LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 640-bis Codice Penale

Pagina 22 di 33

656 provvedimenti

Credito bancario e confisca: la buona fede si presume?
La Corte di Cassazione affronta il delicato rapporto tra credito bancario e confisca di prevenzione. Mentre viene confermata la pericolosità sociale di un imprenditore e la relativa confisca dei beni, la Corte annulla la decisione che negava a una banca il diritto di rivalersi su tali beni. Viene stabilito che per negare la buona fede dell'istituto di credito non basta una generica negligenza, ma serve la prova positiva che la banca avesse concreti indicatori della pericolosità del cliente al momento della concessione del finanziamento.
Continua »
Consumazione truffa TEE: quando inizia la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38174/2025, affronta il tema della consumazione truffa aggravata per l'indebito conseguimento di Titoli di Efficienza Energetica (TEE). Il caso riguarda un operatore accusato di frode. La Corte ha stabilito che il reato si consuma non con il semplice accredito dei titoli, ma nel momento della loro effettiva monetizzazione, quando l'agente consegue il profitto e l'ente pubblico subisce il danno patrimoniale. Questa decisione è cruciale per il calcolo della prescrizione.
Continua »
Prescrizione e proscioglimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di intervenuta prescrizione, l'assoluzione nel merito è possibile solo se l'innocenza dell'imputato emerge con 'evidenza' dagli atti, in modo palese e non contestabile. Nel caso di specie, due imputati avevano richiesto l'assoluzione piena invece della declaratoria di prescrizione, lamentando l'assenza totale di prove a loro carico in un processo appena iniziato. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, sottolineando che una semplice assenza di prove, dovuta a un'istruttoria non ancora svolta, non equivale a quella 'prova evidente' di innocenza richiesta dalla legge per far prevalere il proscioglimento sulla prescrizione.
Continua »
Misure cautelari: annullamento per carenza di attualità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava una misura cautelare interdittiva a un'imprenditrice accusata di associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni dell'UE. Pur ritenendo inammissibile il ricorso sulla gravità degli indizi, la Corte ha accolto il motivo relativo alla mancanza di esigenze cautelari. La decisione si fonda sul fatto che il giudice di merito non ha adeguatamente valutato la 'radicale uscita' della donna dalle compagini societarie coinvolte, non dimostrando così l'esistenza di un pericolo 'concreto ed attuale' di reiterazione del reato. Di conseguenza, le misure cautelari sono state annullate con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Misure Cautelari: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro l'ordinanza di arresti domiciliari. La decisione si fonda sul principio che i motivi di ricorso non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione se non sono stati precedentemente discussi dinanzi al Tribunale del riesame. La sentenza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità in materia di Misure Cautelari, confermando che il pericolo di reiterazione può essere desunto anche da condotte passate se inserite in un sistema criminale strutturato.
Continua »
Giudicato Cautelare: Limiti all’Impugnazione
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro le misure cautelari. Con la formazione del giudicato cautelare, le prove non contestate in sede di riesame diventano definitive ai fini della misura. Nel caso di specie, un imprenditore agli arresti domiciliari ha visto il suo ricorso respinto perché le eccezioni sull'inutilizzabilità delle prove sono state sollevate tardivamente, ovvero solo in Cassazione, e non durante il riesame, consolidando così il quadro indiziario a suo carico per quella fase del procedimento.
Continua »
Esercizio arbitrario: quando la pretesa diventa reato
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce la linea di demarcazione tra estorsione e l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il caso analizza una vicenda in cui un imprenditore, per recuperare un credito derivante da un accordo irregolare, ha usato minacce e violenza. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva derubricato il reato a minaccia grave, stabilendo che quando la pretesa non è tutelabile in sede giudiziaria, l'uso della forza per ottenerla configura il più grave reato di estorsione. La sentenza esamina anche i reati di intestazione fittizia di beni per eludere le misure di prevenzione antimafia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo per truffa. La decisione si fonda sulla formale rinuncia al ricorso presentata dalla ricorrente, un atto che preclude ogni valutazione nel merito e comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
Un imprenditore, colpito da una misura cautelare interdittiva per una complessa frode fiscale basata su fatture false e crediti d'imposta fittizi, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. La sentenza ribadisce principi fondamentali, tra cui la piena utilizzabilità nel processo penale degli elementi raccolti durante le verifiche fiscali e i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove indiziarie effettuata dal giudice di merito.
Continua »
Esigenze cautelari: il recesso non basta a escluderle
La Corte di Cassazione ha confermato una misura cautelare di divieto di dimora nei confronti di un imprenditore agricolo accusato di frode aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nonostante il formale recesso delle sue aziende dalla cooperativa coinvolta, la Corte ha ritenuto persistenti le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di reiterazione del reato. La decisione si basa sulla valutazione che l'imprenditore mantenesse un controllo di fatto sulla struttura criminale, un meccanismo sistematico e collaudato, e che gli atti formali non fossero sufficienti a scongiurare il rischio concreto di nuove condotte illecite.
Continua »
Rischio di reiterazione: dimissioni non bastano
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice dimissione da una carica societaria non è sufficiente a escludere il rischio di reiterazione del reato, se l'indagato continua di fatto a ingerirsi nella gestione aziendale. Il caso riguardava un indagato per associazione per delinquere e truffe, a cui erano stati revocati gli arresti domiciliari. La Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale del Riesame di ripristinare la misura cautelare, ritenendo concreto e attuale il pericolo che l'indagato potesse commettere altri reati, basandosi su elementi come l'uso di beni aziendali e la partecipazione a eventi per conto della società anche dopo le dimissioni.
Continua »
Fondi UE e truffa aggravata: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Avevano ottenuto fondi agricoli europei dichiarando falsamente di avere la disponibilità di un terreno. La Corte ha confermato la qualificazione del reato come truffa aggravata (art. 640-bis c.p.), distinguendolo dalla più lieve indebita percezione (art. 316-ter c.p.), poiché la falsa attestazione aveva indotto in errore l'ente erogatore attraverso un sistema di controllo, seppur automatizzato. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della natura continuata e insidiosa della condotta.
Continua »
Reddito di cittadinanza: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di quattro individui condannati per aver ottenuto illecitamente il reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che la norma penale non è stata abrogata per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023, in virtù di una specifica disposizione transitoria che ne ha garantito l'ultrattività. È stato inoltre confermato il diniego della conversione della pena detentiva in pecuniaria, ritenendo la decisione del giudice di merito correttamente motivata.
Continua »
Bancarotta Fraudolenta: guida alla responsabilità
La Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di due amministratori di una società nautica. La sentenza chiarisce la responsabilità per la distrazione di beni e la tenuta della contabilità, anche in caso di gestione promiscua con altre società. L'amministratore ha l'onere di provare la destinazione dei beni mancanti all'attivo fallimentare.
Continua »
Motivazione per relationem: quando è valida?
Una società cooperativa ha impugnato in Cassazione la revoca di un finanziamento pubblico, lamentando che la sentenza d'appello fosse nulla per motivazione insufficiente, in quanto si limitava a richiamare la decisione di primo grado (motivazione per relationem). La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando la piena validità della motivazione per relationem quando il percorso logico del giudice risulta comunque chiaro e comprensibile. La Corte ha inoltre ribadito che il ricorso per Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio per riesaminare i fatti.
Continua »
Pericolo di reiterazione: quando è attuale e concreto?
La Cassazione conferma gli arresti domiciliari per frode su fondi pubblici, chiarendo che il pericolo di reiterazione sussiste anche se la legge specifica è cambiata. La professionalità criminale e la rete di contatti sono decisive per valutare l'attualità del rischio.
Continua »
Credito d’imposta sismabonus: quando è fittizio?
La Cassazione conferma il sequestro preventivo su un ingente credito d'imposta sismabonus ritenuto fittizio. Decisivo il fatto che la demolizione fosse avvenuta anni prima dell'entrata in vigore della norma e che i lavori di ricostruzione non fossero mai iniziati. Secondo la Corte, il beneficio fiscale richiede un intervento unitario e l'effettiva esecuzione dei lavori, non solo la loro progettazione.
Continua »
Ricusazione giudice: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un'istanza di ricusazione del giudice a causa di un errore formale cruciale: la mancata allegazione del provvedimento ritenuto pregiudizievole. Il caso riguardava due imputati per autoriciclaggio che contestavano la parzialità dei giudici, i quali si erano già espressi in una fase cautelare. La sentenza sottolinea il rigore formale della procedura di ricusazione, evidenziando che gli errori procedurali, come l'omessa o errata produzione di documenti, non possono essere sanati d'ufficio e portano al rigetto dell'istanza senza esame nel merito.
Continua »
Rischio di recidiva: la Cassazione e le misure cautelari
La Cassazione conferma la misura cautelare per un gestore di CAF accusato di frode per il reddito di cittadinanza. Nonostante la cessazione dell'attività e l'abolizione del sussidio, il rischio di recidiva è ritenuto attuale e concreto a causa della sua spiccata capacità criminale e propensione a commettere reati con finalità di lucro.
Continua »
Omessa comunicazione reddito cittadinanza: il reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35526/2024, ha stabilito che l'omessa comunicazione reddito di cittadinanza di informazioni rilevanti, come una condanna penale di un familiare, costituisce reato ai sensi dell'art. 7 D.L. 4/2019. Il caso riguardava una persona che aveva ottenuto un beneficio maggiore del dovuto omettendo la condanna del coniuge. La Corte ha chiarito che il reato sussiste anche se l'informazione omessa era preesistente alla domanda e ha escluso l'applicazione retroattiva della norma abrogatrice.
Continua »