte ha stabilito che, in assenza di un 'quid novi', il principio del 'ne bis in idem' cautelare impedisce la reiterazione della misura, censurando il Tribunale del Riesame per non aver esaminato questo punto cruciale sollevato dalla difesa.
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Confisca per riciclaggio: prodotto vs profitto del reato
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca per riciclaggio dell'intero importo "ripulito", qualificandolo come 'prodotto' del reato, e non solo del 'profitto' ottenuto dal riciclatore. La Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 648-quater c.p., l'ablazione patrimoniale può riguardare l'intera somma oggetto dell'operazione illecita, respingendo il ricorso dell'imputato che ne contestava l'estensione e la mancata ripartizione con un altro coimputato.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sul periculum
Un indagato per riciclaggio ricorre in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, lamentando la mancanza di motivazione sul rischio di dispersione dei beni (periculum in mora). La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ritenendo la motivazione sufficiente. Si è chiarito che il pericolo può essere desunto dalla gravità dei fatti e dall'applicazione di altre misure cautelari personali, che potrebbero spingere l'indagato a nascondere i propri beni.
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Confisca obbligatoria: il rimedio all’omissione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di riciclaggio in cui il giudice, in sede di patteggiamento, aveva omesso di disporre la confisca obbligatoria del profitto del reato. Il Procuratore Generale ha proposto ricorso, ritenendo la pena illegale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il rimedio corretto per un'omissione di questo tipo, a fronte di una sentenza ormai definitiva, non è il ricorso per cassazione, bensì l'istanza al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 676 c.p.p.
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Sequestro preventivo: limiti su stipendi e polizze
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo per riciclaggio. Pur confermando che il sequestro può riguardare l'intera somma oggetto del reato, ha stabilito che devono essere rispettati i limiti di impignorabilità per beni come stipendi e polizze vita. La Corte ha annullato parzialmente l'ordinanza, rinviando al Tribunale del Riesame il compito di verificare quali somme fossero effettivamente pignorabili.
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Confisca per riciclaggio: la Cassazione è chiara
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10871/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per riciclaggio. La Corte ha confermato un'interpretazione rigorosa della confisca per riciclaggio, stabilendo che essa si applica all'intero valore delle somme oggetto dell'operazione illecita (il prodotto del reato), e non solo al profitto conseguito dal riciclatore. Viene ribadita l'inammissibilità dei motivi di ricorso generici o che ripropongono questioni già decise in appello.
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Sequestro per riciclaggio: cosa succede ai beni?
Una recente sentenza della Cassazione ha confermato un sequestro per riciclaggio a carico della madre di un professionista, accusata di aver 'ripulito' i proventi illeciti del figlio. La Corte ha stabilito importanti principi su competenza territoriale, inapplicabilità del 'ne bis in idem' e sull'estensione del sequestro, che può colpire non solo il profitto iniziale ma anche l'intero 'prodotto' del reinvestimento illecito.
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Sequestro preventivo: annullato per vizio di motivazione
La Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per autoriciclaggio. Il Tribunale del Riesame aveva confermato il sequestro senza valutare le prove decisive presentate dalla difesa, come un accordo transattivo che riduceva il valore dei beni e la limitata durata del ruolo dell'indagato. Secondo la Corte, questa omissione costituisce un vizio di motivazione equiparabile a una violazione di legge, imponendo un nuovo esame del caso.
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Riciclaggio farmaci: la tracciabilità non esclude reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per riciclaggio farmaci a carico di un operatore che, dopo aver ricevuto medicinali di provenienza furtiva, li ha reimmessi sul mercato. Anche se la tracciabilità dei farmaci non era stata interrotta, la Corte ha stabilito che la rivendita a terzi, con tanto di fatturazione, integra il reato perché ostacola l'identificazione dell'origine delittuosa del bene, rendendo l'appello dell'imputato inammissibile.
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Confisca per equivalente: come si divide il profitto?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la confisca per equivalente in solido tra più imputati per riciclaggio. La Corte ha stabilito che la confisca deve essere applicata individualmente, limitatamente al profitto che ciascun concorrente ha concretamente conseguito. Se la quota individuale non è accertabile, il profitto totale va diviso in parti uguali. Per l'ente coinvolto, la confisca, essendo una sanzione principale, non può essere disposta dal giudice al di fuori dell'accordo di patteggiamento.
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Confisca per riciclaggio: tutto il valore è profitto
Due soggetti ricorrono in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento per riciclaggio, contestando l'importo della confisca. Sostengono che l'accordo prevedeva la confisca del solo denaro residuo sui loro conti. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che la confisca per riciclaggio deve riguardare l'intero valore delle somme illecite oggetto delle operazioni, in quanto costituisce il profitto o prodotto del reato. La natura obbligatoria della misura prevale su qualsiasi accordo tra le parti.
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Patteggiamento e confisca: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per reati di riciclaggio e associazione per delinquere, avevano impugnato la successiva confisca dei beni disposta dal giudice. La Corte ha stabilito che la confisca del profitto di tali reati è una misura obbligatoria e viene applicata anche con la sentenza di patteggiamento, indipendentemente dal fatto che fosse inclusa o meno nell'accordo tra le parti. Il ricorso è stato quindi respinto per inammissibilità.
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Confisca per equivalente: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro una confisca per equivalente disposta in esecuzione di una sentenza di San Marino. La Corte ha stabilito che la misura è legittima, anche se non prevista dalla legge italiana al tempo del reato, in base alle norme sulla cooperazione giudiziaria internazionale e alla Convenzione di Strasburgo, che prevalgono sul principio di stretta territorialità della sanzione.
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Malversazione e Riciclaggio: La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo per riciclaggio. La sentenza chiarisce che il reato presupposto di malversazione si perfeziona con la distrazione dei fondi, non alla scadenza del termine per la loro destinazione. Le questioni sulla proporzionalità del sequestro, secondo la Corte, vanno sollevate in fase esecutiva e non in sede di riesame.
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Confisca profitto reato: l’intero ricavato va incluso
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di autoriciclaggio, la confisca del profitto del reato deve riguardare l'intero ricavato della vendita illecita e non solo la plusvalenza. Nel caso esaminato, una galleria d'arte aveva venduto un'opera d'arte di provenienza illecita. La Corte ha chiarito che l'operazione costituisce un "reato-contratto", rendendo l'intero negozio giuridico contaminato dall'illiceità. Di conseguenza, i costi sostenuti per l'acquisto del bene non possono essere detratti dal profitto confiscabile. La sentenza ha inoltre precisato che la confisca obbligatoria non è nella disponibilità delle parti durante il patteggiamento, e il giudice non è vincolato da eventuali accordi sul punto.
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Confisca pro quota: la Cassazione limita il sequestro
Una donna, condannata per riciclaggio, ha impugnato in Cassazione la confisca di oltre 200.000 euro, sostenendo di aver percepito solo 4.600 euro. La Suprema Corte ha accolto il ricorso su questo punto, stabilendo il principio della confisca pro quota. La misura ablativa, in caso di concorso di persone, deve essere commisurata al profitto effettivamente conseguito dal singolo concorrente e non all'intero ammontare del reato. Di conseguenza, ha ridotto l'importo della confisca a 4.600 euro.
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